venerdì 9 marzo 2012

Gli autori in gara

Ecco i racconti partecipanti: basta scorrere i titoli e noterete che si tratta di autori famosi. sono tutti regolari.
Ora, però comincia la parte più difficile, perché sta a voi scegliere i tre racconti che saliranno sul podio

La scelta, tuttavia dovete farla in un modo molto immediato, dovrete solamente segnalare in un commento l’autore che dal vostro punto di vista si è comportato meglio. Solo uno. e per farlo c'è tempo sino alla mezzanotte di sabato 24 marzo.

Tutti i lettori del blog possono partecipare alla votazione, anche in veste anonima se non siete iscritti purché vi facciate riconoscere. Naturalmente ai partecipanti chiedo di non votare il proprio racconto. Usate questo post solo per votare. 
Per domande e richieste vi rimando al post con l’elenco.


1 - Luigi Pirandello 

Pioveva.
Il ragazzo aspettava.
Non doveva essere lì. Lui osservava, però, quella porta ancora chiusa.
Eppure sapeva come sarebbe finita. Lui avrebbe atteso. Lei, però, sarebbe uscita da scuola e, come sempre, l’avrebbe ignorato, passandogli a meno di un metro, ma con la testa distante, persa tra un SMS, le cuffie con la musica, …
Poi, la porta si aprì, lei uscì, tenendo stretto l’ombrello e, quel giorno per la prima volta, notò il ragazzo madido di pioggia. Un breve istante.
Pioveva.
Il ragazzo amava.
Naturalmente doveva essere lì. Lì, ove quel giorno poté finalmente elemosinare un sorriso.


2 - Dante Alighieri 

Se mai potessi incontrarti un giorno, che mai potrei dirti? Dovrei solo ammirarti, notare la tua immensa grandezza, espressa attraverso la lingua inusitata, quel volgare così graffiante che hai avuto l’ardire d’usare nella tua immensa opera. Dovrei ammirare la tua forza e il tuo coraggio, espresso evadendo dai canoni trecenteschi, ripudiando lo stile aulico che allora si doveva usare. Tu, controcorrente, ardimentoso, prendesti un’altra strada, impervia ma unica. Immenso Poeta.


3 - Giovanni Verga 

Mary era entrata in cucina per prendere il solito bicchiere d’acqua per la notte. Mentre apriva il rubinetto, sentì dei forti brividi alla schiena. La luce andò via. Si respirava un odore strano e Mary non osava muoversi. Raccolse tutto il coraggio e guardò alle sue spalle. Sbarrò gli occhi. La cucina, illuminata solo dalla luce dei lampioni esterni, nascondeva tra le sue ombre una presenza inquietante: un essere con due occhi rossi, luminosi, si faceva sempre più vicino. Mary poteva sentire il suo respiro addosso, era su di lei ormai e le affondò una lama nell’addome. Poi suonò la sveglia.


4 - Edward Bunker 

Il Barista dietro al bancone tra le schegge della foto della Fiorentina avrebbe dovuto dare retta a quello stronzo del cognato e tenere la pistola carica.
Il vecchio cosimo era pietrificato dal terrore in quel suo solito attimo di indecisione tra Gazzetta e Unità.
I rapinatori in passamontagna Neri non sparavano più nel bar e raccoglievano il bottino. Erano sfigati per accontentarsi di rapinare un circolo Arci di paese, e pazzi per farlo coi Kalashnikov.
E mentre uscivano un Rumore fece girare di scatto uno dei due che sparò. Era Cosimo, che non aveva trattenuto un colpo di tosse con catarro.


5 - Neil Gaiman 

Gray era appena rientrato in casa. Mise le due prede sul tavolo e appoggiò il fucile al muro.
Non era affatto sorpreso della tenacia delle sue due vittime, sapeva che quelli di montagna erano i più pericolosi.
Si andò a guardare allo specchio, aveva il polso della giacca strappato e un graffio sul muso, da cui scorreva un rivolo di sangue che gli macchiò il pelo grigio.
Si sedette a tavola e guardò le sue due prede. Glabre, minute, bianche, senza artigli.
Prese quella più giovane e la addentò.
Sapeva che gli esseri umani non erano un alimento sano per un orso, ma ne andava matto.


