domenica 26 febbraio 2012

Wow: Giusy de Nicolo

Giusy De Nicolo è una delle più promettenti penne della letteratura nostrana. Il suo particolare Porcaccia un Vampiro, con lo stile fresco e travolgente che lo caratterizza, è stata senza ombra di dubbio una delle più sorprendenti e stimolanti letture di questi primi mesi del 2012

In questi giorni è uscito pure il suo nuovo romanzo Apocalypse Kebab, benché firmato con lo pseudonimo di J. Tangerine - romanzo che non mi lascerò sfuggire.

Ora, visto che Giusy è pure una bellissima e affascinante donna, il sottoscritto non poteva perdere l’occasione per invitarla sul blog e porle qualche domanda.

Prima delle domande accetta questi fiori, Giusy: 
@}-,-'-,-'-  @}-,-'-,-'- @}-,-'-,-'- 
spero ti piacciano, come a me è piaciuto il tuo romanzo Porcaccia un vampiro.

Grazie, Ferruccio! Mai fatto un'intervista con incipit floreale. Sei gentilissimo.


Hai voglia di raccontarmi la genesi di Porcaccia un vampiro… il motivo cioè che ti ha spinto a scriverlo?

Il motivo è il più banale: avevo questa storia in testa, questi due personaggi, Andrea e Ludovico, che mi hanno urlato nelle orecchie “Scrivimi!!! Scrivimi!!!” finché non li ho accontentati per riguadagnare un po' di pace. I personaggi sanno essere degli stracciapalle terrificanti, quando vogliono. E poi, infilare un vampiro nel mondo dei fuorisede dell'Università di Bari mi è sembrato al tempo stesso la cosa più ovvia e più surreale. Prendere i cliché dell'immaginario e friggerli con una robusta panatura di assurdo ha per me un fascino irresistibile.


Al di là dello stile di scrittura che ho trovato, come già scritto nella premessa, fresco e immediato, il romanzo mi è sembrato piuttosto stano e ambiguo, con un humus molto forte. Dico bene?

Dici benissimo. Sotto la superficie divertente, dietro le risate, in Porcaccia si agita una realtà fosca e invischiante. In particolare, con l'incupirsi della vicenda, il romanzo allarga lo sguardo su alcuni aspetti di Andrea, uno studente qualunque, che lui cerca disperatamente di nascondere, soprattutto a se stesso. Andrea usa un'ironia ferocissima come strumento di sopravvivenza. In fondo, basta guardarsi intorno per capire che dietro il sorriso del vicino di casa si celano chissà quanti segreti e disastri. In più, Bari non è la città di Lino Banfi e delle orecchiette con le cime di rapa, o non solo. Soprattutto negli anni '90, in cui il libro è virtualmente ambientato, era un centro pericoloso, coinvolto in una guerra di mafia sanguinosa.


Hai messo tutto quello che volevi nel romanzo o ti sei accorta di aver dimenticato qualcosa?

C'è tutto quello che volevo. Ho lasciato volutamente delle questioni aperte e dei nodi irrisolti, perché il finale che tutto spiega e risolve mi sa di finto e irrealistico. Un giorno potrei anche decidere di rimetterci mano, chissà.


Durante la lettura mi ha stupito questa tua capacità di immedesimarti in un uomo, io per esempio scrivo sempre scegliendo un punto di vista maschile, mi sarebbe impossibile scrivere immedesimandomi in una donna: hai faticato a farlo?

No, è stato semplicissimo, mi è bastato far parlare Andrea senza imporgli niente. In effetti, Alexandra di “Apocalypse kebab” è la mia prima protagonista femminile. La verità è che quella parte di me che gioca con le storie è un uomo. Lo so che suona da schizofrenici, ma è così. Il mio io-scrittore è maschio.


Come hai scelto il titolo?

Non l'ho scelto. Con l'editrice ne abbiamo discusso per settimane attraverso un carteggio sempre più fitto, finché lei non mi ha dato la metaforica padellata in testa e mi ha imposto questo. All'inizio non mi piaceva, ora lo adoro. Credo sia una variante della Sindrome di Stoccolma.


Uno scrittore cerca sempre di essere personale, ma qualche influenza probabilmente esiste a monte. Tu pensi di essere vittima di qualche infatuazione letteraria in particolare?

Ne ho talmente tante! Se proprio devo scegliere, direi Lansdale per la capacità di coniugare nella stessa scena umorismo e terrore, e Martin, con i suoi personaggi a tutto tondo, impossibili da etichettare come buoni e cattivi.


