mercoledì 30 novembre 2011

Maledetta influenza

No, non sono malato, anzi, mi tocco, devo dire che sotto questo aspetto sono abbastanza fortunato. Sono anni che non ho una linea di febbre e a parte qualche raffreddore stagionale o qualche mal di testa provocato dai postumi di bagordi notturni è piuttosto improbabile trovarmi fuori fase. Dopotutto anche nel caso si presenti una situazione di quelle che ho appena citato non crediate sia semplice trovarmi a letto: è molto raro che qualcosa mi impedisca di essere sempre attivo e in pista.

L’influenza di cui parlo, naturalmente, è quella letteraria. D’altra parte di che altro potrei parlare?

Insomma, nonostante ciascuno di noi, scribacchino dilettante o professionista, cerchi sempre di crearsi uno stile di scrittura personale va a finire che in fondo in fondo c’è sempre qualche autore che inconsciamente imitiamo o vorremmo imitare, e non venitemi a raccontare il contrario.

D’altronde anche per i grandi autori è stato così. Basta leggere le loro autobiografie per rendersi conto che anche loro hanno pagato lo scotto di una passione letteraria. Chi più, chi meno, ma sotto sotto è lampante.

Poi una volta fatto il botto, una volta che siamo in testa alla lista dei best seller o una volta che la nostra storia è diventata di culto diventa semplice affermare che per tutta la vita abbiamo cercato di scrivere in maniera del tutto unica, cercando di mettere la nostra impronta personale anche nella nostra narrative.

Ma per conto mio è una gran balla e vi chiedo di confessare chi è che non volete imitare. Ora, nel mio caso è abbastanza semplice capire di chi si tratta, basta vedere quale sia l’autore più presente nei miei post. ☺

martedì 29 novembre 2011

Twitter e Skype

Negli ultimi mesi, con mio enorme stupore, sto ottenendo molto traffico in entrata da Twitter. Mediamente ricevo una cinquantina di contatti ogni giorno. Non molto, d’accordo, il dieci per cento di quello che normalmente passa sul blog, ma è traffico continuamente in crescita e in un paio di occasioni ho superato il centinaio di contatti. 

Si tratta forse del primo profilo creato dal sottoscritto, creato prima di Linkedin, prima di Friendfeed e soprattutto prima di facebook ma vi giuro che non lo avevo mai preso davvero in considerazione, almeno sino a qualche settimana fa.

Poi vedendo questo improvviso traffico mi sono incuriosito. Ho notato che molti miei articoli vengono ritwittati in automatico da diversi aggregatori di notizie e in alcuni casi dai profili twitter di alcuni amici (che ormai passano il centinaio), senza che il sottoscritto debba chiedere qualcosa. A volte faccio lo stesso in maniera del tutto spontanea, ma se non dovesse bastare approfitto di questo post per ringraziare coloro che lo fanno, fa sempre piacere contare su una mano generosa.

Naturalmente vi linko il mio profilo twitter, già presente in ogni caso sulla barra laterale del blog, nel caso vorreste seguirmi, ma aggiungo anche il mio contatto Skype: Ferruccio.Gianola. Vi dirò è più facile che risponda tramite computer che tramite telefono fisso o cellulare ☺

lunedì 28 novembre 2011

La rivista letteraria più diffusa al mondo

Granta è una rivista letteraria inglese che viene pubblicata quattro volte l’anno. Si dedica esclusivamente a scritti inediti che spaziano dalla narrativa all’autobiografia, dal reportage sino al giornalismo investigativo
Sulle sue pagine spesso viene però pubblicato anche materiale fotografico a sfondo documentaristico e culturale

Ogni numero è composto all’incirca da 250 pagine, ma a volte vengono pubblicati numeri speciali in grado di aggiungere centinaia di pagine all’edizione in commercio.

Il primissimo numero di Granta uscì a Cambridge nel 1889 a opera di alcuni studenti e deve il nome alla vecchia denominazione che aveva in passato il fiume Cam, ma la rivista è stata rilanciata in grande stile nel 1979.

Nel corso degli anni, la rivista si è affermata sempre di più come un vero e proprio laboratorio di scrittura e idee in cui, attraverso racconti, reportage, anticipazioni di romanzi, disegni e fotografie, grandi autori hanno detto la loro su alcuni dei più importanti temi che caratterizzano la nostra quotidianità. Negli ultimi anni, in particolare, Granta si è diffusa anche in Spagna e in Brasile, avvalendosi dei contributi di noti scrittori, protagonisti del mondo letterario internazionale.

Da qualche mese, per la precisione da maggio 2011, c’è pure l’edizione Italiana di Granta:  edizione diretta da Paolo Zaninoni.

domenica 27 novembre 2011

Offerte di lavoro

Un giorno nel futuro, mica tanto lontano:
Se hai fegato e nulla ti fa paura, se sei capace di gesti di crudeltà gratuita e non ti commuovi per il pianto di un bambino ammalato. Se pensi di essere senza scrupoli e non provare pietà o rimorsi. Se il tuo cinismo ti permette di stare in galla anche nelle situazioni più difficili e disperate questa proposta di lavoro fa per te. Non perderla.