6 - Tommaso Landolfi 

Lenta a notare dettagli osé, Laura faceva in fretta i bagagli: fuggiva la casa, la stanza, l'alcova e il cadavere del mascalzone che l'aveva cornificata.
Sgozzato con le forbici.
Lo aveva trovato nell'amplesso con l'altra: che azzittita, insanguinata e inerme se ne restava fra le lenzuola gualcite.
Laura, già miope, cieca d'ira aveva dato di matto: «Dio mio, cos'ho fatto?»; malediva la puttana, «Tu me l'hai rubato, e taci! Te ne stai lì così!»
Ma gettava le forbici, s'affrettava con le valigie: scappare bisognava! Chiuse l'uscio, precipitava le scale.
Lasciava lì sul letto la bambola gonfiabile.


7 - Totò 

Uno sposo tormentato dalla gelosia mostra alla sua metà, giovane oltre che ingenua, una tela ad olio che ritrae un uomo con due corna sulla testa nell'atto d'ammazzar la moglie. Ecco cosa accade ad una donna si fa toccare da un uomo che non è suo marito. Lei gli scruta la fronte e dice: però a te non son cresciute quando il dottore mi ha toccata per vedere se ero incinta. Questo non basta!
La ragazza ha voglia di veder nascere quei bei strumenti al marito. Si reca dal dottore e chiede a questi spiegazioni. Il medico non se lo fa ripetere due volte e le indica come fare.
Tornato il marito dal lavoro lei gli va incontro. Rammaricata nel vedere il capo dello sposo senza ornamenti, esclama: Non ci si può fidare di nessuno!


8 - Milan Kundera 

Klara Udiva Numerose Dicerie sul conto di Emil, ma lo Rendevano Ancora più amabile.
Perché per lei un seduttore incallito era il prestigiatore capace di incantare, colui che porta magia nella vita di una donna. Ogni giorno sarebbe stata corteggiata. Anche tradita, ovvio, ma se lo avesse voluto tutto per se avrebbe peccato di egoismo.
Fino a quel maledetto martedì.
“Ti sei decisa a lasciarlo” esultava sua madre.
“Colpa sua” spiegò Klara. “Ha detto che per me sarebbe cambiato, sarei stata la sua unica donna. Mi sono vista fra dieci anni, una moglie impolverata accanto a un manichino sulla poltrona”.


9 - Bram Stoker 

Steve aveva toppato l’organizzazione della serata, Kathrine ne faceva l’ennesima sciarada dalla pessima regia.
“ Stronzo, ci perderemo New Moon per colpa tua!!!”
Giunsero tardi alla prima, trovarono tutto esaurito. Partirono alla ricerca di un altro cinema, scoprirono che lo proiettavano anche al Demeter.
Giunti al piccolo cinema, un anziano custode li accolse: baciò la mano allaragazza, fece un amabile sorriso a lui. Parlò con accento straniero.
“Benvenuti in mio cinema. Vi siete entrati liberamente e di vostra volontà.”
Mentre entravano, l’anziano sorrise con zanne da predatore.


10 - Ugo Foscolo 

Un Giorno Oscuro, Fremente Osservavo Sepolcri. Cercavo, Ostinato, Latenti Oblii. I suoi occhi, gli unici a darmi pace,vagavano leggeri su di me. Le sue labbra dischiuse sorridevano. Il fantasma apparve, materia e incanto. Lei amorevole sorrise. Il fantasma scomparve. LadyGhost non teme i fantasmi. Sono i fantasmi a temerla.


11 - Italo Calvino 

Marcovaldo per l'occasione prese il primo giorno di ferie della sua vita. Laneve era caduta copiosa e aveva ammantato tutto in una coltre di delicato candore. Seduto su una panchina a bordo di una grande strada normalmente trafficata, si mise ad ammirare il goffo spettacolo dei suoi concittadini alle prese con la propria impotenza, di fronte alla grandezza della natura. Mentre la neve continuava a scendere, Marcovaldo rimboccò la morbida coperta di fiocchi gelati e si addormentò felice come un infante. Lo ritrovarono parecchi giorni dopo, con un ampio sorriso congelato sul volto.


