martedì 11 ottobre 2011

Adottare l’ebook dell’Inferno

Alessandro Girola, sulla scia di un post di Gianluca Santini (a proposito Gianluca presto adotterò anche un film), ha postato un articolo in cui invitava ad adottare un ebook. Invito curioso e stucchevole e alla fine mi sono deciso a portarmi in casa il lavoro di Germano Greco o Hell o El Graeco
I nomi che il ragazzaccio usa sono tanti, ma la classe è unica: come quella che emerge leggendo il suo ebook: Girfriend from Hell. Confesso che la storia mi aveva coinvolto in maniera positiva anche quando usciva a episodi su Book and Negative e allora perché non approfittare di questa adozione per girare qualche domanda al caro amico Hell:


Dunque, Hell - preferisco chiamarti come il protagonista della storia e, visto che non c’è Puffemberg in giro, lasciamelo fare - qual è il tuo piatto preferito?

La carbonara, direi… e il nome, Hell, (è scritto anche nel libro) è vero, me l’ha dato Alex in una mail. In tempi non sospetti, ovvero mesi prima del Survival Blog. Quindi in un certo senso mi chiamo davvero Hell…


A parte gli scherzi, sono molto contento di aver adottato il tuo ebook, dopotutto come ho scritto nella premessa avevo seguito i vari avvicendamenti sul tuo blog all’epoca del SB e quindi ritrovarmi tra le mani un lavoro globale, per di più arricchito da episodi inediti da leggere senza interruzioni, l’ho trovata da subito una buona idea (cosa che non sono riuscito a fare io). Quante energie ti ha assorbito rimettere in piedi il tutto?

Il SB è terminato (per me) il 5 Febbraio, ma ho iniziato a scrivere GfH (gli undici capitoli nuovi, più la riscrittura del materiale presente sul blog) a partire da Aprile. La stesura in sé è stata rapida: un capitolo al giorno, ogni due o tre giorni; sì, sono veloce a scrivere. La maggior parte del tempo è stata dedicata poi alla caccia ai refusi e alla revisione del testo. Durante l’editing mi sono accorto di aver scritto tantissimo, e questo non si adattava né all’idea di SB, né al personaggio. In breve, grazie soprattutto a qualche osservazione critica di Marina Belli (lettrice e sparring partner ;) ), ho deciso di snellire il racconto. In fase di correzione, quindi, ho tagliato circa tre pagine di testo a capitolo. Il risultato è quello stile asciutto, “molto asciutto. Pure troppo.”, che è perfetto per alcuni ed eccessivo per altri.
Più sofferta è stata la decisione di presentare la vicenda narrata in ordine cronologico. Sul blog avevo optato per la narrazione contemporanea di tre linee temporali. Ma alla fine credo di aver deciso per il meglio.
Fatica tantissima. Ma piacevole.


Tre cose che mi hanno colpito della tua scrittura: la mancanza di retorica, la vitalità dei tuoi personaggi e un senso di disincanto alla base della tua narrativa: quasi freddezza oserei dire, che, però, trattieni a stento. Dico bene o me lo sogno io?

Che bella domanda. No, non te lo sei sognato. Io DETESTO la retorica, o almeno quella che io percepisco come tale. Dal mio punto di vista, è retorica qualsiasi situazione buonista o moralista, che guardi più alle favole (quelle moderne, perché le favole antiche ne erano del tutto scevre) che alla realtà. In breve, la narrativa, anche in opere di fantasia come questa, NON deve essere fiction, ma vita vera. E la vita lo sappiamo tutti com’è, basta affacciarsi dalla finestra. C’è chi una vista così non la regge…
La vitalità dei personaggi è legata allo stesso discorso: il personaggio deve essere un ritratto il più possibile verosimile, reale: una rappresentazione “vivente”. Gli esseri umani non sono categorie, o tipi. Sono unici, e spesso non tanto buoni o virtuosi come li si dipinge. Capaci di atti di altruismo, è vero, ma anche di ammazzarti nel sonno. Buoni e Cattivi è una distinzione che va bene quando si va alla scuola elementare.
Il disincanto è il terzo aspetto, sempre del medesimo discorso. La realtà così com’è non mi piace. Inutile nasconderlo. Ma non mi sogno di proporre alternative, non ne sono in grado, né mi interessa farlo.



Quanto c’è di te, sinceramente?

Hell sono io, né più né meno. Questo non vuol dire che vada in giro a spaccare la testa alla gente o a sparare agli animali. Anzi, violenza e caccia sono cose che aborro. È l’Apocalisse a fare la differenza. E allora, come fossi all’Actor’s Studio, ho tentato di immaginare me stesso in un contesto, quello apocalittico, che annichilisce le convenzioni sociali, e mi sono scoperto un cinico bastardo. Ma, fino a tanto che la Gialla non arriva, non lo sapremo mai, se sono davvero così, oppure se è una condizione di fantasia, creata dallo scrittore.
A dire il vero, lo sai anche tu, sono un tipo che fa amicizia facilmente e piuttosto giocoso e ironico. ;)



Quanto ami Zooey, da uno a dieci (ti confesso che adesso piace molto anche a me)?

