sabato 25 giugno 2011

Sterminate quei cani

Dorothy abitava in mezzo alle grandi praterie del Kansas, con zio Henry che faceva il fattore e zia Emmy, sua moglie. La casa era piccola perché il legno per costruirla era stato portato da lontano e con gran fatica, fatta di una sola stanza. I mobili erano pochi: una credenza per i piatti, un tavolo, poche sedie, una stufa arrugginita e due letti: uno grande, in un angolo, per gli zii e un altro piccolino per Dorothy nell'angolo opposto.

Lo avete riconosciuto? È l’incipit de Il meraviglioso mago di Oz, uno dei più famosi romanzi per ragazzi di tutti i tempi, sicuramente la storia per bambini più celebre d’america.

Be’ diventa difficile credere che Lyman Frank Baum l’autore di questa favola resa celebre anche al cinema grazie all’interpretazione di Judy Garland possa aver scritto anche degli editoriali razzisti in merito agli eventi che condussero al Massacro di Wounded Knee.

Baum scrisse alcuni articoli per il Saturday Pioneer, definendo cani piagnucolosi i nativi americani e auspicando che fossero sterminati, perché soltanto in quel modo la sicurezza dei coloni bianchi sarebbe stata garantita.

Dopo il massacro, Baum non si accontentò e rincarò la dose in un secondo editoriale, in cui criticò il governo degli Stati Uniti per essere stato troppo blando e insistendo che gli indigeni fossero spazzati via dalla faccia della Terra

Soltanto nel 2006, due discendenti di Baum si sono scusati con la nazione Sioux per qualsiasi male causatogli dal loro antenato.

17 commenti:

  1. il razzismo in america sopratutto fino a prima degli anni 60 era un fatto normale che faceva parte della vita di tutti i giorni. è ironico pensare che un paese nato dal multiculturalismo (venivano accettati persino gli ebrei cosa eccezzionale per il 1700) poi avevano misure pesantissime verso i negri o i nativi americani paragonabile ai nazisti.
    sopratutto verso i nativi è stato compiuto un massacro spaventoso perpetrando uno sterminio di circa 10 milioni di persone, anche su questioni riguardanti l'eugenetica hitler si è rifatto su dei libri di autori americani, senza parlare ce fino agli anni 60 in america era legale sperimentare i nuovi farmaci sugli orfani.... e speso questi orfani erano anche negri quindi non importava a nessuno quello che gli succedeva.

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  2. Da ieri attendevo con ansia questo post (Il mago di Oz è uno dei libri simbolo della mia infanzia). Porca miseria mi è crollato un mito.
    Che poi l'autore ha un nome che suona così innocuo, pare un budino.
    Va bè, supereremo anche questa:)

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  3. Aggiungine uno alla lista di quelli che non penseresti mai razzisti.
    il dottor Conrad Lorenz, fautore dello sterminio degli ebrei, tanto dolce e tanto caro con le sue paperelle.
    Per me che da grande volevo fare l'etologa è stato un colpo durissimo. E non riesco più a leggere i suoi scritti con la stessa passione di prima.

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  4. Bruttissima storia che non inficia il valore del romanzo. Bisogna sempre distinguere tra opera e autore a mio parere. Vedi anche le accuse antisemite mosse a Simmons.

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  5. @ Cripto: brutte storie:-(

    @ Simone: oh mi spiace, supererai anche questa:-)

    @ Paola: di Lorenz ero al corrente, mi ha lasciato frastornato.

    @ Eduardo: sì certo, il romanzo è un'altra cosa, ma questi post sono un po' dei pettegolezzi:-)

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  6. Caspita non lo sapevo!

    Grazie mille per il bel commento e buon fine settimana.

    CIAO!!!

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  7. Non c'è che dire, già quando avevo scoperto certi trascorsi non proprio idilliaci di Walt Disney ci ero rimasto di sasso. Voglio dire, Zio Walt, l'inventore di Topolino, ma come si fa?
    Adesso con Baum e Lorenz è ancora peggio.

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  8. @ Simone: No, dài, si può sopravvivere:-)))

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  9. Non l'avrei mai detto. Sconvolgente.

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  10. @ Ariano: lo avevo letto su Seppellite il mio cuore a Wunded Knee se non sbaglio

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  11. cmq secondo me non si deve far l'errore di giudicare con standard odierni personaggi del passato perchè vivevano in contesti copletamenti dai nostri...
    p.s anche lovecraft e howard erano razzisti.
    ma anche altri romanzi dove il negro e descritto bene e con un messaggio anti schiavista difficilmente in un contesto attuale poteva essere considerato non razzista, negli anti schiavisti c'erano diversi gradi..... da quello che voleva una separazione razziale a quelli che considerava il negro (cmq anche se da rispettare) pur sempre un negro, ma considerando che si parla del 19 secolo ci può anche stare, bisogna ricordare che gli americani pur facendoli combattere nell'esercito quindi facendoli sagrificare per il loro paese legalmente un negro non sarebbe mai stato uguale a un bianco fino agli anni 60.

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