venerdì 7 ottobre 2011

L’ultima Frontiera: quattro parole con Sergio Mura

Suppongo che tutti gli appassionati italiani della storia del west americano che frequentano la rete conoscano il sito di Farwest.it, un portale che offre e mette a disposizione tutto ciò che riguarda un’epopea che ancora vive della sua leggenda. Un mio appuntamento quotidiano da anni. Un luogo che mi riporta a quando ero bambino e che naturalmente non smette di farmi sognare. Figuratevi, adesso, se perdo l’occasione di fare qualche domanda a Sergio Mura, il responsabile del sito. Insomma, io voglio vedere la frontiera prima che scompaia:

Ciao Sergio, ti ringrazio per la disponibilità: a parti gli scherzi, volevo davvero vedere la frontiera del west prima che scompaia. Sei la persona giusta?

Non saprei dirti se sono la persona giusta, ma certamente sono una delle persone adatte. La frontiera non scomparirà, te lo posso garantire! Non sparirà perché incarna le aspirazioni, i desideri e le paure delle persone. Il sogno dell'avventura e la voglia di rimettersi in gioco sono leve che nella storia del west trovano radici, fusto e fronde.
E non sparirà perché finché ci sarà una fiammella di curiosità nelle persone, giovani e meno giovani, ci saremo noi di Farwest.it a parlare di west, di indiani e di guerra civile.


Bene, ora ti faccio una domanda che può sembrare banale, ma non lo è affatto, almeno dal mio punto di vista: quando è che dentro di te è esplosa la passione per il west? 

E' iniziata intorno ai 5 anni con la "lettura" de Il Comandante Mark. Guardavo le figure, ma non ho impiegato molto a capire che il mito della frontiera era un fiume in piena che stava per travolgermi. Dopo poco ho iniziato a maneggiare Zagor e Tex. Il gioco era fatto! Negli anni '70, poi, era tutto un florilegio di album di figurine dedicati al west, di pubblicazioni con tante immagini e testi un po' fantasiosi… Non c'era una grande scelta allora. Anche i giochi erano "indiani contro cow-boys" o "tiro con l'arco". E uno dei regali più graditi di quegli anni fu un bel paio di stivaletti western in cuoio! Con l'ingresso nella scuola superiore sono arrivati i libri e ricordo che ne procuravo molti. Era un giacimento ricco di pepite da scoprire…


E quello splendido sito che si chiama Farwest.it, mi racconti qualche aneddoto legato alla sua nascita?

Il sito è nato nel 1997, pura preistoria dal punto di vista informatico. A quel tempo si pagava l'abbonamento a internet e anche i singoli scatti telefonici; se qualcuno provava a chiamare a casa mentre io navigavo (c'era pochino da vedere a quel tempo) trovava inesorabilmente occupato e le bollette erano stratosferiche! Farwest.it è nato con un altro nome e l'unico desiderio era di far conoscere agli appassionati i libri in lingua italiana sulla storia del west. E' buffo che a un certo punto ho perso le "chiavi" del sito e a causa del passaggio dell'hosting da un proprietario ad un altro non sono più riuscito a recuperarle. Il bello è che quel primo tentativo è ancora in rete, accessibile nelle sue poche paginette di belle intenzioni. Poi sono stato ospitato da TWO (Tex Willer Online), una comunità di amici che mi aveva lasciato un po' di spazio per agire in buona autonomia. Infine siamo passati al server in proprio e Farwest.it è partito per la sua cavalcata speciale. Nel primo periodo il sito veniva aggiornato di notte con trasmissioni di dati lunghissime e costosissime che talvolta si interrompevano per una banale caduta notturna di linea e il sito restava appeso. Eravamo un piccolo "Wild Bunch", io, Stefano Jacurti, Roberto Moretto, Laura Sampietro, Maurizio Biagini, Cesare Bracchi e alcuni altri amici… sempre lì a scrivere articoli, sempre a curare le discussioni del forum. Già, il forum! Infatti, sito e forum sono nati pressoché insieme e dal secondo sono sempre venuti fuori gli articoli per il primo.


Per gli appassionati italiani, l’ho già scritto nell’introduzione, Far West è il sito numero uno: mi dici dove trovi tutta la passione e l’energia per portarlo avanti quotidianamente?

