giovedì 19 aprile 2012

Manie e portafortuna

Io non ne ho. O meglio: se ci penso un attimo non credo di averne. Quando scrivo non ho bisogno di portafortuna e oggetti propiziatori di qualche genere per poter lavorare al meglio. 

A dire il vero non mi aiuto con oggetti o manie strane in nessun campo della vita. 
No, forse le coccinelle, ahahha. Però, può darsi che non sia così per tutti. 

García Márquez, l’autore di Cent’anni di solitudine per esempio si siede alla macchina da scrivere indossando una tuta da meccanico.

Divertente, eh? 

Bruce Chatwin scriveva le sue storie incisive e lapidarie sopra dei taccuini Moleskine, sempre. 

Italo Calvino scriveva solo sul retro delle bozze che correggeva per Einaudi ed Ernest Hemingway lavorava sin dai tempi in cui sedeva in un caffè a Parigi sempre con due portafortuna in tasca: una castagna secca e una zampa di coniglio

Che sia o vero o meno sugli effettivi risultati per qualcuno avere un oggetto scaramantico da portarsi appresso è più di un bisogno. 

Ora io ho accennato al campo della scrittura, però la prendo più alla larga visto che non tutti coloro che passano da queste parti scrivono e vi dico che mi piacerebbe sono quanti sono ad avere in tasca un portafortuna, oppure ad avere dei riti propiziatori nella vita di tutti i giorni

Che ne so, magari qualcuno mette sempre due cucchiaini e mezzo di zucchero nel caffè a colazione. Qualcuno ricorre al solito ferro di cavallo

Boh! Cose così insomma che servono per sentirsi protetti da qualcosa in più nella vita di tutti i giorni.

20 commenti:

  1. Vedi Ferru, avere sempre appresso un oggetto su cui riporre le proprie speranze è molto importante, direi vitale. Naturalmente, per scaramanzia nessuno (se ci crede veramente) ti dirà mai cosa porta attaccato alla collanina, al braccialetto, oppure alla cintura, ecc. Ti posso dire che in un periodo del passato avevo sempre in tasca un paio di forbicine, che come si sa tagliano "le male lingue" :-). Ad ogni modo è importante che l'oggetto a cui attribuire il potere di portafortuna sia "rinvenuto per caso" ed abbia una forma appuntita. Infatti, più che al ferro di cavallo la vera fortuna si ha nel ritrovare uno dei chiodi che lo sorreggeva... Per cui... tutti al maneggio!! :-)

    RispondiElimina
  2. Non sono scaramantico, ma sono molto legato alla disposizione degli oggetti intorno a me. Una sorta di "ordine nel disordine" che mi aiuta a mettere a fuoco quello di cui mi occupo, anche quando scrivo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, neppure così... mi metto davanti al computer e scrivo

      Elimina
  3. Beh, io sono abbastanza scaramantico (da buon napoletano...), quindi spesso e volentieri ho i miei trucchetti, che non starò a rivelare, perchè altrimenti porterebbe sfortuna....lol. :)

    RispondiElimina
  4. Nuuuu, non sono scaramantica, porta sfortuna! XDD
    mandariono.

    RispondiElimina
  5. Innanzitutto viva la Moleskine! :)
    Bello conoscere questi rituali degli scrittori!

    Non sono scaramantica, ma porto sempre con me in tasca un oggetto (non svelerò cosa) a cui sono molto legata, mi basta passarci la mano sopra e mi sento meglio :D
    Nelle ultime settimane nell'altra tasca ho messo, invece, delle pietre di crisoprasio, dicano aiuti contro l'ansia, tentar non nuoce, anche se effetti benefici non ne ho ancora visti al momento ;)

    RispondiElimina
  6. Non sono superstizioso e non credo nemmeno nella logica fortuna/sfortuna... sarò strano, non so, ma mi sembrano solo modi per giustificare quello che ci accade ogni giorno.
    E, no, non ho nessun portafortuna e non ho riti propiziatori (anche se a colazione metto proprio due cucchiaini e mezzo, ma solo perché mi piace così...)

    RispondiElimina
  7. Mai stato scaramantico, sono cose a cui non credo.
    Sono vecchie usanze usate per cercare di giustificare le cose buone e cattive che succedono a noi u.u

    RispondiElimina
  8. Non so se definirmi un vero e proprio scaramantico, ma posso dire di essere un "fissato" della quotidianità: ordino le cose sempre in uno stesso modo, se devo dare un esame tendo maniacalmente ad aver preparato sempre lo stesso abito (giacca e cravatta etc) e simili. Però c'è sa dire che se per una qualche ragione non posso agire secondo abitudine non perdo il lume della ragione e neppure sono insoddisfatto.

    Non saprei dire. Inoltre alcune superstizioni (tipo non passare il sale, non passare sotto le scale) le ho sempre trovate talmente ridicole da metterle sempre in pratica XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non passare il sale? Non passare sotto le scale? Arabo per me:-)

      Elimina
  9. Non metto mai la sveglia ad un'ora esatta.
    Deve essere sempre 7.16 o 7.29 roba così.
    Ad essere troppo ordinata mi si turba l'ordine interiore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sempre dieci minuti prima dell'ora effettiva in cui mi devo svegliare:-)

      Elimina
  10. Azz... Quindi se metto 2 cucchiai e mezzo di zucchero sono superstizioso? Ma porca vacca, non si finisce mai di imparare. ;)

    Naaa, per "fortuna" non ci credo. ;)

    RispondiElimina