sabato 2 luglio 2011

Vade retro Satana.

Ieri è toccato a Celine e oggi tanto per non fare distinzioni tocca a Ernest Hemingway. Cinquant’anni anche per lui e spero proprio che per almeno una decina di giorni non ci sia nessun altro scrittore con il cinquantenario della morte da ricordare. Papa Hemingway però c’è e non posso tralasciarlo, d’altronde credo sia uno dei miei autori preferiti.

Il nobel americano si uccise all’alba di una domenica del 2 luglio 1961 squarciandosi la testa con due cartucce di uno dei suoi fucili da caccia, dopo aver cantato la sera prima la canzone, imparata dagli amici italiani,  che inserisco in un video in fondo al post.

Ora mi chiedo: è stata vera gloria la sua o sono soltanto io a esser infatuato dalla sua narrativa e dal suo stile?

Forse non la fu per suo padre, anche lui suicida (si sparò con una Smith & Wesson il 6 dicembre 1928). Clarence Hemingway, infatti, rimase molto deluso dal figlio quando ricevette nella sua casa vittoriana le dodici copie di In Our Time. È probabile che non disse la frase del titolo del post, ma rimandò indietro, decisamente imbarazzato e inorridito il pacco con i libri che aveva ordinato alla Three Mountains Press vergognandosi del fatto che suo figlio potesse dimenticare la sua educazione cristiana al punto da usare gli argomenti e le espressioni volgari contenute nel libro.

Questione difficile, ma che mi sovviene spontaneo girare a voi: avete mai imbarazzato o inorridito qualcuno con i vostri scritti?



21 commenti:

  1. Un paio di volte.
    Il colpo "migliore" credo di averlo fatto con "la Ballata di Bobbie Howard", una storia ambientata in universo in cui l'autore di Conan è una donna.
    Gli howardiani duri e puri si incacchiarono alquanto.
    E poi probabilmente con "la Quarta Scimmietta" - scritto col dichiarato intento (fra l'altro) di far imbizzarrire i fan di Jim Morrison.

    Riguardo a Hemingway, ti consiglio invece The Crook Factory, thriller di Dan Simmons sulle attività spionistiche di Hemingway a Cuba durante la seconda guerra mondiale.

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  2. Si è sparato in testa "due" cartucce?
    Ma il fucile non ne spara due contemporaneamente immagino vero?
    Oddio...
    Trentatré anni dopo il suicidio del padre si è ucciso lui... che cosa.

    Per la domanda, imbarazzato, solo me stessa, inorridito forse, ma non nel senso che intendi tu...:)
    Mi piacerebbe tantissimo ma al momento non ho ancora abbastanza faccia da cuoio per riuscirci... ci sto lavorando ;)

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  3. Uhm...
    A vederlo così, mi ricorda qualcuno... :)

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  4. In realtà credo di imbarazzare continuamente i miei familiari. LOL
    Perfino adesso che sono un "responsabile membro" (ah ahhh ahhh!) della Società Produttiva. LOL

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  5. oh si.ho (quasi)messo in imbarazzo la mia ex psicoterapeuta raccontandole di quando mi prostituivo nei cessi di victoria station.
    ci ero andato leggero,ai tempi.
    su celine,che dire,difficile fare un distinguo fra l'uomo e l'idea(!?):per esempio ascolto parecchia musica strana,a me piace,molto espressiva e potente,il fatto che i compositori siano dei nazi pluridichiarati devo dire che ogni volta che accendo il lettore un pochino lo stomaco si contorce...

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  6. imbarazzato no, inorridito...nemmeno. Però qualcuno dei miei scritti ha fatto commuovere la persona cui erano dedicati. Obiettivo raggiunto, a quanto pare!

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  7. @ SteamDave: Dan Simmons è già in cima alla lista dei miei desideri:-)

    @ Hell: :-)

    @ Nick: sembri così sobrio:-)

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  8. un bel ribaltamento. quando una emorragia cerebrale trombò Céline, tutti pensavano al lampo di fucile che aveva scoppiato il testone di Hemingway.
    Oggi, dopo anni di lustro e shampoo, la ggente s'è resoconto (sic) che il vero genio, o il più genio, era il francese.
    Hem era un grande talento giornalistico, uno dei più giganteschi della storia, misto a personalità megalomane e buona cretività. Era un uomo d'azione. Scriveva in piedi per la fregola al culo.
    L'altalena storica ha rimesso le posizioni apposto.

    ciao

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  9. Secondo me essere un grande scrittore non rende necessariamente la tua vita "completa", o forse lo fa ma non ti dà la sensazione di appagamento che uno si aspetterebbe.

    Probabilmente la sofferenza interiore è una grande spinta per scrivere meglio, ma poi se un autore vive male al punto da stufarsi di vivere che miglioramento ne ha tratto la sua esistenza?

    Col mio romanzo "Codice Aggiunto" qualcuno si era un po' risentito, più che altro per il linguaggio un po' pesante. Ma niente di che.

    Simone

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  10. @ liber@discrivere: sono molto molto contento per te:-)

    @ Dinamo Seligneri: ricordo di aver parlato della sua caratteristica di scrivere in piedi davanti alla macchina da scrivere:-)))

    @ Simone: si sono d'accordo, scaricato il tuo codice:-)

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  11. Inorridire coi miei scritti... forse sì, almeno a giudicare dai silenzi imbarazzati di certe persone che avevano garantito che avrebbero letto un certo mio libro e mi avrebbero dato un'opinione, ma rimandano di continuo il fatidico appuntamento della recensione...

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  12. Adesso per sentirvi grandi dite che avete fatto imbarazzare tutti ma andate a dar via il cul!

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  13. Non la sapevo, questa cosa di Hemingway. Comunque, per rispondere alla domanda del post, direi di no. I miei scritti non sono così innovativi.

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  14. Per me, Hemingway si sbagliava nel credere che la vita di ogni uomo finisce nello stesso modo. Infatti, poi è lui stesso a dire che: "sono i particolari del modo in cui è vissuto e in cui è morto che differenziano un uomo da un altro".

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  15. che bello questo dettaglio della canzone! C'è tutto :-)

    (Monica di Me&Òphiere)

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