venerdì 3 giugno 2011

La mia prima volta… ehm storia

Domenica scorsa, dopo essere rientrato da una passeggiata fortunata, mi sono messo alla ricerca di qualche aneddoto riguardante Jay McInerney: il tutto per poter realizzare un post con qualche sua curiosità

Qualcosa ho trovato, ma devo rielaborarlo per potergli dare un po’ di enfasi, così per ora rimane lì sul disco fisso del mio pc in attesa. Tuttavia una cosettina dell’autore americano mi è servita subito, il paragrafo che mi ha aspirato questo post:

“Il primo libro, come il primo amore, è quello che non riesci a toglierti dalla testa e io non dimenticherò mai quando Gary mi telefonò per dirmi che la casa editrice Random House aveva acquistato il mio primo romanzo, ancora senza titolo. 1982, vigilia di Natale. Ero fresco di laurea al Dipartimento di inglese della Syracuse University, vivevo con la mia fidanzata in un piccolo appartamento in affitto, di fronte alla casa di Raymond Carver. Ero letteralmente al verde e sul punto di chiedere un prestito a mio padre per comprare i regali di Natale. Gary [l'agente letterario n.d.r.] si accordò per farmi recapitare in gran fretta la prima metà dell'anticipo, non una gran somma, ma per me, all'epoca, si trattava di un sacco di soldi.”

Insomma mi ha fatto riflettere e mi ha ricordato il primo lavoro completo che ho scritto. Non è mai stato pubblicato e ancora non è stato letto da nessuno. Parlo di un romanzo dal titolo pomposo “La porta del trionfo”: una Space Opera a metà tra Guerre Stellari e I promessi sposi, per ora parcheggiato, come il post di McInerney sull’hard disk del Mac.

Un romanzo indimenticabile per me e potete scommetterci che prima o poi lo riprenderò e lo sistemerò come merita.

E voi ricordate la prima storia importante che avete scritto?

7 commenti:

  1. Dici bene, prima storia "Importante". Ho scritto due... *coff coff* romanzi prima di quello che ho deciso di inviare agli editori, ma non guardo a loro con grande malinconia. Il primo libro del ciclo che sto scrivendo, invece, mi fomenta ancora ^^ Ma come lui anche il secondo libro del ciclo, e il terzo che sto scrivendo. Credo che fino alla pubblicazione, tutti i libri che ti soddisfano sono un po' il "primo libro"... Poi chissà, magari è solo un fatto mio, e anche con la (sperata) pubblicazione non cambierà nulla :)

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  2. Io non ho scritto storie importanti :)

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  3. Una space opera? E che aspetti a darla alle stampe? :)

    Io non ho scritto praticamente nessuna storia.
    Però quando tu mi hai mandato "i ragni zingari" per quel microraccontino del microconcorso, quella è una cosa che mi ricorderò sempre: un oggetto materiale in cambio di una storia, per insulsa che fosse, è una sensazione che non si dimentica.

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  4. Il tema di terza elementare: "Scrivi cosa hai fatto durante le vacanze estive". Indimenticabile.
    Neanche la maestra era male, ora che ricordo... ;)

    Comunque la tua space opera, adesso la devi pubblicare!! Non si puà lanciare il sasso e poi nascondere la mano!!

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  5. @ Maurizio: lasciati fomentare:-)

    @ Daniele: vuoi dire che non ti importa quello che scrivi? LOL

    @ Michela: mi lusinghi:-)

    @ Eddy: già. coraggio Ferruccio:-)

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  6. Bel post, Ferru, l'ho visto solo ora. Beh, la storia di McInerney, mi ricorda un po' quella di King e di altri autori che stavano morendo di fame. Fanno bene in parte queste storie, ci fanno sognare e ci fanno produrre :-)
    Il primo lavoro importante che ho ultimato, lo hai tra le mani. Da quando l'ho scritto a oggi, ne ho completati degli altri, ma quello lo ricorderò sempre :-D

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