Cerchiamo gente di entrambi i sessi, maggiorenne con grande carica vitale e spirito d’iniziativa, in possesso di auto propria e disponile a trasferte su tutto il territorio nazionale.

Il lavoro consiste nel riuscire a trovare il metodo migliore per sbarazzarsi degli animali domestici che con le ultime leggi governative stanno creando numerose problematiche alla famiglie italiane.

Non sarà necessario la conoscenza di una lingua straniera e neppure l’uso delle tecnologie informatiche, ma soltanto sangue freddo e capacità di fare spallucce se tra le mani vi capita un cucciolo di cane o un micino impaurito.

Non si tratta di un lavoro porta a porta, ma gli interventi verranno fissati di volta in volta dal nostro call center.
Il compenso sarà proporzionale alla capacità e crudeltà dimostrata.
Costituirà titolo di favore per l’assunzione una comprovata esperienza e la provenienza da un settore analogo.

sabato 26 novembre 2011

Dove si comincia con Hemingway?

Non ho ancora le idee del tutto chiare in mente, ma credo si tratti di una nuova rubrica. A dire il vero pensavo a Lansdale per cominciare: domandare qualcosa sulla narrativa di Lansdale e poi fermarmi lì. 
Poi mi sono detto ma perché devo partire con Lansdale? Ci sono un sacco di scrittori da prendere in considerazione e con un po’ di malizia posso andare avanti a postare per un sacco di tempo articoli usando con un buon criterio.

Così eccomi qui. 
Allora il punto è questo: immaginate che dovete iniziare qualcuno alla lettura di un autore che non conosce. Nel caso specifico oggi tocca a Ernest Hemingway - non a caso il mio preferito, non da farne un idolo ma quasi. 

Insomma se dovesse capitarvi di conoscere qualcuno o qualcuna e questo qualcuno o qualcuna non ha mai avuto l’occasione di leggere Hemingway sareste in grado di fornirgli qualche consiglio letterario?
Cosa è meglio leggere di Hemingway per cominciare?
Ritenete che il top sia Il vecchio e il mare o Fiesta? Meglio partire con un racconto?

Be’ per me il top di Hemingway è il racconto che segue: la summa di tutta la sua arte e del suo codice etico.

Un posto pulito illuminato bene

Era molto tardi e quasi tutti se n'erano andati dal caffè, tranne un vecchio che sedeva nell'ombra che le foglie dell'albero proiettavano schermando la luce delle lampade elettriche. Durante il giorno la strada era polverosa, ma di notte la rugiada faceva depositare la polvere ed al vecchio piaceva stare seduto lì fino a tardi, perché era sordo e di notte, quando tutto era tranquillo, riusciva a sentire che era diverso.

Leggilo su Progetto Babele

venerdì 25 novembre 2011

L’altra metà del cielo

eTales è la collana di narrativa in e-book multi formato di Graphe.it edizioni. Per la collana sono già usciti nei mesi scorsi racconti di Francesco Verso ( Vincitore del premio Urania 2009 con il romanzo Il fabbricante di sorrisi, pubblicato nella collana Urania con il titolo di e-Doll) Sandro Battisti, Andrea Franco, Valerio Varesi

È curata da Luigi Milani, amico, giornalista freelance, editor, traduttore e autore di due romanzi e una raccolta di racconti.
Questo mese la collana ha deciso di abbracciare l’altra metà del cielo, ospitando due racconti scritti da due autrici, Susanna Trossero e Chiara Perseghin:

Ci sono vite che osserviamo con ammirazione, altre con dispiacere, altre ancora ci lasciano indifferenti. Ma sono pur sempre vite d’altri: avvenimenti, pensieri o azioni che non ci appartengono e che rimangono celati oltre finestre anonime o dietro gli sguardi dei passanti. Marina però non si accontenta di ammirare, dispiacersi o lasciarsi sfiorare. Giorno dopo giorno, il suo desiderio di possedere altre vite diventa ossessione, finché...

In una torrida notte d’estate il professor Guido Meneghin riceve una telefonata da un personaggio misterioso, Samuele Malpas, che gli offre la direzione dei lavori per il restauro della Cappella degli Scrovegni a Padova. Meneghin accetta, e dai restauri emergerà una sensazionale e pericolosa scoperta...

giovedì 24 novembre 2011

Cinque luoghi surreali in cui sono stato

Forse se ieri pomeriggio non fossi capitato in compagnia di alcuni brutti ceffi in un ufficio postale per risolvere e sistemare alcune pratiche burocratiche non avrei mai pensato di postare un articolo simile, ma tant’è, non racconto storie, per una buona ventina di minuti ho pensato veramente di essere dentro un quadro di De Chirico. Comunque ecco i miei cinque luoghi strani per eccellenza:

Stazione Ferroviaria di Jerez de la Frontera.
Può darsi sia cambiata negli ultimi anni. Quando ci sono passato, nel 1999, era ancora come l’avevo vista la prima volta nell’estate del 1992. Una chiesa. Già proprio così, quella volta pensai davvero di essere sceso dal treno e di essere finito in una chiesa e neanche sconsacrata: pulita, silenziosa… forse un po’ la sensazione fu caricata anche dalla presenza di diverse signore con la mantilla sul capo. Be’ se avessi visto un prete mi sarei messo a pregare.

