martedì 23 agosto 2011

Ridi ridi…

In un luogo del 2041 – Le crisi che continuano a serpeggiare a momenti alterni negli ultimi decenni sembrano insormontabili e i governi di tutto il mondo si stanno dando da fare in ogni modo possibile con questue e tasse che stanno strozzando all’inverosimile la gente comune. Soltanto un anno fa è entrata in vigore una legge che obbliga i cittadini appartenenti all’unione europea a versare una tassa annuale esistenziale, tassa passata alla storia con il nome di “Cresta sull’aria che respiriamo

Ora, però, è l’ultimo decreto annunciato da alcuni governi a scatenare l’indignazione delle folle. Il decreto che presto diventerà legge ha tutta l’aria di essere molto più grave della cresta succitata, anche se sfiora il ridicolo.

Di ridicolo tuttavia non c’è proprio nulla. Anzi se il decreto diventerà legge, addirittura non si potrà più farlo. Insomma sarà vietato ridere in pubblico e chi avrà il cattivo gusto di farlo sarà costretto a pagare delle forti ammende e in alcuni casi potrebbe rischiare anche l’arresto.

Il motivo sembra essere di ordine psicologico. Un’equipe, nel corso di un’indagine svolta su un campione di persone, ha infatti rilevato che la manifestazione della felicità attraverso risate fragorose, in un momento dove è difficile arrivare alla fine del mese, anziché portare dei benefici suscita invidia e astio.

Insomma se volete continuare a ridere, segnalate il vostro dissenso con un commento.

4 commenti:

  1. Ma è una follia! Propongo una manifestazione di piazza in cui trecento volontari si facciano massacrare di solletico sotto Montecitorio e le loro risate siano amplificate a volume decuplo! Altro che sciopero della fame!

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  2. Una risata li seppellirà, schiatteranno per l'invidia ....TIE'!

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