venerdì 6 maggio 2011

Un decalogo per scrittori

Oggi  vado per le spicce. Ho trovato questo decalogo per scrittori, scrittori inesperti si dice nel blog Samgha. Si tratta di un articolo scritto da Bruno Nacci. Ho strascritto soltanto i punti essenziali di per sé già significativi, ma aggiungo naturalmente l’articolo completo. 
Discutibile?

1 - La scrittura non ha nulla a che vedere con la lettura, così come guidare un off-shore non ha niente a che vedere con il nuoto, anche se entrambe le attività si svolgono in mare.

2 - A nessuno verrebbe in mente, ignorando il pentagramma e non sapendo suonare alcuno strumento, di mettersi al piano e di eseguire l’Hammerklavier di Beethoven. Molti si siedono al computer o alla macchina da scrivere e iniziano il capolavoro.

3 - Costruire un racconto è come costruire una sedia.

4 - Si è mai chiesto a un falegname se costruendo sedie intende esprimere la sua concezione della vita? Oppure: che forma assumerebbe in una sedia la concezione della vita del falegname?

5 - Per prima cosa la sedia deve stare in piedi, per seconda cosa deve essere quanto più comoda possibile.

6 - Chi scrive un racconto non può raccontare quello che vede o sente, ma deve rappresentare quello che vede, costruirlo, che è molto più difficile e serve tra l’altro per riflettere sulla propria capacità di vedere

7 - Il racconto si svolge necessariamente nel tempo e dunque chi scrive deve misurare attentamente la relazione tra il tempo della scrittura, il tempo narrato e il tempo della lettura: quasi mai i tre tempi coincidono. A volte sono necessarie più parole per descrivere un’azione, perché una descrizione più sintetica ha l’effetto di un movimento accelerato, ridicolo, anche se il significato è lo stesso. A volte il contrario.

8 - Chi scrive non deve mai innamorarsi di un’idea.

9 - Chi ama la gloria e scrive per la gloria può ricordarsi che tra un miliardo di anni (se non succede niente prima) il sole avrà reso irriconoscibile l’intero sistema solare. Meglio scrivere per soldi. Meglio ancora per il piacere di scrivere e d’imparare a scrivere.

10 - A volte anche i mediocri scrittori o i dilettanti hanno un’idea fulminante, come quell’amico che voleva iniziare un romanzo così: «La bambina, grazie a dio, era morta». Incipit splendido, ma come andare avanti? Una frase può suggerire un romanzo, ma è solo un mattone. La fatica di mettere uno sull’altro migliaia di mattoni, di controllare continuamente il filo a piombo, di preparare la malta, di segare le assi ecc., questo è il duro lavoro dello scrittore, e a volte viene da chiedersi: chi glielo fa fare? Niente dovrebbe appassionare uno scrittore più della costruzione, non la lingua non il bello scrivere, non la bravura, non la cultura, ma la semplice costruzione. Infatti il lettore si innamora dei personaggi, si appassiona a quello che accade, patisce, spera o soffre, attende con ansia la pagina successiva. Oppure smette alla prima pagina. La magia della scrittura narrativa è tutta qui. Il resto, come direbbe il generale Patton, sono balle.

16 commenti:

  1. Mah, io penso che bisogna anche assecondare l'obiettivo con cui si scrive. Quando questo tizio dice "Si è mai chiesto a un falegname se costruendo sedie intende esprimere la sua concezione della vita? Oppure: che forma assumerebbe in una sedia la concezione della vita del falegname?" evidentemente si riferisce alla narrativa di intrattenimento, quella in cui l'autore deve seguire il gusto dei lettori che cercano svago.
    Ma non tutti scrivono con quello scopo. E poi, posso contro-citare un grande del passato come Chesterton, che diceva che in ogni suo scritto e persino in ogni sua discussione metteva la sua concezione della vita... Insomma, non credo che esistano formule univoche.