Boh, assurdo. Ci sono stato due volte e in entrambe le occasioni ho passato il tempo con una birra in mano a guardare il soffitto e non ero ubriaco.

Cesso pubblico a Francoforte:
Ho abbozzato un racconto in merito a questo luogo. Ci metto l’incipit:
Una delle situazioni più allucinanti che abbia mai dovuto affrontare in vita mia e stata quella di provare a pisciare in un cesso pubblico a Francoforte. Vi lascio immaginare che avventura. Tanto per cominciare il cesso: un posto orrendo. Una stanza quadrata di cinquantametriquadri, senza sanitari e divisori, piena di scritte. Dovevi pisciare al volo contro la parete. L’urina scorreva in un canale di scolo perimetrale ai piedi della parete. Tanto valeva farla per strada.
Fu un’operazione senza speranza. Tentai inutilmente di pisciare per dieci minuti. Nel cesso c’erano cinque persone e non urinava nessuno. Erano tutti lì a guardare il muro in un silenzio imbarazzante. Neanche ci fosse stato qualcuno d’adorare su quel muro. Ci voleva un bel coraggio a rompere il silenzio con il proprio getto. Era così per tutti comunque. La sentivi nell’aria la sensazione di fastidio. Più che un cesso quel luogo sembrava la stanza di un manicomio.

McDonald ad Auschwitz
Uscire da un campo di concentramento e andare da Mcdonald a mangiare un Big Mac per me è stata un’esperienza surreale.

Ufficio Postale: luogo imprecisato.
Mi vergogno a scriverlo ma … ha detto che neppure in Cina un ufficio postale lo ha fatto sentire così a disagio. E lo credo. Eravamo tutti e tre a disagio. Provate a stare, per una ventina di minuti, in un luogo dove non si capisce chi sta lavorando e chi è lì a ciondolare, con alcuni clienti, credo, che sbuffano e nessuno che vi chiede nulla. La domanda filosofica per eccellenza, chi siamo da dove veniamo dove andiamo potrebbe nascere in luogo simile

mercoledì 23 novembre 2011

Hoy, no tengo ganas de nada

Oggi, da un bel po’ di tempo a questa parte, mi sono ritrovato alla sera tardi con il post ancora da preparare e postare. Una serie di inconvenienti e di imprevisti mi hanno per così dire tenuto il fiato sul collo sino a pochi minuti fa e in tutta sincerità, una volta visto le visite che il blog ha ricevuto oggi (nella media giornaliera) ero quasi sul punto di lasciar perdere e pensare direttamente a domani. Ma non è da me lasciar perdere le cose. Sono fatto così e così eccomi qui anche se non c’è molto da dire.

A dire il vero, in auto, mentre tornavo a casa, pensavo di mettervi al corrente di una situazione surreale accaduta oggi, ma credo abbia bisogno di essere alimentata da una notte di sonno per ottenere qualche risultato e quindi ve ne parlerò domani.

Ripeto ho poco o niente da dire. No tengo gana de nada, hoy e approfitto per segnalare questo spettacolo che mio fratello terrà domani sera dalle parti di Bergamo. Lo so forse è tardi per scriverlo e lo spettacolo  non ha nulla da vedere con i libri e la scrittura. 

Ma mio fratello è mio fratello e visto il titolo del post anche un po’ di flamenco non stona, ma vi aggiungo soltanto il sito della location dell’evento e la pagina di facebook, poi se volete… be’ buon divertimento ☺

martedì 22 novembre 2011

Con quale personaggio letterario usciresti una sera?

Tempo fa avevo postato un articolo in cui chiedevo quale fosse il personaggio letterario assolutamente da evitare per una cena. Un post che aveva ottenuto un discreto successo. Nei commenti erano stati elencati tutti una serie di soggetti mica tanto simpatici a cominciare da quel criminale tossico di Patrick Bateman scelto dal sottoscritto.

La situazione adesso verte al contrario e quello che vi chiedo oggi e di elencare quale debba essere invece il personaggio che incontrereste volentieri per una cena o una serata insieme. Attenzione però, mica deve essere per forza una persona del sesso opposto. Potete scegliere chi desiderate. Uno per esempio potrebbe decidere di trascorrere la serata con Ismaele a parlare di balene, o volendo potrebbe scambiare qualche battuta su New York con Nick Carrawey. Non lo so se siete in crisi mistica potreste passare qualche ora con Eymerich.

Insomma i personaggi con i quali si potrebbe interagire non sono pochi, benché io ovviamente mi orienti sul gentil sesso e vi dico senza tanti giri di parole che non c’è nessun personaggio femminile che mi attrae come Alejandra de I cavalli selvaggi di Cormac McCarthy. Non avrei dubbi a invitare lei e forse non l’inviterei a cena ma vorrei soltanto trovarmi sulle colline del Texas ed essere John Grady e veder le cose in questo modo:

Alejandra si fermò a mezz’acqua e si voltò indietro. Tremava ma non per il freddo perché freddo non faceva. Non dirle niente. Non chiamarla. Quando lo raggiunse lui le porse la mano e lei la strinse. Era così bianca nell’oscurità che sembrava ardere. Come un fuoco fatuo in una foresta buia. Che ardeva freddo. Ardeva freddo come la luna… Me queres? Disse lei. Sì, disse lui. Poi la chiamò per nome.

