martedì 19 aprile 2011

Call Me… incipit

Stavolta non propongo nessun incipit da indovinare. Dopo avervi tempestato con quesiti su racconti e romanzi, ho deciso di cambiare barricata e di passare al nemico. 
Siete voi adesso che dovete suggerire il primo paragrafo di un romanzo, ma non uno qualunque.
Scegliete quello che più vi piace.

Lo so che esiste.
Lo so che c’è.

Questa richiesta nasce dal fatto che da qualche settimana sto cercando di recuperare l’incipit più bello del mondo, per classificarlo nei miei record letterari, ma cerca cerca, il vaglio delle pagine di google non mi porta risultati.

Ora mi rendo conto di quanto sia generica una simile ricerca, perciò aiutatemi: non calpesteremo i piedi al mondo, ma il mio blog potrebbe adattarsi.
Poi, vedete voi, se volete aggiungere anche l’autore o no. Insomma potremmo creare un piccolo circolo vizioso, tanto per divertirci un po’.

A proposito il mio incipit preferito è nascosto nel titolo del post e mostrato al pieno sulla maglietta in fotografia.
Ultima cosa, non fate i dritti come me, aggiungetelo utilizzando la lingua italiana.

23 commenti:

  1. "Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace." ITALO CALVINO - SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE

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  2. bene Gian, Calvino per ora è in testa:-):-

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  3. Non il mio romanzo preferito, ma l'autore probabilmente sì, nel senso di racconti più brevi. :)

    "...i particolari dell'ammutinamento e del feroce massacro, che avvenne a bordo del brigantino americano Grampus, in rotta verso i mari del Sud e della susseguente cattura del vascello per opera dei sopravvissuti; il loro naufragio e gli orribili patimenti che soffrirono per la fame; il loro salvataggio da parte della goletta britannica Jane Guy; la breve crociera di quest'ultima nell'Oceano Antartico; la sua cattura e la carneficina dell'intero equipaggio in un gruppo di isole dell'84° parallelo di latitudine sud, insieme con molte altre incredibili avventure e scoperte compiute più a sud, in seguito a quel calamitoso disastro."

    Ve lo lascio indovinare! Non barate cercandolo online! :D

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  4. @ Occhio sulle espressioni: non lo so:-)

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  5. Uhh che bei ricordi Occhio sulle espressioni! Ammetto che sono andato a googolare perché non ricordavo ed infatti ero completamente fuori strada. Però quel libro mi era piaciuto parecchio. Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo! ;)

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  6. 'E' una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c'è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch'io possa dire «Ecco cos'ero prima di nascere». Non so se vengo dalla collina o dalla valle, dai boschi o da una casa di balconi. La ragazza che mi ha lasciato sugli scalini del duomo di Alba, magari non veniva neanche dalla campagna, magari era la figlia dei padroni di un palazzo, oppure mi ci hanno portato in un cavagno da vendemmia due povere donne da Monticello, da Neive o perché no da Cravanzana. Chi può dire di che carne sono fatto?"
    Cesare Pavese - "La Luna e i Falò"
    Giacomo

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  7. 'E' una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c'è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch'io possa dire «Ecco cos'ero prima di nascere». Non so se vengo dalla collina o dalla valle, dai boschi o da una casa di balconi. La ragazza che mi ha lasciato sugli scalini del duomo di Alba, magari non veniva neanche dalla campagna, magari era la figlia dei padroni di un palazzo, oppure mi ci hanno portato in un cavagno da vendemmia due povere donne da Monticello, da Neive o perché no da Cravanzana. Chi può dire di che carne sono fatto?"
    Cesare Pavese - "La Luna e i Falò"
    Giacomo

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  8. Come qualcuno ha intuito è il Gordon Pym di Poe. :) Ferruccio, se non lo hai letto... straconsigliato!
    @gian_74: anche per me sono bei ricordi, l'ho letto che ero molto giovane. :)

    Luigi

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. «Stavo in ufficio, il contratto d'affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi. Era una giornata infernale e il condizionatore d'aria era rotto. Sul piano della scrivania stava camminando lentamente una mosca. Allungai un braccio, abbattei il palmo della mano e la spedii all'altro mondo. Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillò il telefono.»
    CHARLES BUKOWSKI, Pulp, 1964.

    Dammi pure il primo premio ^^

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  11. Rinuncio al "più bello del mondo" (indeciso come sono, impazzirei dietro a 'sta cosa per mesi - e comunque già il tuo Call me Ishmael è un serio candidato!) e mi limito a metterne uno di un romanzo che mi è piaciuto, e che è stato scritto da uno dei miei autori preferiti. Non aggiungo niente per lasciare il gusto del quiz:

    "Stavo cercando un posto tranquillo per morire".

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  12. Certo che anche Zio Scriba ha sempre buon gusto :-)

    E.

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  13. @ Grazie Giacomo per il contributo:-)

    @ Luigi: ho letto molti racconti di Poe, ma stranamente non il suo "capolavoro". Recupererò.

    @ Emanuele: questo lo avrei riconosciuto senza leggere:-)

    @ Zio Scriba: la classe non è acqua, ha ragione Emanuele:-)

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  14. Se ne stava rannicchiato tra due auto in sosta e aspettava il prossimo colpo cercando di coprirsi il volto. Erano in quattro. Il più cattivo era il piccoletto, con uno sfregio di coltello lungo la guancia. Tra un assalto e l'altro scambiava battute al cellulare con la sua ragazza: la cronaca del pestaggio.
    Menavano alla cieca, per fortuna. Per loro era solo un gran divertimento. Pensò che potevano essergli figli. A parte il negro, si capisce.
    Pischelli sbroccati.
    Pensò che qualche anno prima, solo a sentire il suo nome, si sarebbero sparati da soli, piuttosto che affrontare la vendetta.
    Qualche anno prima.
    Quando i tempi non erano ancora cambiati.


    Giancarlo De Cataldo, Romanzo Criminale

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  15. @ Angelo lo sapevo che avevi questa passione ( a proposito giovedì sono a casa e ti spedisco il libro)

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  16. Sì, subisco il fascino del male. Non ci posso fare nulla, io dei libri/film/fumetti parteggio per i cattivi.
    Quando poi i cattivi sono "veri", subisco maggiormente questo "fascino malsano".
    - ma solo a livello di fiction, eh! - ;)

    Ps: per il libro, come ti ho già detto, non c'è problema. Abbiam tempo fino a dicembre dell'anno prossimo... XD

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  17. " Cristo santo, che giornata!
    Il rimpianto condiviso, Santini e gli altri con gli occhiali scuri e le uniformi decorate, la tromba di un giovane cadetto puntata verso il cielo, le secche salve dell’onore – come rami spezzati per un piede in alto su di troppo –, e la bara del tenente Neffie O’Dougherty... "
    Ferru, se fai il bravo chiederò all'autore di inviarti... certo, tra maggio/giugno 2011.
    Ciao

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  18. @ Angelo in questi giorni parte comunque:-)

    @ Frank: ahaha, grazie mille:-)

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  19. Quoto in pieno zioscriba!
    ...Qualcuno mi raccomandò Treviso ;)

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  20. Nessun mistero. Il mio incipit è riconoscibilissimo. E perfetto.

    "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

    Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita".

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