E' vero, Farwest.it è diventato un punto di riferimento per chiunque ricerchi qualcosa sul west, gli indiani e la guerra civile. Abbiamo una quantità enorme di articoli e oltre 8.000 immagini che garantiscono divertimento per mesi e mesi a chiunque abbia voglia di leggere e guardare. Farwest.it è così perché così sono i 70 amici autori degli articoli.
Passione ed energia sono effettivamente due componenti importanti, ma ci aggiungerei anche testardaggine e resistenza. Sono queste le caratteristiche che differenziano un sito che nasce tra fuochi di artificio e muore poco dopo e un sito che nasce in sordina e convince gli appassionati giorno dopo giorno. C'é da fare sacrifici eh! Non esiste pensare che un certo giorno non si ha voglia… No, no! Ogni giorno della settimana è impegnato con qualche sistemazione. Per carità, non è che sia un impegno disumano, ma tra pubblicazione degli articoli degli autori, verifica della funzionalità tecnica, aggiornamento continuo dei sistemi, backup degli archivi, scrittura dei miei articoli, resta poco tempo libero. La forza per mandare avanti il nostro Conestoga la trova nella passione e la passione si rafforza nel tempo anche grazie alle indubbie soddisfazioni che arrivano dalla comunità di autori, collaboratori e semplici frequentatori di Farwest.it.


Sei mai stato in qualche luogo che poi hai avuto modo descrivere in qualche tuo articolo?

Mai, purtroppo. Inutile negare che quello è il grande sogno. Purtroppo quando si ha una famiglia è difficile sottrarre una cifra importante e anche tutte le ferie. Ancor meno è possibile andare nel west con tutta la famiglia, a meno di essere corazzati finanziariamente. Prima o poi succederà che anche io andrò a vedere la frontiera!


C’è una storia di quelle che hai scritto per Far West che ti ha marcato in maniera indelebile?

Ce ne sono parecchie, ma quelle dedicate alle grandi battaglie del west mi ha segnato. Storie di atrocità terribili, difficili da accettare e digerire. Roba per stomaci forti, come l'attacco al campo sul Washita o come il terribile massacro di Wounded Knee che sigillò la storia del west col sangue...


Qual è il personaggio del west che più ti affascina?

Sono tanti, almeno un paio per ogni speciale categoria umana che ha reso grande il west, però dovendo sintetizzare direi che per gli indiani cito Cavallo Pazzo e per i bianchi Wild Bill Hickok.
Ma come si fa a dribblare gente come i trapper? O come i protagonisti della Guerra Civile? O i coloni, i militari, i capi ed i guerrieri indiani, le donne? Il west meriterebbe una scelta molto più ampia!


Tre risposte secche: un film western, un libro western e un fumetto western.

"Balla coi lupi", "Alla conquista delle grandi praterie" (Jon E. Lewis) e "Ken Parker".


A proposito di fumetti, è di pochi giorni la scomparsa di Sergio Bonelli, hai avuto modo di conoscerlo e magari collaborare con lui?

Collaborare con lui, no. Come avrei potuto? Alla Bonelli hanno tutto ciò che serve per produrre i migliori fumetti. Posso però dirti di essere stato a trovarlo, tanti anni fa, nella sua "tana" di Via Buonarrotti e di aver trovato un incredibile caos fatto di libri, pubblicazioni e fumetti disposti ovunque. Particolare fu per me scoprire che lì c'erano solo Decio Canzio, il direttore, lui e una segretaria. Nessun autore e nessun disegnatore. Non era una redazione di un giornale, insomma, ma un punto di raccolta e di decisione. Ricordo anche molto bene la sua immensa biblioteca di libri dedicati anche al west.
Ah! Nel tempo ho potuto stringere qualche legame di amicizia virtuale con alcuni disegnatori bonelliani e mi ha fatto piacere scoprire che Farwest.it è visitato anche da loro, magari alla ricerca di un dettaglio storico o di uno spunto.


Be’, mi hai rassicurato. Basta sentire le tue risposte per capire che la frontiera vive ancora e non ti rubo tempo ulteriore. Grazie mille, Sergio:-)

4 commenti:

  1. Bello ! Grazie per averlo postato.

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  2. Interessante. il western è un mondo che non mi attrare molto, ma l'intervista è stata intessante, grazie.

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