No, non ho dubbi lei ☺

lunedì 21 novembre 2011

La più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell'umanità

Non ho dovuto neppure inventare il titolo: c’era. Mi è capitato davanti agli occhi per caso e ho subito pensato di servirmene. Preso pari pari. E questo è un record di quelli tosti e pesanti.
Parlo de La commedia umana di Honoré de Balzac. Ecco chi si fregia di questo particolare titolo, ma se lo dicono i critici e gli storici qualcosa di verso ci sarà.

Un immenso lavoro composto da 137 opere comprendenti romanzi realistici fantastici e filosofici, ma anche racconti, saggi, studi analitici, e novelle a volta raggruppate in un solo titolo, secondo le edizioni.

I testi sono catalogati e classificati secondo l’ambiente sociale, i luoghi geografici e attraverso le categorie psicologiche riunite in insiemi generici.

Lavori che partono dal 1831, con La pelle di zigrino, per finire al 1850, con le opere incompiute alla sua morte e completate in seguito da Charles Rabout. Opere come Il deputato d'Arcis, I piccoli borghesi di Parigi, Il conte di Sallenauve e anche I paesani, pubblicati nel 1854 dalla moglie.

L’intera opera, raccolta per la prima volta in volumi nel 1841, è costituita come già segnalato da 137 libri nei quali si intrecciano le vicende di vita di ben 2209 personaggi.

L'ambizione dell'autore era di descrivere in modo quasi esaustivo la società che lo circondava, costruendo così un edificio che avrebbe potuto "fare concorrenza allo stato civile". Voleva racchiudere tutta la propria epoca nella sua Commedia umana. Tuttavia, nel 1837, il titolo che aveva immaginato per la sua opera era Studi sociali, che poi diventerà La commedia umana nel 1842, con riferimento a Dante.

Be' io ricordo di aver letto poco o nulla di Balzac:-(

domenica 20 novembre 2011

Cinque città da romanzo

Post leggerino, adatto a una domenica che a prima vista appare del cavolo. Boh, non bisognerebbe mai svegliarsi con la luna di traverso e non basta una canzone linkata nel titolo a cambiare l'umore: quindi giochiamo un pochino con la geografia per rimetterlo in carreggiata. 

Cinque città che ho visitato ritratte in alcune foto, anche se non scattate dal sottoscritto. 
Cinque città estere adorabili inserite pure in qualche mia storia.  Magari le riconoscete.
Vedete voi:-)







sabato 19 novembre 2011

Volete incontrare Danilo Arona?

L’occasione è di quelle ghiotte e se siete appassionati di un certo genere di letteratura e magari avete la possibilità di coglierla non perdetela. Danilo Arona non è uno scrittore che si può incontrare tutti i giorni.

A offrire la possibilità di un incontro concreto con il Vate di Bassavilla e I segreti di Malapunta ha pensato Edizioni XII, organizzando una cena tra le nebbie di Bassavilla il prossimo sabato 26 novembre, a San Giuliano Vecchio (AL), presso l'agriturismo Cascina Vigna Santa, per una serata organizzata in modo tale che tra un bicchiere di vino e un asado permetta di reggere alle scoperte più scioccanti e alle visioni più assurde.

Chi lo desidera può quindi recarsi a San Giuliano Vecchio, ma non deve dimenticare di scrivere a info@xii-online.com o di chiamare il numero 3453407024 per prenotare il posto o per chiedere ulteriori informazioni.

Il costo di partecipazione alla serata, aperta a tutti, è di 28 € e c’è tempo sino alla mezzanotte di oggi per prenotare.

Danilo Arona, classe 1950, giornalista, scrittore, musicista, ma anche ricercatore sul campo di “storie ai confini della realtà”, critico cinematografico e letterario, instancabile “nomade” editoriale e forse qualcos’altro su cui si può tranquillamente sorvolare.

È uno dei maestri indiscussi della letteratura horror italiana. Al suo attivo: un incalcolabile numero di articoli disseminati qua e là tra giornali e riviste varie, saggi sul cinema horror e fantastico e sul Lato Oscuro della Realtà.

Da anni si dedica alla narrativa, elaborando un personale concetto di horror italiano, legato alle paure del territorio, forse in grado di dimostrare che la nostra solare penisola è uno dei più vasti contenitori mitologici del pianeta: ormai decine sono i titoli dei suoi romanzi, tra i quali La Stazione del Dio del Suono, Palo Mayombe, Rock, L’Estate di Montebuio, Santantae davvero troppi altri per elencarli qui: potete visionarli alla sezione “Libri” del suo sito personale.

venerdì 18 novembre 2011

Quanto valgono i Premi letterari?