Sei soddisfatta dei risultati ottenuti del romanzo?

Sì, credo che funzioni, e la risposta dei lettori è stata positiva. Come primo romanzo, non posso davvero lamentarmi.


Prossimi progetti?

Sono molto in ansia per il secondo romanzo appena pubblicato. Vediamo come si comporterà. Intanto, devo concludere Sweet Dreams, una sorta di feuilleton vampirico-fumettoso che ho pubblicato sul mio blog, e che ho interrotto a tre capitoli dalla fine. Ogni tanto i lettori mi inviano mail di garbata minaccia. Però hanno ragione. Certe cose non si fanno. Al posto loro mi aspetterei sotto casa armata di roncola.


Andando sulla letteratura in generale, quali sono i tuoi gusti letterari?

Sono abbastanza onnivora, e faccio a pugni coi generi. Diciamo che ho dei santini letterari, che vanno da Kafka a Moore, passando per King, Verga , Vargas e Dazieri.


E in senso più vasto, invadiamo la sfera personale: ogni tanto in Moon Base parli di arti marziali, o sbaglio?

Sì, sono una praticante di taijiquan, più entusiasta che capace, in realtà. Apprezzo molto anche il kendo e lo iaido.


Fumi?

Che cosa? La domanda è generica.


Bevi?

Più di Gandhi ma meno di Poe.


Questa te le faccio telepaticamente…

Be’, no, secondo me negli spaghetti ai frutti di mare qualche pomodorino ci sta bene.


Bene Giusy non ti chiedo altro, tratta bene i fiori e in bocca al lupo con i tuoi romanzi.

Li tratterò benissimo! E grazie mille, Ferruccio. Mi sono divertita.

30 commenti:

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    1. ahahha, se non sono matti, noi non li vogliamo

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  2. Bravo Ferruccio, ottima intervista e lei sembra molto brava.

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  3. Carina l'intervista... ho letto le prime pagine del libro Porcaccia un vampiro e mi sembra interessante... :)

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    1. Sì, una storia affascinante scirtta in modo fresco

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  4. davvero interessante! E poi, alla menzione Bari mi si son rizzate le orecchie! ;) B.domenica sweety!

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  5. Grandiosi tutti e due! :D La domanda telepatica è davvero la ciliegina sulla torta! XD

    Ciao,
    Gianluca

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    1. ahahhahh... tutto per un piatto di spaghetti:-)

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  6. Capolavoro d'intervista! Complimenti a entrambi:-)

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    1. troppo buono Simone, almeno per quello che mi riguarda :-)

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  7. All'inizio pensavo a una delle tue interviste impossibili! Invece, questa era un'intervista possibile... è stata però interessante e divertente come le altre. Bravo, Ferruccio! E in bocca al lupo all'autrice per la sua carriera!

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  8. Bella intervista! Io ho ordinato 'Porcaccia, un vampiro' una settimana fa e mi attende pazientemente alle poste (postino che non suoni, io ti odio. tanto.), non vedo l'ora di leggerlo *__*

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    1. È la prima volta che capito qua dentro ma il logo con il lettore sul cesso è veramente stupendo e sopratutto veritiero! Lei signor Ferruccio deve essere uno che dice le cose come stanno. Ragione di più per fidarsi. 'Sto Apocalipse Kebab sarà davvero bello. Mi lancerò.

      Monica

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    2. Monica, Monica, via il signore per favore :-)

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  10. Mi appunto subito i titoli, ma è mia "compaesana barese"!
    Confermo quello che dice su Bari. Al di là del folklore gastrononico e linobanfesco (che in realtà è di canosa di bari) è stata in quegli anni una città dura, pericolosa, a volte oscura.
    E le vicende degli studenti spesso non sono soltanto goliardiche.
    Questa intervista mi ha messo molta curiosità addosso, grazie!

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  11. Ma che intervista carina!
    E questo libro voglio proprio leggerlo.
    Mi segno il titolo.
    Bravo Ferru!

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  12. Moon Base Rulez. Bravi e belli! ;)

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    1. Belli sopratutto:-)
      be' lei è anche brava :-*)

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  13. Grazie per avermi fatto conoscere questa scrittrice e il suo libro,lo cercherò! Carinissima l'intervista :)

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  14. Complimenti per il tuo articolo, ho sentito parlare tanto di Apocolypse Kebab sembra sia una vera opera d'arte, mi piacerebbe leggerlo.
    Complimenti per l'intervista

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