domenica 20 febbraio 2011

Survival blog: cronaca di un'avventura

Domenica scorsa ho concluso la mia avventura con il Survival Blog di Alessandro Mcnab Girola. Un’esperienza esaltante sotto molti punti di vista: ho avuto l’opportunità di leggere, nei vari blog, episodi davvero originali e oltre a questo ho potuto scoprire un mondo pieno di fantasia e immaginazione. In più mi sono lasciato trascinare in un genere letterario che la mia narrativa non aveva mai affrontato.
Superfluo scrivere che sono soddisfatto del lavoro svolto, d’altra parte i numerosi commenti positivi ricevuti hanno suffragato questa sensazione e una tale constatazione e fatta nella maniera più spassionata possibile.
Non è stato facile. All’inizio ero piuttosto intimidito, tuttavia, settimana dopo settimana, mi sono lasciato coinvolgere e mi sono davvero divertito.
Ho avuto qualche problema negli ultimi tempi nel restare al passo con gli altri survivalisti per impegni di lavoro, ma in conclusione non sono pentito di aver dato il mio contributo, seppur minimo, alla pandemia.
Ho narrato in miei episodi – qui trovate i link che li cataloga – in prima persona, come hanno fatto quasi tutti gli altri survivalisti. 
La costante delle mie storie è stata la solitudine e non ho patito nell’immedesimarmi. Non perché mi senta solo, ma alcune esperienze vissute nel passato mi hanno, per così dire, aiutato.
Purtroppo non sono stato in grado di impostare una trama, se non negli ultimi due episodi, grazie al coinvolgimento di Nick, ma ho cercato in ogni momento descritto nei miei episodi di essere vero e sincero.
Si è trattato di un lavoro molte volte istintivo, frutto di sensazioni momentanee e per trasformare queste sensazioni in parole scritte non sono mai uscito dalle zone che conosco. La mia storia survivalista si è delineata lì: tra la Valvarrone con le sue miniere di ferro e la Valsassina con i suoi stabilimenti caseari in grotte. Lecco con i suoi centri commerciali e l’aeroporto di Linate.
Soltanto la città di Padova nei due ultimi episodi esula un pochino da quest’ambientazione biografica, ma ho ottimi ricordi di quella città legati alla mia fanciullezza.
Ora mi è difficile dire quale sia stato l’episodio che più mi ha appassionato scrivere, è dura trovarne uno: forse quello delle statuine di ghiaccio e l’ultimo postato li ritengo i migliori, ma sono pareri personali.
A posteriori mi rendo conto che in alcune situazioni ho sfiorato un linguaggio volgare, ma d’altra parte sfido chiunque a non esserlo quando siamo con l’acqua alla gola.
In definitiva credo di essere riuscito a trasmettere questa brutta sensazione, il disagio e la miseria che ci si può ritrovare addosso in momenti critici.
Confesso che in alcuni momenti mi sono quasi commosso, specialmente quando sono andato a riprendere i brani dei Devo, degli Ultravox, di Lou Reed e dei Rockets: musica della mia giovinezza.
Insomma, non voglio aggiungere nulla. Non me la sento di aggiungere nulla. Spero soltanto di non essere stato pesante e di avervi dato la possibilità di divertirvi per qualche decina di minuti nella lettura dei miei post. Vi lascio con un video che avrebbe potuto concludere la mia storia

7 commenti:

  1. Bene, anche Ferru ha pubblicato il suo resoconto :)
    Il mio arriva il 28.

    I post non li ho trovati volgari e anche io, come te, non ho avuto modo di creare una vera trama e ho scritto più di getto che seguendo una traccia.

    Comunque ci siamo divertiti e questo è quello che conta :)

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  2. Beh, è stata un'esperienza abbastanza imprevista e curiosa, e ognuno ha improvvisato nel modo in cui è più portato. Il mio SB non è stato né thriller né horror, ma molto psicologico, perchè questo è il mio modo di scrivere. Hai fatto bene a seguire il tuo istinto.

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  3. Spero che ti sia divertito; questo è il punto primario di ogni survivalista.
    Poi aggiungo anche che hai fatto benissimo ad ambientare il tuo SB in luoghi conosciuti. Anch'io, salvo il finale, ho fatto questa scelta, e devo dire che è stato bello rielaborare certe ambientazioni in chiave catastrofista....

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  4. @ Daniele, meglio così, ho sempre un po' di timore nell'usare un linguaggio esplicito:-)

    @ Ariano: A dire il vero non sapevo dove sarei andato a pare e questo mi ha molto stimolato.:-)

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  5. @ Alex: tantissimo e mi è spiaciuto essere assillato dal lavoro proprio nel momento più bello. Non posso che augurarti il meglio da questa tua esperienza, sei riuscito a coinvolgerci e a spingerci a dare il meglio di noi stessi.

    Capeau:-)

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  6. Ciao fratello.
    E' stato un piacere , piuttosto mi dispiace che il tuo periodaccio lavorativo ci abbia impedito di sviluppare una collaborazione ancora più strutturata. Ma vedrai che collaboreremo ancora.

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