Oggi è il diciotto novembre, nulla di speciale. Ho trovato però che il diciotto novembre del 1926 George Bernard Shaw rifiutò di accettare il premio in denaro del suo Premio Nobel, dicendo: "Posso perdonare ad Alfred Nobel per aver inventato la dinamite, ma solo un demone con sembianze umane può aver inventato il Premio Nobel."
Boh, mica l’ho capita. Insomma che il buon Giorgio Bernardo abbia qualcosa contro i premi letterari?

Bene, io non sono un particolare estimatore dei premi letterari, in realtà non sono un estimatore di nessun tipo di premio. 
Magari dipende dal fatto che tolto la vincita a una schedina del totocalcio nel 1992 non ho mai vinto nulla. Be’ in realtà non sono neppure una persona che si prende troppo la briga di partecipare. Il più delle volte ho partecipato a qualche concorso perché dovevo o così a casaccio, quindi non è che posso dire qualcosa riguardo al Nobel o a un qualsivoglia premio letterario.

Magari le idee più chiare le hanno gli scrittori che ho avuto modo intervistare per Concorsi-letterari.it dato che si senza dubbio si tratta di uno dei punti di riferimento più importanti che la rete offre per chi è alla ricerca di novità che riguardano premi e concorsi letterari organizzati in Italia.

La domanda però vorrei estenderla anche ai premi letterari extra italiani: secondo voi che valore hannoBisogna per forza passarci per essere considerati dei veri scrittori?

giovedì 17 novembre 2011

Svegliami! Devo scrivere

Non ricordo se ho letto dei libri di Honoré de Balzac in passato. È molto probabile. Forse a scuola durante il periodo delle superiori, forse anche prima. Sono incerto sul periodo, di sicuro, però, devo aver dato un’occhiata a qualche suo testo in una antologia scolastica. Non è escluso che abbia visto anche qualche film tratto dalla sua opera

Non lo so, in questo momento non riesco proprio a ricordare. Come non riesco a ricordare assolutamente quali fossero le tematiche della sua opera. Dubito di avere in casa qualche suo romanzo per cercare di farmi un’idea, seppur improvvisata. Dovrei andare a cercare, ma se vi fosse qualcosa in qualche scaffale lo saprei.

In ogni caso la lettura di alcune note biografiche che lo riguardano mi hanno dato spunto per realizzare il post di lunedì prossimo per i soliti record letterari. Ma con mia enorme gioia mi ha pure suggerito una curiosità che vale la pena segnalare. Ora, più che curiosità la chiamerei mania, ma vale proprio la pena di menzionare. Magari tra voi c’è qualcuno che fa qualcosa di simile.

Insomma, lo scrittore francese andava a letto alle sei del pomeriggio e si faceva svegliare da un servo a mezzanotte; a questo punto, si vestiva di bianco come un monaco, e iniziava a scrivere, spesso soltanto per dodici o tredici ore ma a volte anche per diciotto ore di fila. Si faceva compagnia con del caffè, si dice infatti che Balzac nutrisse una vera e propria dipendenza dalla caffeina.

Interessante, ma, chiedo io, quando usciva?

mercoledì 16 novembre 2011

I consigli di Kurt Vonnegut

Probabilmente con questo post l’amico Fra Moretta sarà contento. Lui dovrebbe essere un estimatore di Kurt Vonnegut, il prolifico autore americano noto per opere di satira, commedia noir e fantascienza.

Be’ oggi tocca a lui offrire questo consiglio per aspiranti scrittori: 


"Trova un argomento che ti interessa e che nel vostro cuore sentite che dovrebbe importare. È proprio questa sincera passione, e non i vostri giochi con il linguaggio, che daranno più convinzione e seduzione al vostro stile. "

Un esempio, ma nel libro Bagombo Box Snuff, un assortimento dei suoi racconti pubblicata nel 1999, il buon Vonnegut elenca anche otto regole da seguire per scrivere un breve racconto:

Immedesimarsi in un perfetto sconosciuto, in modo che il lettore possa ottenere lo stesso risultato.

Dare al lettore almeno un personaggio in cui si possa tifare.

Ogni personaggio deve volere qualcosa, anche se si tratta solo di bere un bicchiere d'acqua.

Ogni frase deve contenere due cose che rivelino il carattere o il progredire dell'azione.

Cercare di arrivare alla fine il più velocemente possibile.

Essere un sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i vostri personaggi principali: fategli capitare qualcosa di terribile.

Si prega di scrivere di una sola persona. Se si apre una finestra e si fa l'amore con il mondo, per così dire, la storia si prenderà una polmonite.

Date ai vostri lettori quante più informazioni possibili nel più breve tempo possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una comprensione completa di quello che sta succedendo, tanto di essere in grado di finire la loro storia anche se gli scarafaggi si sono mangiati le ultime pagine del racconto.

martedì 15 novembre 2011

Blogger a voi la parola

Ci sono case editrici e case editrici, Alessandro Girola ha lanciato addirittura un censimento per sondare quali siano le buone e quali siano le cattive sul mercato italiano. 
Io non vi chiedo questo e non entro neppure in merito alla polemica nata qualche giorno fa riguardo alle scelte di mercato del nuovo staff direttivo di una casa editrice di culto.

Niente di tutto questo.

