No, non sono malato, anzi, mi tocco, devo dire che sotto questo aspetto sono abbastanza fortunato. Sono anni che non ho una linea di febbre e a parte qualche raffreddore stagionale o qualche mal di testa provocato dai postumi di bagordi notturni è piuttosto improbabile trovarmi fuori fase. Dopotutto anche nel caso si presenti una situazione di quelle che ho appena citato non crediate sia semplice trovarmi a letto: è molto raro che qualcosa mi impedisca di essere sempre attivo e in pista.
L’influenza di cui parlo, naturalmente, è quella letteraria. D’altra parte di che altro potrei parlare?
Insomma, nonostante ciascuno di noi, scribacchino dilettante o professionista, cerchi sempre di crearsi uno stile di scrittura personale va a finire che in fondo in fondo c’è sempre qualche autore che inconsciamente imitiamo o vorremmo imitare, e non venitemi a raccontare il contrario.
D’altronde anche per i grandi autori è stato così. Basta leggere le loro autobiografie per rendersi conto che anche loro hanno pagato lo scotto di una passione letteraria. Chi più, chi meno, ma sotto sotto è lampante.
Poi una volta fatto il botto, una volta che siamo in testa alla lista dei best seller o una volta che la nostra storia è diventata di culto diventa semplice affermare che per tutta la vita abbiamo cercato di scrivere in maniera del tutto unica, cercando di mettere la nostra impronta personale anche nella nostra narrative.
Ma per conto mio è una gran balla e vi chiedo di confessare chi è che non volete imitare. Ora, nel mio caso è abbastanza semplice capire di chi si tratta, basta vedere quale sia l’autore più presente nei miei post. ☺




