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  2. Strano che in uno stesso articolo, dette da una stessa persona, coesistano alcune cose francamente poco sensate e altre invece acute e intelligenti. Mi lascia spiazzata.
    "Che forma assumerebbe in una sedia la concezione della vita del falegname?" La concezione della vita non lo so, ma un falegname che ha costruito sedie per anni spero che metta il sé stesso di tutti quegli anni per costruire una nuova sedia, se no che ha campato a fare fino a ora?
    Quanto all'Off-shore, salici pure, convinto che non ti serva di saper nuotare, poi alla prima onda ne riparliamo. Tale affermazione non merita neppure di essere discussa.
    Il punto 7 e il punto 10 hanno un loro valore, sono interessanti e degli di considerazione.
    Mah...

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  3. "8.1 Prima di scrivere un romanzo, cimentarsi in un romanzo o in un racconto di genere, perché lì le regole della retorica sono meglio definite (la retorica intesa come mediazione, luogo d’incontro tra le aspettative di chi legge e il mestiere di chi scrive) e si corrono meno rischi di naufragare nell’indefinito, lì s’impara il mestiere e ci si mette alla prova. Non è più facile scrivere un buon giallo o un racconto di fantascienza, ma richiede una stretta osservanza, un controllo sulla scrittura che educa alla disciplina letteraria." dice l'articolo. Forse la narrativa di genere è solo propedeutica ad altro che dovrebbe essere, implicitamente, il lavoro serio e definitivo? Asimov e Lovercraft sarebbero morti senza aver prodotto mai una riga di 'vera letteratura'? Comunque da uno che lavora per le edizioni S. Paolo me lo aspettavo.
    Temistocle

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  4. Commento per punti:

    1) Non ho niente da obiettare. Sono due attività molto diverse, quasi facce opposte di una medesima medaglia.

    2) Moltissimi si siedono al computer (ben pochi, credo ormai alla macchina per scrivere) e pensano di fare il capolavoro. Per questo penso che il computer sia stato molto deleterio per la letteratura, ma molto peggio della tastiera Bontempi per la musica.

    3) Una specie. La metafora non mi convince del tutto, ma non riesco a capire perché. Forse perché sento i problemi del punto 4.

    4) Questo lo vedo decisamente opinabile. La funzione della sedia è fornire un appoggio ai deretani del mondo. In secondo luogo ha l'estetica. Il falegname pensa alle categorie qualitative della sedia. Non puoi mescolare quelle (ipotetiche) di un'opera letteraria (la concezione della vita eccetera) con quelle di un mobile. Peraltro è possibile che il falegname riversi nella sedia - rispetto alle caratteristiche della sedia - la sua concezione della vita.

    5) La prima vale anche per il racconto. Ma la comodità? Ci manca qualcosa.

    6) Questa la trovo un po' confusa. Non capisco la necessità di distinguere tra raccontare e rappresentare (o costruire). Chi decide di raccontare qualcosa, sceglie di dire quello che vuole (che vede, sente, immagina, annusa eccetera) con gli strumenti della lingua mediati dal suo talento, la sua tecnica e la sua creatività.

    7) Questo della non coincidenza dei tempi è vero ed è un punto molto delicato per chi scrive.

    8) Falso. Questa la riscriverei così: "Chi scrive dev'essere disposto a rinunciare a un'idea".

    9) Non ho capito dove volevi arrivare con questa.

    10) Non sono d'accordo. Non conta solo la costruzione. Questo è l'approccio più classico dello scrittore di genere. Conta invece anche la lingua, eccome!, conta anche lo stile, eccome!, conta anche la cultura, eccome! Deve contare tutto. Ci sono costruzioni banalissime che ti portano via solo per lingua, stile, cultura eccetera.

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  5. La cosa interessante, in questi decaloghi, è ciò che scatenano in seguito. Ogni scrittore scrive seguendo la "propria visione" della narrativa, per cui le sue regole non calzano mai alla perfezione con quelle esposte da altri.