Lo scopo di questo post è di segnalare l’iniziativa (passata sottobanco da gelostellato) lanciata dall’editore Marsilio


L’iniziativa ha l’obiettivo di coinvolgere direttamente i blogger italiani dediti alla letteratura, invitandoli a esprimersi liberamente, senza filtri e mediazioni, su due romanzi appena pubblicati.

Marsilio ha infatti deciso di mettere a disposizione di tutti coloro che abbiano un blog attivo, 100 ebook di La donna in gabbia e Blacklands, gli ultimi thriller di successo pubblicati dalla casa editrice veneziana.

I blogger che vorranno prendere parte all’iniziativa riceveranno gratuitamente una copia degli ebook e saranno invitati a scriverne nei propri blog.
Per partecipare basta dimostrare di avere un blog attivo (aperto da almeno un anno e con almeno un post pubblicato a settimana) e impegnarsi, appena ricevuto l’ebook a segnalare sul blog che si partecipa all’iniziativa. Quindi una volta letto il romanzo occorre dedicargli un post con un commento o un giudizio di lettura.

La donna in gabbia è il primo romanzo del danese Jussi Adler-Olsen, il giallista danese più venduto di sempre, autore di una serie da 5 milioni di copie in uscita in 30 paesi. Il libro rappresenta anche l’esordio di un nuovo, straordinario personaggio destinato a restare a lungo nel cuore e nella mente dei lettori: il detective Carl Mørk.

Blacklands di Belinda Bauer è uno dei migliori esordi polizieschi britannici degli ultimi anni, l’unica opera prima capace di vincere il prestigioso Gold Dagger Award dal 1973.

lunedì 14 novembre 2011

Il romanzo scritto dal maggior numero di autori

Chi segue e legge il mio blog sa che ho partecipato a due esperimenti di scrittura collettiva. Due esperimenti condotti su binari diversi, ma che in ogni caso sono stati utilissimi in termini di esperienza e di divertimento. Parlo del Survival Blog di Alessandro Girola e del SBS di Davide Mana.

Ne ho già parlato, ma questo richiamo mi serve, oggi, per segnalare e catalogare questo particolare primato letterario:

Il romanzo scritto dal maggior numero di autori.

Si chiama Le connessioni invisibili e si tratta di un romanzo on line scritto e ideato direttamente dagli utenti di Facebook. Il romanzo è pubblicato sulla pagina BookFace, una community nata nel settembre del 2010 grazie a Roberto Secci, professionista in comunicazione e relazioni con i media, e a Eleonora Galbiati, web marketing specialist.

Un’opera di gruppo che sembra aver appassionato molti utenti/scrittori, visto che con il passare del tempo 70 persone su facebook si sono cimentate a scrivere il romanzo continuando via via il lavoro svolto dal precedente autore - un po’ come il nostro SBS - per una staffetta letteraria che ha creato 18 capitoli che varia dal giallo al fantascientifico sino agli intrecci amorosi.

Ne è nata anche una pagina fan che ha superato 1.800 iscritti.

La maggior parte degli autori sono donne e la fascia d’età varia tra i 25-32 anni, mentre la città da cui provengono maggiori adesioni è Roma, seguita da Milano.

Ora, oltre a un secondo romanzo si pensa anche alla stampa cartacea.

Che dite, giusto metterlo tra i primati letterari?

domenica 13 novembre 2011

Forza 4

Devo ringraziare Alessandro, il boss de Il Posto Nero, per questa novità. Già, mica posso inventare balle e venirvi a raccontare che tenevo la situazione sotto controllo ed ero al corrente di tutto. Se non avessi visto sulla dashboard di facebook il suo post non mi sarebbe mai passato per la mente di andare a controllare il mio posizionamento. Invece ho scoperto con piacere che Google ha aggiornato i posizionamenti dei siti e dei blog e mi ha fatto salire a PageRank 4.

Non sapete cosa significa?

Be’ riporto la definizione di Page Rank fornita da Wikipedia per chi non fosse al corrente:

Il PageRank è un algoritmo di analisi che assegna un peso numerico a ogni elemento di un collegamento ipertestuale d'un insieme di documenti, come ad esempio il World Wide Web, con lo scopo di quantificare la sua importanza relativa all'interno della serie. L'algoritmo può essere applicato a tutti gli insiemi di oggetti collegati da citazioni e riferimenti reciproci. 
L'algoritmo di PageRank è stato brevettato dalla Stanford University; è inoltre un termine ormai entrato di fatto nel lessico dei fruitori dei servizi offerti dai motori di ricerca.

In parole semplice è un indicatore di qualità e pertinenza dei contenuti che il blog propone.
Dimenticavo il nome PageRank è un marchio Google e il web, per me, è Google e questa assegnazione mi riempie di orgoglio e soddisfazione.

sabato 12 novembre 2011

Caporali, trattini o virgolette?

Non tutti si chiamano Cormac McCarthy che scrivono capolavori come Cavalli Selvaggi e come La strada e che si possono permettere di scrivere senza farne uso, perché “se scrivi correttamente non dovresti bloccare la pagina con strani piccoli segni e non dovresti neppure fare uso della punteggiatura", però siccome io non sono l’autore americano quando inserisco un dialogo all’interno di un racconto o di un romanzo devo assolutamente mettere qualcosa che mi faccia capire che i personaggi stanno parlando direttamente tra loro.

