venerdì 8 luglio 2011

Scene selezionate della Pandemia Gialla: una scusa per un’intervista.

Come intuirete dal titolo e dall'immagine ero propenso a realizzare questa intervista ad Alessandro Girola, basandomi sulle impressioni avute dalla lettura del suo Ebook Scene selezionate della Pandemia Gialla, ma la curiosità verso l’attività di scrittore e blogger del personaggio McNab mi ha convinto ad approcciare diversamente. 

In fondo dell’ebook realizzato sulla sua esperienza del Survival Blog si è già stato detto quasi tutto ed io, parlandone bene, farei soltanto la parte del ruffiano. D’altra parte chi frequenta il mio blog sa benissimo che sembra un pochino un figlioccio de il  Blog sull’orlo del mondo e mi sembra giusto osare chiedere qualcosa in più.

(Ferruccio Gianola) - Allora, caro Alessandro, non ti chiedo dati anagrafici, aggiungo la tua biografia in coda all’intervista per colmare questa lacuna, e passo subito a fare il ficcanaso chiedendoti qual è il tuo stato d’animo in questo momento riguardo ai risultati ottenuti con SsPG?

(Alessandro Girola) - All'inizio ero deluso. In tre mesi ho venduto più o meno 80 copie dell'ebook, ma senz'altro mi aspettavo qualcosa di meglio. I commenti dei lettori mi hanno fatto però capire che è il caso di continuare su questa strada, ossia proporre alternativamente alcuni ebook gratuiti e altri a prezzo friendly (1 o 2 euro). Si tratta di una questione di dignità e di valorizzazione del proprio lavoro, ma anche del tentativo di educare i lettori italiani a una nuova editoria di nicchia, cosa che altrove sta andando alla grande già da mesi. Quindi il mio attuale stato d'animo è... determinato.

(FG) -  Tu in diverse occasioni hai affermato di essere soltanto uno scribacchino, ma in realtà che opinione hai di te stesso come scrittore, visto che SsPG è il lavoro di un ottimo scrittore (ecco il solito amico)?

(AG) - Ti ringrazio per il complimento, ma in realtà confermo la definizione di “scribacchino” :-) Senza offendere nessuno, la estendo anche al 90% degli italiani che pubblicano romanzi e racconti. Credo che solo pochi di loro si sostentino con la sola scrittura – che di solito viene dunque intrapresa come un secondo lavoro – quindi non si può ambire ad altro titolo se non a quello intermedio di scribacchino (o imbrattacarte). Che poi non è un'offesa, anzi. Per me ha un significato nobile, in cui mi raffiguro altri loschi individui come il sottoscritto che lavorano a livello artigianale, ma con buona volontà e abnegazione.

(FG) - Che opinione hai degli scrittori della tua generazione, o, più precisamente, che opinione hai di quelli che tu vedi come colleghi o concorrenti, se mi passi il secondo termine?

(AG) - In linea di massima ne ho una buona opinione. Specialmente di coloro che non prendono scorciatoie, che si fanno il mazzo sul Web, sui blog, proponendo i loro lavori “porta a porta”. Ho molta stima di chi non si abbassa a scrivere banalità commerciali solo per arrivare agli editori medio-grandi. Ho molta stima di chi ha il coraggio di proporre i propri lavori in pubblico, pur sapendo che là fuori ci sono iene pronte a sbranare chiunque.
Comunque non li vedo mai come concorrenti. Io non “concorro” a nulla. Per natura sono anti-competitivo, quindi preferisco pensare agli altri scribacchini in qualità di colleghi.

4 - (F) Dal tuo punto di vista, la difficoltà, l’assenza di felicità, le tribolazioni, l’onore aiutano il lavoro di uno scrittore?

(AG) - Interessante domanda. Ti posso dire come la vivo io. Personalmente riesco a scrivere solo se sono sereno. Niente menate sullo “scrittore maledetto” e sciocchezze assortite. Per buttare giù qualche pagina decente devo essere in uno stato d'animo tale da non pensare ad altro. La mia scrittura è una questione di concentrazione, non di sfogo. Poi so che per molti altri è valido proprio il discorso contrario, ma va bene così.

(FG) - Qual è l’ambiente che ti è più consono per scrivere?

(AG) - La mia scrivania, possibilmente in silenzio, o con un po' di musica di sottofondo. Non c'è davvero posto migliore per produrre qualcosa. Ho provato anche a scrivere in viaggio, ma al limite riesco a prendere qualche appunto, nulla più.

(FG) - Hai bisogno di qualcosa in particolare quando scrivi?

(AG) - Una connessione a Internet. Sembrerà banale, ma la possibilità di accedere a ogni informazione utile senza alzarsi dalla sedia è un vantaggio davvero irrinunciabile.

(FG) - Quanto ti fa infuriare il lavoro quotidiano nella tua realizzazione come scrittore, insomma quanto ti succhia?

