domenica 30 ottobre 2011

Trash

Qualche decina di minuti fa, mentre andavo ad acquistare il pane in piazza, camminando nei viottoli del paese, mi sono imbattuto nella montagna di sterco ritratta in foto. 

Lo so, si vede male, la foto non è delle più spettacolari, in questi giorni il mio cellulare fa i capricci e non riesco a fare meglio, tuttavia mi serve come spunto per il post odierno. Insomma, quella che vedete dovrebbe essere un’immagine trash o kitsch, se tolta dal suo abituale ambiente (non lo è sicuramente in un pascolo alpino o in una stalla).

Potete obiettare, potete dire che mi sbaglio e che il cambio dell’ora mi ha reso deficiente e ch e in fondo si tratta di una cosa del tutto naturale e per nulla fuori luogo, ma a me è stata la prima sensazione che ha suggerito la sua visione.

Suggerito a tal punto da spingermi a scrivere questo articolo e a domandarvi quando osate nella vostra narrativa: anzi per spiegarmi meglio, non avete problemi di sorta a descrivere situazioni trash o perdervi direttamente nel trash, o mantenete sempre un certo pudore e una certa distanza nel descrivere immagini e situazioni che sfiorano il cattivo gusto.

Nel mio caso l’uso di situazioni al limite nella costruzione di storie è sempre abbastanza contenuto, non mi viene molto semplice lasciarmi andare. In pochissimi casi ho descritto scene nauseanti e vomitevoli

In fondo un certo pudore lo mantengo anche nel descrivere situazioni erotiche, anche se in questo caso si tratta di un’altra storia.

Ma voi come vi comportate?

14 commenti:

  1. Uhm... dipende dalla storia e dalla funzionalità che tali descrizioni possono avere. In realtà uno dovrebbe scordarseli, i pudori, quando scrive. Perché altrimenti sussistono personaggi e situazioni fotocopia, non importa quanto si scriva, non si migliora mai, in questo modo.

    È un po' il discorso che facevo l'altro giorno, non ricordo più in quale articolo, circa l'utilizzo di determinati personaggi. Il personaggio prete, ad esempio, spesso è più uno stereotipo di come debba essere un prete, col risultato che diventa ridicolo e insopportabile. Questo perché spesso l'autore è il primo a non credere a quel modo di vedere le cose, il sacerdozio. Oppure gli sta sulle palle la Chiesa e non fa nulla per nasconderlo.
    Un buon personaggio prete deve essere credibile, non parlare come una macchietta.

    Ecco, discorso simile per il trash. O per le scene di sesso. Non si possono descrivere dieci scene di sesso, in altrettanti racconti, magari badando ai propri pudori. Il risultato è dieci scene di sesso tutte uguali e ugualmente pallose.
    Occorre differenziare.

    Hell Was Here ;)

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  2. Io nel trash ci sguazzo :D

    Per me dipende dalla storia: in una storia per bambini e ragazzi occorre mantenere un certo "contegno". In una storia per adulti, dipende dalla storia sempre: è necessaria quella scena trash?

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  3. Parlo di quello che leggo.
    "Trash" non ne voglio trovare, a meno che non ci sia una buona ragione: "quotidiano" ne voglio a palate, invece.
    Il fatto è che nelle interazioni sociali certe cose le nascondiamo, ma quando siamo soli facciamo un sacco di roba di cui ci vergogneremmo in pubblico.
    La gente puzza, va al gabinetto, si schiaccia i brufoli e si mette le dita nel naso. A pranzo con la zia non ne parli però fa parte della vita, e allora deve fare parte anche dei racconti. Se poi riesci a parlare chiaro ma senza farti trascinare dal divertimento di parlare di schifezze come i bambini, mantenendo l'equilibrio fra dire tutto e scendere nel cattivo gusto, probabilmente sei uno scrittore.

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  4. La foto è bella e trash! :D
    Sì, è una cosa che ci sta, è parte integrante dell'universo! E quando scrivo non mi freno in tal senso, se è nel contesto. Può essere anche un'attrattiva, ma non mi piace quando se ne abusa male, e magari a farlo, anche in senso di semplice turpiloquio, sono anche scrittori famosi.

    Interessante anche "l'altra storia" sull'erotismo, ne parlerai? È che mi interessano le curiosità dietro queste scelte, vedi ad esempio Lovecraft, dove questa componente era pressoché assente e si sono fatte congetture e studi in proposito.

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  5. Ciao Ferruccio,
    non mi piace descrivere azioni trash e nemmeno leggerle.
    Però in quella foto di sterco c'è dell'arte. Non trovi che sembra una mano stilizzata? Certo che le mucche ne hanno di creatività

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  6. @Hell: sono d'accordo con te i pudori vanno dimenticati e differenziati

    Kilroy è stato qui:-)

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  7. @ Daniele: be' io non scrivo per bambini e quindi mi salvo:-)

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  8. @ Luigi ti piace la foto? mi è venuta tutta mossa, maledizione

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  9. @ Lisa: è vero l'ho osservata e sembra una mano, :-)

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  10. In genere non eccedo in certi tipi di descrizioni/situazioni, a meno che non le ritenga funzionali alla narrazione. In "Shakespeare noir" ho inserito alcune descrizioni volgari o truculente, ma in modo contenuto (uno scrittore pulp le giudicherebbe "roba da collegiali" ;-)

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  11. @ Ariano, ti sei spiegato molto bene:-)

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  12. Rigiro la domanda in chiave visuale: ho problemi di sorta a illustrare situazioni trash o perdervi direttamente nel trash, o mantenete sempre un certo pudore e una certa distanza nel creare immagini che sfiorano il cattivo gusto?

    No, ma perché non mi interessa farlo. Se vi trovassi una potenza comunicativa, magari lo farei... ma è una strada che lascio ad altri.

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