martedì 10 gennaio 2012

Le regole di scrittura di Elmore Leonard.

A me piace Elmore Leonard. Ho già avuto modo di parlarne. Adoro in maniera incredibile i suoi racconti western. 

Avrei voluto essere nato in America soltanto per scrivere western come lui, anche se forse è più noto per i suoi noir. 

Comunque anche lui ha qualche confessione da fare per scrivere al meglio narrativa. Dieci piccoli consigli presi dal Guardian

Utili? A voi la risposta.

1. Non iniziare mai una storia parlando del tempo. Se è solo per creare atmosfera e non per descrivere le reazioni del personaggio al tempo, non andare per le lunghe. Il lettore salterà le pagine in cerca di personaggi.

2. Evita i prologhi: possono essere fastidiosi, soprattutto se sono prologhi che seguono un'introduzione che viene dopo una prefazione. Sono cose che si trovano in saggistica. Nel romanzo il prologo è una back-story e la puoi inserire dove ti pare. C'è un prologo in Quel Fantastico Giovedì di Steinbeck, ma lì va bene, perché il personaggio esprime proprio ciò che voglio dire io attraverso queste regole. Dice: "Mi piace che si parli molto nei libri e che nessuno mi dica che tipo è il ragazzo che sta parlando. Voglio capire io com'è dal modo in cui parla".

3. Nei dialoghi utilizza sempre il verbo "dire". La frase del dialogo appartiene al personaggio, il verbo è dello scrittore che ci ficca il naso. In realtà "disse" è molto meno intrusivo rispetto a "brontolò", "esclamò", "mentì". Una volta ho notato che Mary McCarthy aveva terminato la frase di un dialogo con il verbo "asserì". Ho dovuto chiudere il libro per consultare il dizionario.

4. Non utilizzare mai un avverbio per modificare il verbo "dire"... ammonì gravemente. Usare un avverbio in questo modo è un peccato mortale. Lo scrittore rischia, usando un avverbio, di distrarre il lettore e di interrompere il ritmo del dialogo. Un personaggio dei miei libri racconta della sua abitudine di scrivere romanzi storici d'amore "pieni di stupri e di avverbi".

5. Non esagerare con i punti esclamativi. Siete autorizzati a usarne non più di un paio ogni 100 mila parole di prosa. Se poi hai l'abilità di giocare con i punti esclamativi come fa Tom Wolfe, ne puoi metterne quanti vuoi.

6. Non usare mai le espressioni "improvvisamente" o "è scoppiato l'inferno". Non c'è bisogno di spiegare questa regola. Ho notato che gli scrittori che usano "improvvisamente" esercitano un minor controllo nell'uso dei punti esclamativi.

7. Usa con parsimonia i dialetti regionali. Se cominci a riprodurre nei dialoghi le parole dialettali, riempiendo la pagina di apostrofi, non ti fermi più.

8. Evita descrizioni dettagliate dei personaggi, cosa che Steinbeck faceva molto. In Colline come elefanti bianchi di Ernest Hemingway, che aspetto hanno l'americano e la ragazza insieme a lui? "Lei si era tolta il cappello e lo aveva messo sul tavolo". Questo è l'unico riferimento a una descrizione fisica nella storia.

9. Non andare troppo nel dettaglio con le descrizioni di luoghi e oggetti. Non vuoi parole che portino l'azione, il flusso della storia, ad un punto morto, vero?

10. Prova a eliminare le parti che il lettore tende a saltare. Pensa a ciò che salteresti tu nella lettura di un romanzo: lunghi paragrafi che contengono troppe parole, per esempio.


23 commenti:

  1. Alcune le condivido. Sono d'accordo con lui.

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  2. Qualcosina sì, Marco: però i suoi western per me sono un spettacolo:-)

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  3. Stavolta ammetto io di non aver letto niente di Leonard. :(

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  4. @ Nick: salderai il conto anche con lui :-)

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  5. Grande Leonard - anche quando scrive ciofeche (e capita) le scrive meravigliosamente.
    E le sue regole funzionano.