(AG) - Diciamo che ho un lavoro che mi lascia qualche ora morta ogni settimana. Ore che sfrutto per scrivere (attenzione, mi riferisco anche agli articoli del blog, che per me sono parte integrante del discorso scrittura). In un mondo ideale mi piacerebbe mollare il lavoro, non certo affine alle mie passioni creative, per occuparmi solo di libri etc etc. Purtroppo però vivo in Italia, e di gente disposta a investire su questo genere di attività ce n'è davvero poca.

(FG) - Ti sei mai chiesto che futuro possa avere la narrativa?

(AG) - In Italia? Non molto buono. I segnali ci sono e li conosciamo bene. La gente non legge, non spende per i libri, e gli editori, dal canto loro, vendono sempre più spazzatura usa e getta. Gli ebook vengono visti ancora come qualcosa da piratare, non da comprare. C'è poco da essere ottimisti.

(FG) - Cosa pensi dei critici che girano sul web?

(AG) - Una volta c'erano critici più onesti. Non parlo di secoli fa, bensì di uno o due anni fa. Poi qualcuno ha capito che per fare “hit” sui blog occorre scatenare sempre dei bei putiferi, quindi molto blogger hanno cominciato a darci giù duro con insulti e polemiche costruite a tavolino. Per contro ci sono anche quei recensori a cui tutto va bene, che non scrivono mai una riga di critica su quel che leggono. Poi, scava e scava, si scopre che sono i primi a voler entrare nel mondo editoriale, e che quindi non possono mai esporsi più di tanto.
Tutto quello che sta nel mezzo di queste due categorie rappresenta invece il meglio della critica libera e indipendente. Ma oramai sono rari come gli animali in via d'estinzione.

(FG) - E dei blogger/lettori che frequentano il tuo blog?

(AG) - Ne penso tutto il bene possibile. Come potrebbe essere altrimenti? Senza di loro mi sarei già stancato di scrivere e di aggiornare il blog. Quindi grazie a tutti, davvero.

(FG) - Ciò che mi colpisce in particolare del tuo carattere è il dinamismo che fai trasparire e la miriade di progetti di qualità che sforni: il Survival Blog, Ucronie Impure e ora Come September Projet, ma quando dormi?

(AG) - Quando un progetto mi prende, lo porto avanti in modo febbrile, a volte perfino con troppa fretta di giungere a un dunque. È anche vero che quest'anno mi sento davvero stanco. Credo che da settembre mi dedicherò al Come September Project e a un po' di saggistica “light”, abbandonando però altri progetti troppo complessi. Ho bisogno di tirare un po' il fiato.

(FG) - Non ti chiedo altro, ho approfittato abbastanza. Grazie mille per la disponibilità Alessandro.

(AG) - Grazie a te per avermi concesso questo spazio per raccontarmi! Spero di non aver annoiato i tuoi lettori ^_^


Alessandro GirolaAppassionato di cinema e letteratura di genere, con un occhio di riguardo per l’ucronia e i misteri, ha pubblicato diversi lavori sotto licenza Creative Commons. Recensore e revisore di testi, cura il “Blog sull’orlo del mondo” dove è possibile trovare le sue opere in formato ebook, oltre ad alcuni progetti di scrittura partecipativa.


12 commenti:

  1. Ecco lo sapevo il solito lavoro per far felici gli amici degli amici, e sopratutto le amiche bone delle amiche bone.LOLXD XD XD
    E scommetto che dietro questo post c'è lo zampino della cospirazione Maja ( e i Maja come ben sapete erano notoriamente tutti massoni LOL), nonchè i rosacroce e gli alieni.:D :D :D
    LOL
    Tanto lo so che l'intervista l'avete fatta dentro area 51! LOL :P
    Fine della parte scherzosa (e spero si capisca), che dire?
    Ragazzi sono orgoglioso di essere vostro amico. ;)
    Ecco lo sapevo, sono il solito finto-critico ruffiano che popola la rete.LOL
    E scusatemi se ho scherzato. Bella intervista; bravi ad entrambi.

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  2. Non vale, Nick mi ha "rubato" il kommento kattivo (rigorosamente con le kappa) de "i soliti amiketti"!
    XD

    Per par condicio con Nick mi accodo a Glauco e al suo "bella intervista".

    Passo e chiudo.

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  3. Non mi sono affatto annoiato, bella intervista! Complimenti a entrambi! ;)

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  4. Buona conversazione, un momento sereno per parlare di cose interessanti.

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  5. bella intervista, ho scoperto ora dell'esistenza di Girola e sono andata subito a scaricarmi il suo ebook (1936) ... quindi direi che gli hai reso un buon servizio!

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  6. Grazie a tutti e soprattutto a Ferruccio per lo spazio concessomi :-D

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  7. Grazie mille a tutti: Alessandro se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti:-)

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  8. Confermo: belle domande e belle anche le risposte, anzi, più che belle, condivisibili :)

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  9. Ottima intervista davvero - esplorare la mente di Alex è sempre un piacere...

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  10. @ Davide, stay tuned, che quasi ci sono con le domande su "Il crocevia del mondo":-)

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