venerdì 13 maggio 2011

Italiani: popolo di lettori

Qualche giorno fa è uscito il resoconto dell’Istat riguardante la lettura nel nostro paese per l'anno 2010. Secondo questi dati è aumentato il numero delle persone che ha letto almeno un libro.

Be’ aumentati per modo di dire.

In termini percentuali l’aumento si è avuto passando dal 45,1% del 2009 al 46,8% dell’anno scorso che, in cifre, significa 26 milioni e 448 mila persone.

Gli intervistati sono persone con un’età superiore ai sei anni e hanno dichiarato di aver letto, per motivi non legati alla scuola o al lavoro, almeno un libro durante i 12 mesi precedenti.

Secondo l’indagine i lettori più “accaniti” vivono nel Centro-Nord della nazione e, sempre secondo la ricerca, a favorire la lettura nei bambini e nei ragazzi è la consistenza della biblioteca che si possiede in casa. 


Da notare che almeno il dieci per cento delle famiglie italiane non possiede un libro in casa.

Naturalmente allego il testo integrale con i risultati dell’indagine, ma se non vi interessa potete sempre legger un libro.

13 commenti:

  1. Dovrei essere contento, però un libro l'anno mi sembra ancora troppo poco. E cosa facciamo se per libro intendono anche gli scritti di Vespa e Corona?

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  2. Rientro appieno nella statistica. Soprattutto nell'età superiore ai sei anni. Però però, il 10% di famiglie senza manco un libro in casa, è pesante come notizia!

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  3. Dovrebbero guardare COSA leggono.
    Le cagate di vespa o emilio fede sarebbero da contare come MENO 5, non più 1.

    Comunque io negli ultimi dodici mesi credo di aver letto almeno una decina di libri, praticamente tutte le opere horror di lovecraft più qualcos'altro

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  4. una famiglia su dieci non ha NEPPURE un libro?
    Mi associo e allibisco in compagnia...

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  5. Rabbrividiamo. Brrrrrr...
    Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti!

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  6. @ Pallequadre: la qualità prima di tutto., sono d'accordo:-)

    @ Michela: incredibile eh, quasi non ci credo:-(

    @ gian: siamo senza via di fuga:-)

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  7. beeee quarda che a me non manno neanche intervistato quindi quali 26milioni???????????????
    la verita che le indagini di mercato sulle vendite le trovi alla camera di commercio e allente statale agenzie entrate quindi tutti quelli che intervistano 2 3 persone se ne vadano a casa grazie e p.s. la verita che il calo commerciale dei libri e molto reale e il secondamano o il passa mano e una realta che funziona da anni bay bay

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  8. @ Dentro la notizia: non ti arrabbiare LOL, mi sono limitato a riportare dei dati, grazie del contributo e della visita

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  9. A parte la veridicità presunta della statistica,

    se mi è concesso, direi che è l'arte in se stessa ad essere in netta discesa, ma, come sempre, gli editori scaricano le loro colpe sui lettori. Quello che voglio dire è che il più delle volte si cerca la strada più facile per arrivare al successo. Il musicista con effetti speciali che il giorno dopo ti rimbombano ancora nelle orecchie, il pittore con colori che fanno letteralmente venire il mal di stomaco e il più delle volte si può guardare la loro "opera" anche al rovescio che tanto è la stessa cosa, mentre lo scrittore, per non fare torti agli altri, si "butta nel sociale" volendo far passare per veritiero ciò che scrive, anche se è palese una sua tendenza politica e la stortura dei fatti reali. Per non parlare poi di coloro che usano termini che fanno a "cazzotti" con la decenza i quali, se è pur vero che a primo acchito fanno colpo sul lettore, in pratica nessuno di questi si sognerebbe di conservare storture del genere nella propria libreria. Credo ci sia parecchia differenza tra "Arte" e "uso della parola". La prima rimane nella Storia e ognuno ne vuole conservare un pezzo nella propria libreria, la seconda è come fumare una sigaretta che al momento dà piacere ma che a lungo diventa nociva... Ma, ahimè, oggi si protende verso la seconda opzione, più per cui non si lamentassero!! :-)

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  10. La lettura è una cosa che ti permette di viaggiare con il cervello. Io fin da piccola leggo di tutto

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  11. Anche io sin da piccola sono stata abituata a leggere, non per dovere ma per piacere. Purtroppo non in tutte le famiglie viene insegnato ai bambini che leggere è un passatempo piacevole, e non una tortura scolastica.

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