Ora, io non ho mai avuto dubbi sulla scelta di cosa utilizzare: tra le virgolette alte “”, il trattino - e le caporali «» nessun problema di discernimento.

Da sempre, da quando scrivevo ancora con la matita. Le caporali mi sono sempre piaciute. Un po’ come le grechine che si facevano a scuola.

Non si tratta soltanto di una scelta estetica. Mi permettono un maggior controllo durante la stesura di una storia e con le virgolette e con il trattino non mi viene così bene. D’altra parte quelle volte che ho dovuto inviare un racconto o una storia senza l’utilizzo delle caporali mi sono sentito un po’ castrato.

Lo so è stupido ma non ci posso fare nulla, e magari non sono neppure il solo. È probabile che molti di voi siano del tutto indifferenti al segno tipografico usato per contraddistinguere una parola o una frase in un discorso diretto, ma può darsi che qualcuno abbia delle fisse come il sottoscritto.

Be’ sta a voi dirlo.

venerdì 11 novembre 2011

Gomme da neve, ossa rotte e il mago della pioggia.

L’inverno, per me, quello vero, da una ventina di anni a questa parte, comincia il giorno in cui vado a sostituire gli pneumatici alla macchina. Subito dopo cambia tutto. 
Con gli pneumatici invernali non mi spaventa né una nevicata improvvisa, né il ghiaccio per strada, né tutto quello che il freddo porta con sé. 
Anzi mi diverto pure. 
Mi sembra di andare in giro con un carro armato e fino al giorno in cui li tolgo, per riportarli in solaio, resta inverno, anche se ci sono quaranta gradi all’ombra, un sole che spacca i sassi e si gira in infradito e costume da bagno.

Comunque stamattina mi sono recato dal meccanico con il mio treno di gomme invernali e da stasera sarò pronto ad affrontare tutte le avversità atmosferiche del mondo.

Certo, ora come ora non so come sarà la stagione che viene, anche se non ho pudore nel confessarvi che sono in grado di prevedere il tempo meteorologico. Merito di un paio di incidenti che mi hanno martoriato negli anni passati.

Naturalmente, a parte alcune cicatrici, una nascosta dai capelli e una dalla posizione intima,  non ci sono segni evidenti (un po’ di follia non fa testo) però e vero che avverto i cambiamenti. Meteoropatia qualcosa del genere. Già in passato ne ho parlato.

Oggi lo sento in particolare e credo che prima di notte potrebbe anche scendere qualche fiocco di neve sporco nell’acqua.
Insomma, non credo di sbagliarmi e ho scelto la giornata giusta per iniziare l'inverno, ma è un peccato non poter fare i soldi con questi poteri

giovedì 10 novembre 2011

Morto per uno stuzzicadenti

Winesburg, Ohio, è uno dei libri più belli che abbia mai letto e lo scrivo senza retorica. Lo avrò letto una decina di volte, soltanto che non mi ricordo mai di citarlo quando posto delle classifiche. Si parla sempre dei soliti autori e così sembra non mi importi nulla di Sherwood Anderson e di questa sua splendida raccolta di racconti.

In realtà la vedo in modo diverso. Per conto mio si tratta di un libro che tutti dovrebbero leggere. Davvero. Si legge in un amen e vi sembra di avere a che fare con la gente che incontrate in strada, se avete la fortuna di abitare in un luogo rurale.

Be’ certo se invece state in una città e non avete idea di cosa siano le mucche o le galline o la neve che si discioglie in fanghiglia sui viottoli allora leggetevi American Psyco di B. E. E. ahahah.

No, dico sul serio eh, sono storie che mi ricordano un po’ quando ero bambino. Mi suscitano sentimenti contrastanti, ma in fondo in fondo trasmettano una grande fiducia. Forse sono il compendio dell’epitaffio presente sulla sua tomba al Round Hill Cemetery di Marion in Virginia.

La vita, non la morte, è la grande avventura

Già proprio vero: la vita una grande avventura che riversa sorprese giorno dopo giorno se si guarda con gli occhi giusti, senza lasciarsi sopraffare dai magoni e dalle batoste, anche se può concludersi in maniera bizzarra e assurda, magari durante una festa, in mezzo ai Caraibi, mentre si sorseggia un Martini con le olive sul ponte di una nave di lusso.

È così infatti che scomparve il buon Anderson: a Panama all'età di 64 durante una crociera. L'autopsia rivelò che aveva accidentalmente ingoiato uno stuzzicadenti durante una festa (presumibilmente a causa dell’oliva di un Martini). Uno stuzzicadenti che gli perforò il colon e gli causò un caso fatale di peritonite.

In ogni caso: leggenda☺

mercoledì 9 novembre 2011

Concorso grafico per La nave dei folli

Non è la prima volta che l’amico Alessandro Girola propone dei concorsi grafici. Già qualche tempo fa ne aveva lanciato uno per la ricerca di una cover adatta a Ucronie Impure (a proposito qui trovate l’ultima recensione della raccolta).