12 - Charles Dickens 

Dormire tutto il giorno, ecco cosa facevo. In quei giorni sembrava fosse la mia unica attività possibile. Che lo volessi o no, crollavo ovunque, risvegliandomi di soprassalto e ricadendoci dopo pochi attimi. Kate, la mia vicina premurosa, bussava ogni volta che rientrava a casa, temendo che prima o poi non mi sarei più svegliato. E vi assicuro, che insisteva finché non le andavo ad aprire e la rassicuravo, dicendole che tutto era a posto. Non andavo neppure più al lavoro, nonostante mi chiamassero e promettessi di ripresentarmi al più presto. Sonno: l'unica cosa che provavo di fronte al mondo.


13 - Stephen King 

Mi sveglio sudata e stravolta, il libro che stavo leggendo è caduto a faccia in su sul pavimento. Duma Key. Fermo accanto a me, osservo lui che,inerme, dorme come un angioletto.
Non ho più sonno. In cucina, il computer acceso attira la mia attenzione.
Sullo sfondo, un groviglio confuso di parole, come quello che alcuni blog impongono di decifrare per poter commentare. “Show me that you’re human”…
Osservandolo bene, mi accorgo che è un messaggio per me. Scorre velocemente, ma vi leggo distintamente il mio nome. Lì, sullo schermo, nero su bianco.
E poi, due parole compaiono sullo schermo.
Scappa. Subito.
D'un tratto, un rumore attira la mia attenzione.
Si è svegliato.


14 - Gianni Biondillo 

Gemevo invano, agonizzante nella nebbia invernale.
Bramavo incessantemente ossigeno, nel dilaniarmi incontravo la letale ombra


15 - Virginia Woolf 

“Veramente preferirei che non ingigantissi..:”
“Resta fermo dove sei”
“Gira, dai, accosta, io…
“Non farmi girare i coglioni Ian, abbiamo chiuso”
“Wyna…ora sei arrabbiata”
“Ora lascia questa macchina, fottuto stronzo, o dimmi chi è sta cazzo di Linda”
“Ma…”
“Vuoi che ti scaraventi fuori?”
“E’ la segretaria della ditta dove ho fatto il consulente un anno fa”.
“Linda la racchia?”
“S…si”
“Scendi” disse inchiodando. Lui scese, orecchie basse e volto stralunato.
Lei ripartì sgommando, direzione Linda.
“Buongiorno, in cosa posso esserle utile?”
“Buongiorno Linda”. Suoni umani si confondevano con il sibilo mazza di legno e del cranio fratturato. Ne usciva di sangue, ma non tanto quanto desiderava.
Peccato.


16 - Isaac Asimov 

Alberi, sono solo alberi, imprecava Mike ogni volta che si girava indietro, per farsi coraggio. Ma rumori e fruscii non smettevano in quel bosco che pareva senza uscita. E ora era certo che qualcuno si stava avvicinando. Poi sorrise, quando vide che era Frida, la sua Frida. Le tese la mano e scacciò dalla mente i timori e le paure. Però che strana quella mano così fredda…


17 - AA.VV 

L’inizio non può essere che impersonale e di routine, con i sobbalzi allentati dai dissuasori trasversali e un taxi che si ferma a lato di un coperto; mentre in uno scalo scatenato come fosse un boogie woogie senza sosta, tra gli arrivi e le partenze che incorniciano l’immagine di un Mondrian, qualcuno attende l’arrivo del pilota.
Se poi i protagonisti questa volta brinderanno con una Clover dietro l’altra a bordo di una Olds sintonizzata a radio accesa su Jazz-it o innalzeranno il Gran pavese in memoria di un’epoca alle spalle con una vedovella fresca di giornata… vedetevela Voi.


18 - Anne Rice 

Ricordo idioti che esultavano, la riva sempre più lontana, ricordo anche l'orizzonte piatto.
"La Terra è rotonda" ripeteva il capitano " E noi lo dimostreremo".
Lui non ha cambiato mai idea.
Magra consolazione quando precipitammo nel vuoto.


19 - Julio Cortazàr 

Sogno d'essere anni addietro, sull'Ile de la Cité, e ti osservo, ti rincorro, finalmente posso parlarti. L'argentino e l'italiano, la puntina su un vinile ed il rito del caffè, le donne in seta e lino.
Scorre la Senna, "monsieur, deux baguettes".
Poi su al primo piano, a parlare della vita; odore di tabacco, arsura di caña, "una zolletta nel mate per me".
Tenue luce di candela: sto vivendo in un Rembrandt.
Ma ecco NO!, mi sto svegliando...
Atroce inganno,
vile sogno!
Mio scrittore, mio labirinto,
in te mi ci ero perso, smarrito per una notte, senza rotta, col destino.


