venerdì 18 novembre 2011

Quanto valgono i Premi letterari?

Oggi è il diciotto novembre, nulla di speciale. Ho trovato però che il diciotto novembre del 1926 George Bernard Shaw rifiutò di accettare il premio in denaro del suo Premio Nobel, dicendo: "Posso perdonare ad Alfred Nobel per aver inventato la dinamite, ma solo un demone con sembianze umane può aver inventato il Premio Nobel."
Boh, mica l’ho capita. Insomma che il buon Giorgio Bernardo abbia qualcosa contro i premi letterari?

Bene, io non sono un particolare estimatore dei premi letterari, in realtà non sono un estimatore di nessun tipo di premio. 
Magari dipende dal fatto che tolto la vincita a una schedina del totocalcio nel 1992 non ho mai vinto nulla. Be’ in realtà non sono neppure una persona che si prende troppo la briga di partecipare. Il più delle volte ho partecipato a qualche concorso perché dovevo o così a casaccio, quindi non è che posso dire qualcosa riguardo al Nobel o a un qualsivoglia premio letterario.

Magari le idee più chiare le hanno gli scrittori che ho avuto modo intervistare per Concorsi-letterari.it dato che si senza dubbio si tratta di uno dei punti di riferimento più importanti che la rete offre per chi è alla ricerca di novità che riguardano premi e concorsi letterari organizzati in Italia.

La domanda però vorrei estenderla anche ai premi letterari extra italiani: secondo voi che valore hannoBisogna per forza passarci per essere considerati dei veri scrittori?

14 commenti:

  1. Ho letto da qualche parte - anni addietro, e non ricordo dove - una analisi statistica abbastanza credibile che mostrava come, dopo un premio letterario di alto livello (Nobel o Pulitzer), normalmente si assistesse ad un calo sia nella produzione che nella qualità dei libri dei premiati.
    I due dati (qualità e produzione in calo) sarebbero stati legati, in realtà, da una parte alle aspettative del pubblico - molto più severo nel giudicare i libri dell'autore dopo il conferimento del premio - e dall'altra dallo stress generato nell'autore dalla necessità di fare almeno bene quanto coi volumi precedenti - una forma letteraria di ansia da prestazione.
    In quest'ottica, meglio non vincere - si scrive tranquilli ed il pubblico ci tratta con più magnanimità.

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  2. Ti propongo un esperimento, per così dire: trova l'elenco dei vincitori dei premi Strega e Campiello (i due più importanti in Italia) e poi crea tre colonne: "Autore che conosco e ho letto", "Autore che conosco poco e non ho mai letto", "E questo chi caspita è?". Sotto le tre colonne metti una X per ogni autore che si abbina al titolo della colonna. Alla fine conta quanto sono quelli della terza colonna... :-D

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  3. Io credo dipenda dal "peso" del premio. Concorsi letterari su internet con premio pubblicazione e fatti vari, non hanno poi tanta importanza, anzi per nulla.
    Io li uso solo per evitare la "pagina bianca" nella biografia xD

    Se poi parliamo di premi come il Nobel, beh... se lo vinci sei un signor qualcuno xD È innegabile che abbiano un peso enorme ^^

    Maurizio

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  4. Quelli italiani sono molto utili per indicarti i libri da NON leggere... :)

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  5. Il concetto di concorso letterario in se credo non abbia nessun difetto, è l'uso che se ne fa che storpia il significato fino a renderlo irriconoscibile.
    Ho partecipato ad alcuni concorsi, senza alcun risultato, ma il bello è stato proprio partecipare :)
    I premi importanti in questa categoria, spesso valutano i testi in base a criteri che non capisco (concordo sull'esperimento delle colonne) ma non voglio pensare che sia tutto fumo, è un'immagine troppo deprimente...
    Riguardo al Nobel, beh quella è tutta un'altra storia: molti sono stati dati con un senso, altri mi sono sembrati più un doverlo dare piuttosto che averlo meritato davvero. :)

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  6. Per non valgono nulla, come tutti i premi in qualunque campo (tranne quelli sportivi).
    Medaglie all'ego, nulla più.

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  7. @ Davide: analisi da prendere in considerazione:-)

    @Ariano: lo farò:-)

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  8. @ Maurizio: non divento matto per i concorsi:-)

    @ Zio Scriba: sempre molto chiaro LOL

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  9. Le risposte sono rispettivamente: "nessuno" e "no". Se valgono qualcosa, sono solo strumenti di marketing. Altrimenti non valgono niente, tranne per chi li dà (che probabilmente per farli riesce a prendere qualche finanziamento europeo per la cultura).

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  10. @ Alessandro: risposta chiarissima:-)

    @ Narratore: sì anche ame il Nobel convince sino a un certo punto...

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  11. @ Il grande Marziano: bene, bene, comincio ad afferrare:-)

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  12. se si parla dei premi "prestigiosi", credo che più che un valore letterario abbiano un valore pubblicitario. non mi piace appoggiare le varie teorie del complotto, ma penso sia evidente che sono assegnati dalle lobby nelle lobby.

    a livello di media-piccola editoria, per gli scrittori esordienti, dato che il ritorno di immagine è praticamente nullo, possono però avere valore per l'autore stesso, come conferma dei suoi risultati (ma certo non come punto d'arrivo).

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  13. @ Piscu: sei lo "scrittore del'anno", e vale:-)

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  14. Non è solo una questione di vincere o non vincere. Se le cose sono fatte seriamente è come dare un esame all'università con un docente in grado di dare un giudizio su quello che scrivi e su quello che comunichi Ovviamente, un giudizio che nasce da una autorità anche tecnica. Mi è capitato di assistere ad un concorso di letteratura con dei giudici che praticamente facevano quel tipo di attività perchè , non l'ho capito, perchè forse erano stati messi li da qualcuno ma che in effetti non erano neppure interessati alla lettura di quello che stavano premiando. FOrse erano interessati a qualcosa di diverso riseptto alla qualità del premiol. Il fatto è che molta gente oggi, sopratutto tra i giovani, c'e' un interesse a prendere riconoscimenti facili senza un po' di impegno e di studio. Ho sempre trovato seri i premi in grado di comunicare questo alto valore della cultura che non ha bisogno di un premio letteraio ma ha sicuramente bisogno di un momento letterario con persone capaci e veramente interessate allo studio ed alla comprensione di livello qualitativo.

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