lunedì 7 febbraio 2011

Lo scrittore più sopravvalutato del mondo

Digitando nella finestra di ricerca di Google la stringa di testo: Lo scrittore più sopravvalutato del mondo, si ottiene come risultato Dan Brown, seguito, però, da un punto di domanda. Questo particolare mi induce a pensare  che un simile primato non possa essere ottenuto con una  semplice indagine oggettiva.

Ora l’invidia per il successo stratosferico di qualche suo libro, le polemiche scaturite nei confronti delle sue tematiche, a scapito di uno stile letterario pulito e corretto, ma dal mio punto di vista impersonale e di fabbrica, suffragano in parte questa sopravvalutazione; tuttavia, mi rendo conto, che sarebbe disonesto affibbiargli un primato appetibile a molti altri autori.

Per esempio, in maniera personale, io  trovo molto sopravvalutato Douglas Coupland e a suo riguardo ho detto la mia anche in un commento sul blog di Abo.

In effetti, una classifica ipoteca con gli autori contemporanei più sopravvalutati l’ha stilata il Guardian, ma scorrendo i nomi (non ne conosco neppure uno) lascia il tempo che trova.

Insomma non è per niente semplice questa settimana  premiare un autore e la richiesta di aiuto che lancio non è campata per aria.
Inserite in un commento il vostro autore sopravvalutato. 

Anzi, non solo, invitate anche qualche vostro amico o amica a farlo, non è escluso che alla fine esca un profilo realistico.


20 commenti:

  1. Beh io avrei messo proprio Dan Brown,riguardo all'Italia magari metterei Melissa P. e la Tamaro.

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  2. Ho letto pochissimi autori italiani, quindi non saprei che dire al riguardo.

    Ho letto però quella cag*** de Il codice Da Vinci e mi è bastato. L'autore rientra appieno negli scrittori sopravvalutati.

    Ah, secondo me anche Mauro Corona è sopravvalutato.

    Sento parlare spesso anche di un certo Fabio Volo ma, non essendo un pilota, non l'ho mai letto :D

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  3. Secondo me uno molto sopravvalutato è Alberto Bevilacqua.
    Almeno uno dei suoi romanzi...
    Sono riuscito stoicamente a leggere fino a pagina 25, dopo mi ha fatto male il cervello.
    Ed in copertina a mò di presa per il culo ci stava pure scritto best seller...

    Poi vabbè, magari sono io che non capisco nulla

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  4. É sempre un rischio azzardare questi giudizi perchè significa aver letto tutti i libri (o la maggior parte) di un certo autore per poter decretare che è sopravvalutato. Ma io in genere quando un autore non mi piace mi fermo al primo libro e non leggo più.
    Comunque, posso dire che dopo aver letto "Seta" di Baricco la domanda che mi è venuta spontanea è stata: ma questo romanzetto inconsistente come ha fatto a piacere tanto? (peraltro ho notato che sono in molti a condividere i miei dubbi sul reale valore di Baricco)

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  5. Sono d’accordo coi nomi fatti dagli altri.

    @PalleQuadre: Io Bevilacqua non ho mai avuto la forza né la voglia di leggerlo, anche perché già a sentirlo parlare mi cadono le braccia.
    @Ariano: Non so il libro, ma Seta (il film) era una lunga e straziante (e non sto parlando di pathos ma di coglioni) lettera d’amore da Baricco a Baricco. Di suo ho letto solo un libro anni fa, ma non riesco a ricordarne il titolo né la trama, perciò ti lascio immaginare l’ottima impressione che ne ho avuto.

    Dulcis in fundo aggiungerei Alberoni e sua moglie, che ormai scrivono c****e in tandem, eppure le vendono.

    P.S. Degli stranieri… va beh, ci sarebbe Stephenie Meyer (Twilight) ma quella la prendono sul serio solo i bimbiminkia, quindi non so se conta.