20 - Jorge Luis Borges 

E se, al baluginare delle prime luci dell’alba, sbandando tra gli olmi e i labirintici intrecci dei giardinetti sotto casa, ci si ritrovasse a scorgere lo scrittore mattutino che redige appunti sparsi con foga selvaggia e divina, si riuscirebbe nella prodigiosa certezza che, poco più in là o definitivamente altrove in questo grigio mattino, un’inconcepibile medesima volontà, anch’ella scomposta nell’ansia della creazione, stia buttando giù una storia che è la nostra storia.
Quel dì m’adoperai con diligenza affinché non vi fosse nessuna resistenza alla vertigine che puntualmente mi colse.


21- Lois Lovry 

È la legge sacra. Non puoi curarla, o incapperai nelle ire della Dea.
Lo avevano ripetuto, talmente tante volte che Wendy aveva quasi iniziato a crederci, ma col (r)isveglio, quel mattino, la verità le era apparsa. Non poteva abbandonare Yara, l’unica famiglia che le era rimasta.
Così partì, a dispetto di tutti i pareri, delle profezie di sventura e dei moniti lanciati dalle Anziane.
“Porterai la sventura con te!”
“Vattene e non tornare!”
“La Dea ti punirà!”
Ma Wendy, stringendo la radice di doralia nella mano, sapeva che quel piccolo rametto avrebbe cambiato il suo mondo e quello degli altri.
Per sempre…


22 - Raymond Carver 

C’era quest’americana, oggi una ragazza, una vecchia di trent’anni ai nostri occhi di allora, era la madre di Leo, un nostro compagno di scuola.
Leo era bilingue, dicevano le nostre mamme, ma poi stava sempre zitto. Ne sapesse pure tre di lingue, manco una ne parlava.
Sua madre ci terrorizzava: era quasi senza naso. Non si poteva guardare e nemmeno riuscivamo a guardare da un’altra parte.
Date retta a me, se vorrete essere ricordati per ciò che fate in vita, un naso dovreste avercelo. Se girate senza un naso, potete essere pure madre Teresa di Calcutta, sempre quella senza naso sarete per tutti.


23 - Stefano Benni

La Signorina Nina, tutta rughe e ricordi, una sera trovò un elefante fucsia dentro l’armadio. Il pachiderma era alto quanto un nano da giardino, sulla capoccia portava un cilindro, all’occhio destro un monocolo, e nel panciotto un orologio d’oro.
Ella non ebbe dubbio alcuno, quello doveva essere lo spirito del Barone di Saltafosso, antico amore epistolare, tornato per tenerle un poco di compagnia. La signorina Nina lo fece accomodare sul sofà, gli offrì delle noccioline, e versò un bel bicchierone di cognac anche a lui. Cin cin fece il cristallo: “A voi, mia adorata”, barrì Il Barone.


24 - Joseph Conrad 

"Siete ancora qui, Capitano Osborn?"
"Non Riesco A Dormire, Marlow. Penso al Patna."
Marlow ingoiò un sospiro. Come chiunque altro, aveva sentito molte volte la storia - l'unica storia di James Osborn.
"Potete andarne fiero," mormorò. "Il solo ufficiale a non abbandonare la nave."
"Il solo buon momento in quarant’anni di bigia carriera."
Bigia e comoda, pensò Marlow. Sempre placido come un lord, il vecchio Jim.
"Bah. Nessuno ci scriverà un romanzo, eh, Marlow?"

Questo è certo, brontolò Józef tra sé. Né un racconto. A chi importa dell'uomo che non salta dalla nave?
E gettò il manoscritto nel fuoco.


25 - Ken Follett 

Kappa e nove. Finalmente! Olivier Lucky LeMond, ex trader e texas holdem addict, voleva una mano così. Doppia coppia.
Guardò gli altri: Leila, amante di un caid, era tesa; Luc, l’ansioso prof, fermò la mano in un gesto rivelatore. Gli altri erano out.
Era detto Lucky ma era un baro: fregava tutti segnando le carte con sostanze visibili solo alle sue lenti.
Il prof aveva una doppia coppia, ma non bastò.
Lucky vinse, sbirciò le tette della troia e Leila, la pupa nera, guardò Olivier.
Folli di sesso, si scatenarono e poi, sul molo di Nizza, risero pensando al caid, al Nove e al Kappa.


