domenica 17 luglio 2011

Past

Il titolo non ha niente a che vedere con la grammatica e i tempi verbali della lingua inglese. Come non ha nulla da spartire con i software per paleontologi: il past in questione è un tradizionale pranzo comunitario che si svolge, di volta in volta, nei vari maggenghi che circondano il paese. 

Ieri non avrei dovuto parteciparvi, anche perché si corre il rischio di fare le ore piccole davanti alle cantine improvvisate, ma complice un po’ di sole e la non voglia di cucinare ha fatto sì che mi ritrovassi a mangiare un piatto di minestrone di riso e della carne di manzo lessata, cotti in calderoni enormi sopra un focolare all’aperto: un qualcosa legato alla tradizione e ai riti contadini di una volta.

Allora la festa si svolgeva al termine della stagione estiva. Erano macellate delle pecore da cui si produceva la carne e ogni nucleo famigliare prenotava e riceveva la sua parte dietro un modestissimo compenso. Poi dopo il pranzo, la sagra continuava con tanti piccoli momenti comunitari che vedevano intervenire tutti i partecipanti. Tutto aveva termine soltanto alle ore piccole della notte e serviva per appianare le contese nate durante l’estate.

Adesso di past, nell’arco della stagione, se ne svolgono circa una ventina. Non servono più ad appianare liti e cancellare rancori e il più delle volte sono le varie associazioni e le compagnie dei vari maggenghi che ne assumono la responsabilità della realizzazione. Magari per incassare qualche soldo da devolvere in beneficienza, o utile a migliorare il servizio di qualche ente o associazione locale.

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