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  6. @ Nick: non ho dubbi su Coupland, mi aveva davvero deluso:-)

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  7. @ Daniele: Volo? la miseria è anche un idolo per le ragazzine:-(

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  8. Per una volta sono disaccordo con Ariano su Baricco. Pur non avendo letto l'opera omnia, fino a tre quattro anni fa non mi dispiaceva affatto (poi non ho letto altro). Sicuramente quoto chi fa pollice verso per Moravia, a cui aggiungerei Cassola e Tamaro. Non mi pronuncio sugli ultimi cosi firmati Moccia e adolescenziali vari, non per l'argomento, ma per la scrittura. Tra gli stranieri getterei dalla torre sicuramente Dan Brown e i vari vampirologhi. Ma devo dire che sui contemporanei (italiani e stranieri) non sono molto preparato.
    Temistocle

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  9. Concordo con Google! Dan Brown è veramente una tafanata pazzesca! Anche se sono dell'idea che *sopravvalutare* sia dovuto ad un giudizio talmente personale che qualsiasi classifica lascia il tempo che trova. Insomma, cioè che piace a me può non colpire, o addirittura inquietare qualcun altro.

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  10. @ PalleQuadre: la penso come Giuda riguardo a Bevilacqua, ti capisco:-))

    @ Ariano: di Baricco mi è piaciuto soltanto il circo Barnum, poteva essere un libro blog:-))

    @ Giuda: Alberoni? naaaaaaaaaaa. E sua moglie? che coppia:-(

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  11. @ Tim: purtroppo verso certi classici, vedi Moravia e Cassola non so come comportarmi... Me li hanno inculcati a scuola e boh, proprio non so dire nulla:-)

    @Charlieb: la tua tesi non è in fondo sbagliata... ma non scrivo cosa ho sentito dire da gente riguardo alla letteratura dopo che aveva letto il primo libro della propria vita - in questo caso il Codice da Vinci :-))

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  12. Scusate, ma vorrei spendere due paroline in difesa di Douglas Coupland per "Eleanor Rigby", di Baricco per "City" e, ebbene sì, anche di Fabio Volo di cui ho letto solo "È una vita che ti aspetto".

    Ferruccio perdonami, so che non è questo che hai chiesto, ma ci tenevo a prendere le loro parti, i libri che ho nominato mi erano piaciuti tutti molto. :)

    In merito agli autori sopravvalutati voterei molto volentieri Dan Brown: però qualcuno mi spiega perché quel tipo è tanto ricco?

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  13. @ Michela, ti perdono eccome, le difese si accettano sempre: e che a me XGeneration proprio mi aveva fatto imbestialire:-))

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  14. Diciamo che Dan Brown non mi dispiace. I suoi libri vanno presi per quello che sono: pura fiction, e niente più. Alle volte se ne esce con delle puttanate immense, è vero. Ma i suoi libri fanno il loro onesto dovere: intrattengono. Punto.

    Lo scrittore più sopravvalutato? Boh, ne dico tre, e sono pure italiani: Baricco, De Carlo e Dimitri.

    Baricco e De Carlo si "compiacciono" troppo, quando scrivono. Leggendo i loro libri ho sempre avuto la sensazione che entrambi mi stessero dicendo: "Ehy! Guarda come scrivo bene! Guarda come sono figo!".

    Stesso discorso per Dimitri. Con l'aggravante che viene definito a destra e manca come il salvatore della narrativa fantastica in Italia, quando, a mio avviso, non è nè figo, nè così bravo come si dice. E Pan, che tutti idolatrano, ha dei buchi logici grandi quanto una cattedrale. :)

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  15. @ Angelo: Baricco in questo senso sta raccogliendo consensi a tutto spiano:-)

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  16. Mai letto Dan Brown, e se per questo, quasi nessuno di chi compare abitualmente nelle zone alte di classifica: niente Faletti, Grisham, Eco, Rowling.
    Però mi unisco a te nel dire che Coupland, eccettuato Microservi che mi è piaciuto alquanto, lo trovo praticamente illeggibile.

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  17. @ Luca: per mia scelta non lo avrei letti neanch'io, ma Faletti, Brown e Grisham me li sono trovati in regalo e la curiosità mi ha spinto a leggerli. Boh che dire, non li considero troppo.
    Microservi vedrò di recuperarlo perché sei la seconda persona che me lo segnala:-)

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  18. Mi inserisco nella discussione dopo oltre un anno :) Ho visto che non sono il solo a pensarla così, comunque ribadisco: Baricco. Ho letto "Oceano mare" e "Castelli di rabbia" e ho trovato entrambi artificiosi, snob, quasi un esercizio stilistico da primo della classe che voglia dimostrare quanto è bravo

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    1. La discussione rimane sempre attuale e su Baricco sono d'accordo eccome
      :-)

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  19. Evitate Moccia: un raccomandato, e pubbilca solo per questo motivo

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