26 - Philip K. Dick 

Il 14 di Maggio, in tarda mattinata, Fat raggiunse la completa e definitiva pazzia. Imputare il fatto alla sua improvvisa, perfetta consapevolezza metafisica che, celato all’interno della confezione di Korn Flakers appena svuotata, vi fosse niente meno che l’Onnipotente, o piuttosto alla chiacchierata che poi ebbe con Cristo suo figlio (che per amor di cronaca era alla guida del bus numero 23) mi pare fin troppo oltre le mie possibilità. Ma rievoco con lucida ammirazione la pulizia con cui egli si discostò dalla vita. E le farfalle, che nel giorno della sua scomparsa, affollarono il paese.


27 - Paulo Coelho 

Sono carico; ho pensato ad un lavoro onesto come obbiettivo e l’ho ottenuto e ora cammino come se dovessi andare a comprare le sigarette in Giappone. Una fresca serata, maglietta, maglia di cotone e pantaloni antipaura, vedo una sacca cos’è? Di chi è? Non c’è nessuno… è una specie di valigia no è un sacco di un paracadute... ma guarda… vestiti... belli… ma sporchi di colore come una tuta da pittore… camicia gilet giacca molto eleganti... di chi saranno non c’è nessuno, la musica… li provo... che bel vestito mi sta bene, molto bene… con queste macchie… sento di poter fare questo scambio. Metto i miei vestiti sella sacca, e riprendo il mio viaggio. Forse stasera faccio davvero il giro del mondo, perché ciò che desidero è svegliarmi la mattina ed indossare un nuovo costume di scena.


28 - Charles Bukowski

Entrai nella stanza sbattendo la porta. Senza nemmeno pensarci buttai sul letto l’ultimo pagamento ricevuto. Una bella somma. Tante volte avevo pensato di cambiare lavoro, ma così facendo mi sarei certamente tagliato le palle nell’ultimo karakiri della mia vita. Diciamolo: ero solo un po’ stanco degli occhi spaventati dei miei clienti, ma per quelli esisteva il whisky.
Controllai l’agenda e trasalii: avrei dovuto partire subito per l’appuntamentoKurosawa. Non esitai. Partii e basta, senza riposare. Quando ricapita che pochi innocenti proiettili valgano la speranza di una vita migliore?


29 - Ernest Hemingway 

Hanno esplorato mondi immensi, navigato galassie; “Wolf and Yao - Sky Scouts”. Spalla a spalla in ogni pericolo.
Ora Yao scivola a sedere con l’eRaser ancora in mano. «Vai, forza. Li fermo io». È sempre più pallido. Cerca di sorridergli; Wolf si sforza di ricambiare, poi si chiude il portello alle spalle.

Mentre decolla pensa che hanno avuto entrambi quello che volevano: quel pomposo imbecille di Yao una morte da samurai, lui una brillante svolta di carriera. Pregusta un bell’ufficio, una poltrona, nuovi biglietti da visita: «Wolf – Problem solving», cominciando dai propri. Gli scappa da ridere.


30 - Alexandre Dumas 

… Mark sorrise: la macchina era pronta. Il suo dito esitó sopra l’interruttore.
Da dove iniziare? Poteva tornare al giorno del congresso, mentre lo deridevano per l’idea del viaggio nel tempo, e umiliarli tutti. Oppure a quando gli avevano tagliato i fondi, e sbatter loro in faccia il suo successo.
Si grattò la barba sfatta, riflettendo. Meglio iniziare con poco, per sicurezza. Qui, poco fa.
Dopo, avrebbe avuto tutto il tempo. Tutto il tempo dell’Universo.
Annuì e premette il pulsante. Ci fu un lampo.
Mark sorrise: la macchina era pronta. Il suo dito esitó sopra l’interruttore…


31- Fritz Leiber 

Saettò fuori all'improvviso, con un balzo dall'ombra dove era appostata. Adesso la preda si trovava fra le sue grinfie.
Lei era irrimediabilmente bella e rotonda, come una palla avvoltolata in una pelliccia, e graziosa a tal punto da dimenticare i suoi istinti predatori. Ma quando attaccava, era inesorabile. E letale.
«Mollala, Tigre! Via di lì!»
Lei alzò lo sguardo, artigliando il trofeo. Mi fissava da due terribili fessure. Cominciò a fare le fusa.
Con un sospiro, mi arresi e l'accarezzai sulla testa.
Tigre si adagiò comodamente sulla pantofola, eliminandomi dal suo mondo felino.