Non la amo affatto. Il mio è un affetto folle, e anche un po’ boccaccesco, se vogliamo. Ma amare senza conoscere (e vivere) non ha senso. È più una fissa, ma niente di ché. Ora s’è trasformata in una sorta di tormentone, per me e per i miei amici che ci scherzano su. Ma posso dirti che in questo momento mi piace un’altra donna. Una donna vera, che conosco sul serio, intendo. :D


Perché la scelta di inserire personaggi politici nella storia e un territorio fuori dall’Italia?

Nessuna critica politica implicita, né il contrario, ovvero un panegirico. Questo è sicuro. Non me ne importa nulla di fare quel tipo di discorsi.
Abbiamo, io e Alex, ipotizzato che nel 2012 ci fosse ancora David Cameron alla guida del Regno Unito, e Cameron ho utilizzato. Poi, se proprio lo vuoi sapere, è un personaggio che ho “manovrato” volentieri. Mi piace scrivere delle sue “prodezze” pandemiche.
La scelta inglese deriva dal fatto che non mi sarebbe piaciuto (né sarebbe stato credibile), andare fino a Los Angeles.
Londra è una città cosmopolita, rappresenta lo scenario ideale, ricchissimo di potenzialità narrative. E poi, ero rimasto folgorato dai minuti iniziali di 28 Giorni Dopo.
E, ultimo aspetto, ambientare la storia in Italia perché gne gne gne, non mi è sembrata una motivazione sufficiente. ;)



Ci sei stato in Inghilterra?

Solo una volta. A Londra. Ma ci tornerò l’anno prossimo…


La musica, il tuo ebook straborda di brani musicali: le scelte corrispondono ai tuoi gusti o sono stati obbligatoriamente selezionati in base alla storia?

Di più. Alcuni capitoli sono stati scritti in seguito all’ascolto di quei brani. Li ho visti svolgersi mentre ascoltavo le canzoni. Non ho dovuto fare altro che metterli su carta.



Dal tuo punto di vista devi il succo del lavoro più al cinema o alla letteratura?

Al cinema: Romero, Raimi. E alla letteratura: Matheson e i classici che ho studiato e letto per i fatti miei, quelli russi, persino quelli greci e latini. Opere che con l’horror e la letteratura di genere non hanno nulla a che vedere. O forse sì? ;)



Sono trascorsi dei mesi, sei soddisfatto del successo che l’ebook ha avuto?

Più che soddisfatto. Prevedevo un risultato di 500 download in un anno, e invece è stata superata quota 3.000 in meno di cinque mesi. Non poteva andare meglio. Avrei gradito più pareri, questo sì.



Che progetti letterari hai adesso? O mi devo vestire da dottore per avere una risposta?

“Letterari” è un aggettivo che non mi piace. Ho in mente un nuovo eBook autoprodotto. Perché del cartaceo e degli editori me ne sbatto. E perché mi diverto di più, in questo modo. Tra i miei lettori ho trovato molti dei miei attuali amici. Quindi non è vero che non si guadagna nulla a scrivere eBook, o che sono il male. Certo, non ti ci paghi pranzo e cena, a scriverli. Ma per il momento la questione non mi infastidisce più di tanto.


Bene, Hell, cosa ci prepari per pranzo quando ti veniamo a trovare?

Spaghetti ai frutti di mare.



Devo portare un vino particolare?

Uhm , direi una Malvasia o un Passito, che vada bene per il dessert. Al bianco ci penso io. ;)

11 commenti:

  1. Bella intervista! :) Mi è piaciuto anche quella sorta di equilibrio che c’è tra il lato prettamente informativo e lo scherzo tra intervistatore e intervistato, che rende la lettura piacevole.

    Ciao,
    Gianluca

    PS: E per fortuna io avevo tutt’altre idee in mente da domandare a Hell, quindi non ci sovrapponiamo! :D

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  2. Bella intervista e bella l'idea di unirla all'"Adotta un ebook"! Complimenti. E poi uno che si dice debitore di Matheson e dei classici greci e latini ha tutto il mio rispetto! Il suo contributo al SB mi è piaciuto e ho gradito particolarmente anche Girlfriends from Hell, un lavoro veramente ben scritto.

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  3. Che figa questa intervista!
    Si vede molto del "dietro le quinte" di GfH, il che, lasciatemelo dire, è bellissimo!
    A Germano i complimenti non li faccio più, sennò si monta la testa (non è vero: sei bravissimo. Ecco!), ma a Ferruccio devo dire che ha sfoderato insospettabili doti da giornalista!
    Bravo!

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  4. @ Gianluca: bene, mi gusterò la tua:-)

    @ Tim: giustissimo:-)

    @ Alessandro: grazie Alessandro, cosa bisogna fare per guadagnare un piatto di spaghetti ai frutti di mare:-)

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  5. E in giro c'è ancora gente convinta che mordo. Al massimo tiro qualche calcio...
    :D

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  6. El, quanti coperti hai? :D

    Grande Ferru, ottima intervista!

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  7. Massimo venti persone. Il resto si devono arrangiare coi piatti sulle ginocchia. :D

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  8. A Londra l'estate prossima? Potremmo incontrarci un paio di giorni, che ne dici? Proposta etesa anche a Ferruccio, ovviamente o ad altri spostati. ;)

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  9. @ Luca: Londra l'estate prossima, si potrebbe fare sì:-)

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  10. E perché no? Sarebbe fantastico! :D

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