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  6. Mi trovo completamente d'accordo con lui (le parti descrittive inutili tendono ad annoiarmi).
    L'unico punto su cui non mi trovo è il 5, sono una maniaca del punto esclamativo!!! :)

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  7. Mi spiazza già dalla prima. Quindi è sbagliato iniziare con: «Era una notte buia e tempestosa»?

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  8. Magnifice :D...la decima, a pensarci, è quello che mi prefiggo di solito: scrivere prima di tutto qualcosa che non annoi me :D

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Il punto esclamativo dovrebbe essere incenerito. Se poi è più di uno alla fine della frase toccherebbe dare fuoco allo "scrittore".

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  11. @ Davide: grande, vale anche per me:-)

    @Melinda: ahi ahi :-)

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  12. @ Salomon: Boh, sarà così?

    @ Domenico: sì un grande Leonard:-)

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  13. @ Sergio: be' ho imparato anch'io a non usarli ! LOL

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  14. D'accordo nel censurare i punti esclamativi (e, aggiungo, i puntini di sospensione), sono invece perplessa su altri punti. Per esempio il punto 1, così apodittico, è smentito da un incipit come quello de L'uomo senza qualità. Personalmente trovo noioso e banale l'uso di forme del verbo dire a ogni piè sospinto: diamine, il nostro vocabolario è così ricco da offrirci alternative efficaci per ogni sfumatura di significato. Idem per gli avverbi: valutarne la necessità e l'efficacia prima di servirsene, ma senza un pregiudizio così limitativo. Una lingua ricca come la nostra va sfruttata, ovviamente con misura però anche con godimento. Dialetti e frasi fatte a mio avviso sono invece stonature e mezzucci da evitare. Viceversa le descrizioni dettagliate, se non sono solo lungaggini gratuite e autocompiaciute e se uno le sa fare con ironia (cosa rara, ne convengo), possono risultare piccoli gioielli.

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  15. Non conosco Leonard, ma i generi di cui parli non sono tra i miei preferiti, quindi credo sia normale... comunque queste regole sono davvero interessanti, anche se concordo con Melusina (disse, disse, disse... con tutte le parole che esistono nella nostra bella lingua!). Io sono una fanatica dei punti esclamativi e dei puntini di sospensione nei commenti e nelle mail, ma nei romanzi mi limito e mi censuro da sola. Concedetemi però di tenere gli avverbi e io cercherò di togliere almeno qualche "improvvisamente".

    Infine, tanto perché "la pubblicità è l'anima del commercio", anch'io oggi mi sono occupata di descrizioni sul mio blog (ricollegandomi al punto 8)... http://tamerici-romina.blogspot.com/2012/01/descrivere-un-personaggio.html/

    Bel post e grazie per le belle regole!

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  16. @Melusina: che bel contraddittorio, grazie:-)

    @ Romina: appena riesco in giornata passo

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  17. Quoto Melusina.
    Usare sempre e soltanto "dire" è un'autolimitazione che può risultare anche elegante, ma non sempre.
    Ci sono delle sfumature nella nostra lingua, usiamole... sempre che, come suggerisce Leonard, non ci si impantani sulle parole senza arrivare da nessuna parte.
    Su altri punti concordo di più, ma non su tutti.
    Alcune descrizioni, se ben fatte, sono una goduria per il lettore.

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  18. anche a me piace Elmore Leonard :-) e le sue regole sono proprio sue....

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  19. ognuno ha il suo stile! E Leonard conquista...

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    1. A me i suoi racconti western sono piaciuti un sacco:-)

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  20. Conosco Leonard e le sue regole. Grande tra l'altro quella del tempo, anche se ci sono eccezioni illustri, come per esempio l'inizio di "Le correzioni" di Franzen, o di "Un divorzio tardivo" di Yehoshua. Ma sono eccezioni che confermano la regola. Ciao!

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