    E' il bello dell'essere umani. Io... be', mi pare strano ma oserei citare uno dei miei capi sul lavoro:

    - Le regole sono fatte per essere violate.

    Mi piace molto il paragone col falegname. Una sedia è un oggetto con l'anima. Forse è un oggetto semplice, ma un mondo senza sedie sarebbe parecchio scomodo! ^_^

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  6. Stampato&inserito nella Moleskina di aspirante scrittrice...grazie!

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  7. Faccio come il Marziano.

    1 - Il mare è il mare - conoscerlo non significa fare solo off-shore o solo nuoto.
    La parola scritta ha due espressioni - la scrittura e la lettura.
    Scrivere senza sapere quali sono le dinamiche della lettura è fattibilissimo.
    Ho anche conosciuto pistoleri ciechi e musicisti sordi...

    2 - Lo strumento meccanico non crea il testo, si limita a trasferirlo dal cervello dell'autore al supporto.

    3 - Richiede precisione, cura, tecnica ed i materiali e gli strumenti opportuni.

    4 - Si è chiesto eccome.
    Poiché il bravo artigiano esprime la propria essenza nell'oggetto che crea, sintetizzandone la propria esperienza di vita.
    Come disse il Duka Wen Hui al macellaio, "Perfetto! Ascolto le tue parole su come si macella un bue, ed apprendo i principi della vita!"

    5 - ... ma esistono scatole, o sassi lungo i fiumi, o mucchi di stracci, che svolgono la stessa funzione, ed a volte sono anche più comodi.
    Ed ho visto sgabelli tramutati in fioriere, e sedie usate come fermaporta.
    L'idea che la funzione sia legata alla struttura è un'illusione.

    6 - Si chiamano metafore e similitudini. Da sole non bastano.

    7 - Crack, il meccanismo si spezza - se è necessario conoscere il tempo della lettura, allora il punto 1 era falso. Altrimenti è falso questo.

    8 - Chi scrive deve provare amore per tutto ciò che mette su carta.
    Altrimenti, perché scriverlo?

    9 - I soldi o la nostra arte come scrittori sono transitori quanto la gloria. Si deve scrivere per quello che per noi, in quel preciso momento, è il motivo giusto.
    Non esiste altro motore, non esiste altra spinta.
    Restando consapevoli del fatto che non durerà.

    10 - A volte anche i grandi scrittori scrivono idiozie.
    A questo punto come la mettiamo?

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  8. la 9 è sensazionale... ahahaha!

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  9. Il punto due va contro il punto uno.

    Il decalogo volevo scriverlo anche io, lo sai? Mo' m'hanno fregato l'idea :D

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  10. @ Ariano, anch'io non mi trovo molto d'accordo e speravo nelle vostre considerazioni:-)

    @ Michela: ha sconcertato anche me quando l'ho letto:-)

    @ Tim: belle domande poni, sto pensando a un post...

    @ Glauco: verissimo:-)

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  11. @ Il grande marziano: splendida contro analisi, che altro dire, complimenti:-)

    @ Liber@discrivere: non bisogna buttare nulla:-)

    @ Davide: vale lo stesso discorso fatto con Il Marziano.

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  12. @ Enzo:-)

    @ Daniele, fallo lo stesso il tuo decalogo:-)

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  13. Ognuno ha il suo decalogo in testa su qualunque argomento, mi sa! Curiosamente oggi mi son imbattuta in un post che mi ha divertito assai, proprio su come diventar un grande scrittore. Te lo lassio. http://incomaemeglio.blogspot.com/2011/04/come-diventare-un-grande-scrittore.html

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  14. tutto è vero, tutto è falso, tutto si distrugge.

    VIII legge della gelodinamica

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  15. @ gelostelllato: inviami le altre sette leggi che tic reo un post :D

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