giovedì 17 novembre 2011

Svegliami! Devo scrivere

Non ricordo se ho letto dei libri di Honoré de Balzac in passato. È molto probabile. Forse a scuola durante il periodo delle superiori, forse anche prima. Sono incerto sul periodo, di sicuro, però, devo aver dato un’occhiata a qualche suo testo in una antologia scolastica. Non è escluso che abbia visto anche qualche film tratto dalla sua opera

Non lo so, in questo momento non riesco proprio a ricordare. Come non riesco a ricordare assolutamente quali fossero le tematiche della sua opera. Dubito di avere in casa qualche suo romanzo per cercare di farmi un’idea, seppur improvvisata. Dovrei andare a cercare, ma se vi fosse qualcosa in qualche scaffale lo saprei.

In ogni caso la lettura di alcune note biografiche che lo riguardano mi hanno dato spunto per realizzare il post di lunedì prossimo per i soliti record letterari. Ma con mia enorme gioia mi ha pure suggerito una curiosità che vale la pena segnalare. Ora, più che curiosità la chiamerei mania, ma vale proprio la pena di menzionare. Magari tra voi c’è qualcuno che fa qualcosa di simile.

Insomma, lo scrittore francese andava a letto alle sei del pomeriggio e si faceva svegliare da un servo a mezzanotte; a questo punto, si vestiva di bianco come un monaco, e iniziava a scrivere, spesso soltanto per dodici o tredici ore ma a volte anche per diciotto ore di fila. Si faceva compagnia con del caffè, si dice infatti che Balzac nutrisse una vera e propria dipendenza dalla caffeina.

Interessante, ma, chiedo io, quando usciva?

10 commenti:

  1. Beh, non è che anche il nome lo aiutasse molto a socializzare!

    RispondiElimina
  2. Lo stakanovismo scrittorio di Balzac è oggetto di vere e proprie "leggende", e si dice addirittura che la sua morte prematura (50 anni) sia stata causata dall'eccesso di lavoro per portare a termine il suo progetto, la "Comedie Humaine", una raccolta di decine e decine di romanzi che avrebbero dovuto raccontare l'uomo in tutti i suoi aspetti. Avendoci lavorato troppo intensamente e di fretta, molti di questi romanzi sono appena abbozzatti e scritti in modo grossolano, e in effetti l'unica qualità che gli viene riconosciuta è l'aver parlato di gente comune e vita quotidiana, anzichè parlare di cavalieri e dame in mondi più allegorici che reali.

    RispondiElimina
  3. Vabbe', più che impegno mi pare una specie di psicosi! ^^

    Simone

    RispondiElimina
  4. Eh madonna! Ma non è che è solo una di quelle voci da raccogliere nelle "leggende metropolitane" di qualunque scrittore? ^^

    E.

    RispondiElimina
  5. Bhè diciamo semplicemente che condivido con Balzac la dipendenza dalla caffeina :)

    RispondiElimina
  6. @ tim: già:-)

    @ Ariano, per me è una scoperta, non mi ha mai appassionato Balzac

    RispondiElimina
  7. @ Donata: così pare:-)

    @ Simone: malato senza ombra di dubbio:-)

    RispondiElimina
  8. @ Emanuele, qualche dubbio viene anche a me:-)

    @ Luigi: speriamo:-)

    @ Max: sei un caffè dipendente?

    RispondiElimina