46 commenti:

  1. Non è stato facile fare una scelta ma alla fine ho deciso di dare il mio voto al numero 22 - Raymond Carver.
    Mi sembra una dedica perfettamente azzeccata per il bravo autore americano.

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  2. Hemingway.
    Però è stata dura scegliere, erano tutti ottimi racconti.

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  3. Posso fare un'osservazione del tutto personale? Mi dispiace che in questo post non si riesca, o si faccia molta fatica, a rintracciare il nome dello scrittore all'interno del racconto. In questo modo mi sembra che si perda un poco il senso del gioco e della sfida.

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    1. Credo che tu non abbia capito la mia osservazione. Oppure io non ho capito la tua risposta. Una delle due. Comunque, intendevo che mi dispiace che nei racconti non siano più evidenziate in grassetto le lettere per rintracciare il nome dello scrittore fonte d'ispirazione.
      Tutto qua.

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    2. Aveva capito, Jane. Appena ho un'attimo di tempo evidenzio gli autori :-*)
      Copia incollando i racconti questo maledetto blog perde la formattazione

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  4. voto edward bunker (anche nella versione di claudia garage!)

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  5. Hemingway!
    E non a caso, ché i suoi racconti e i suoi articoli... brava Michela.

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  6. Numero nove, Bram Stoker.
    Bel contrappasso, la fine che merita chi cerca di andarsi a vedere quei film ;)

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  7. Indeciso fra Kundera e Conrad... uhm, uhm...

    Voto Kundera. La chiusa mi ha messo una tale tristezzaaaa...

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  8. assolutamente Landolfi, eccellente. Sarebbe bello, come precedentemente suggerito, scrivere anche i nomi dei giovani autori che partecipano al gioco ;)

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    1. Pensavo di non far influire l'autore sul nome... però, si accettano proposte

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  9. come si dice sempre: la scelta è stata sofferta, ma alla fine ha prevalso Kundera, per motivi che... insomma sono fatti miei!

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  10. Il n° 3, la sveglia di Verga... forse perché qualche volta ha salvato anche me... :-)

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  11. 30 - Alexandre Dumas...
    ma la scelta è stata ardua, me ne sono piaciuti un sacco parecchi!!

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  12. Jorge Luis Borges (decisione sofferta)

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  13. Ken Follet
    senza ombra di dubbio

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  14. Tommaso Landolfi

    ed ecco anche il mio voto!

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  15. Sono molto, davvero molto indeciso! Ma dato che devo sbilanciarmi, darò il mio voto a Pirandello (numero 1). In questo momento... sì, la 1.
    Non ci tornerò sopra! ^^

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  16. Allora... ardua impresa... dato che all'università continuano a raccontarmi l'importanza di "criteri di valutazione espliciti", vi spiego come sono arrivata al mio voto.
    Ho letto tutti i racconti, molti erano belli e avrebbero meritato un voto, quindi ho selezionato quelli in cui le lettere del cognome dell'autore erano usate in parole tra loro successive. So che questo non era previsto dal bando, ma, a mio avviso, scrivere un testo così rendeva l'esercizio più difficile e il cognome dell'autore più evidente. Così sono rimasta con pochi brani in mano e da lì ho scelto basandomi sul mio gusto personale, anche se ero indecisa su due testi. Alla fine ho deciso di votare il brano 31. Leiber, complice la mia piccola Flik che ha letto con me i brani e si è identificata nella protagonista.

    Riassumendo, per chi non ha tempo da perdere con i miei farfugliamenti: 31. Leiber

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  17. Neil Gaiman
    Mi metto in mezzo ai pigri che non avevano ancora votato :-)

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  18. 22 - Raymond Carver

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    1. Gli anonimi non li posso accettare come voto, mi spiace:-)

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  19. Voto Pirandello, di Romina mi sembra, perchè ha avuto la mia stessa idea... Anche lei infatti è riuscita ad inserire il nome dell'autore per ben due volte!!

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