Ebbe un buon successo e furono in tanti a partecipare, sebbene io mi limitai soltanto a votare.

Ora Alessandro torna di nuovo alla carica. Ha bisogno di una copertina per il seguito de Il treno di Moebius: il suo ultimo ebook, una storia fanta-horror con diversi riferimenti ai mondi visionari immaginati dal pittore Hieronymus Bosch.

L’ebook posside già un seguito che s'intitolerà La nave dei folli.

La copertina dovrà richiamare in qualche modo ai mondi, ai soggetti o quantomeno alle tematiche immaginate e disegnate da Hieronymus Bosch. Ovviamente potete dare sfogo alla vostra immaginazione. Un buon esempio di arte che richiama a Bosch, come lo stesso Alessandro consiglia, è quella dei tarocchi a lui dedicati. L’immagine utilizzate nel suo post con il bando del concorso che naturalmente utilizzo anch’io. 

Poi dovete rispettare queste regole:

- Oltre al soggetto grafico (foto, elaborazione etc etc), dovrete riportare anche il titolo La nave dei folli e il suo nome (Alessandro Girola), con font a scelta libera.

- Potete inviare tutti i tentativi che volete, ma solo in HQ (alta qualità) e in formato JPEG/JPG.

- Avete tempo fino al 3o novembre

- Spedite tutto a: mcnab75@gmail.com mettendo come oggetto della mail “Copertina La nave dei folli”.

Le tre foto più belle saranno votate direttamente dai lettori, sul suo blog, che avranno qualche giorno (due o tre) per decretare la migliore.
Il vincitore verrà citato nell'ebook, con grande risonanza in Rete, grazie anche all'impaginazione a cura eBookAndBook.
Infine, sempre per il vincitore, riceverà un buono Amazon di 20 euro.

Insomma forza:-)

martedì 8 novembre 2011

Ho guadagnato una posizione

Non è che lo faccio per tirarmela e che l’aggiornamento di questa classifica mi permette di postare un articolo senza tanta fatica e siccome in questi giorni ho un milione di cose da fare, a volte conviene giocare sporco e fare un semplice copia incolla. 
Non credo che Wikio possa avercela a male dopotutto. 

Ho guadagnato una posizione rispetto al mese precedente: dal sedicesimo sono salito al quindicesimo posto per quanto riguarda la classifica letteratura. Ma c’è stato un bel fermento nella classifica visto che diverse posizione sono cambiate e ci sono diverse new entry.

Per la cronaca sono entrato nei primi cento anche per quello che riguarda la classifica riferita alla cultura.

Be’ niente male, confidiamo nei backlinks dall’alto e speriamo di andare avanti così.

1) Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming
2) Finzioni
3) Booksblog
4) Lipperatura di Loredana Lipperini
5) Carmilla on line
6) Nazione Indiana
7) minima & moralia
8) Alfabeta2
9) il blog del Mestiere di Scrivere
10) Fantasy blog
11) La poesia e lo spirito
12) Angolo Nero
13) Libri Blog
14) Destinazione Cuore Stomaco e Cervello
15) Ferruccio Gianola
16) oubliettemagazine
17) LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri
18) Il primo amore
19) Poesia 2.0
20) viadellebelledonne

Dimenticavo ricordatevi di partecipare all’inchiesta sui libri, trovate qui il post per partecipare.

lunedì 7 novembre 2011

Censimenti e inchieste

Ieri ho completato l’inserimento dei dati relativi al censimento Istat. Boh, certe cose mica le capisco, però andava fatto e l’ho fatto. È stata una faticaccia in ogni caso, tutte ‘ste domande da ficcanaso mi hanno messo in crisi. Adesso vediamo cosa succede, spero mi diano il numerino corrispondente alla mia posizione d’italiano.

Ecco! Però mica volevo parlarvi di questo. 
Naaaaaa! Dopotutto suppongo che neppure a voi interessi molto questo discorso.

Tuttavia un censimento tira l’altro e volevo svolgere, se non una vera e propria cosa analoga, una mini inchiesta sui libri. Cinque o sei domande tanto per sapere chi sono e come si comportano con i libri i visitatori del mio blog.

Nulla di difficile, un po’ di ficcanasaggio per costringervi a fare una verifica della libreria di casa.
Siete pronti?
Bene, allora datevi da fare:

Numero uno: date una bella e precisa occhiata alla vostra libreria e contate quanti libri possedete?

Numero due: ora provate a verificare quale sia il genere di storia prevalente nei vostri romanzi (mainstream, horror, avventura, thriller…)

Numero tre: segnalate il nome e cognome dell’autore di cui possedete più titoli.

Numero quattro: i libri che possedete sono più in edizione tascabile o rilegata?

Numero cinque: qual è la casa editrice che contraddistingue maggiormente i libri acquistati o ricevuti in regalo?

Numero sei: sapreste quantificare il valore in euro dei libri che possedete?

Ecco niente altro, potete rispondere anche a una sola domanda e se volete però potete segnalare in giro questo post: più gente arriva più idee mi faccio su ciò che si legge. 
 In fondo è questo che voglio sapere.