sabato 5 febbraio 2011

Che te lo dico affare

Sono a metà strada di questo tour de force lavorativo che mi sta succhiando il sangue peggio di un vampiro. Quasi inutile scrivere che sono stressato come un cavallo. Non riuscire a trovare un minuto da dedicare alla scrittura è la peggiore delle torture che potesse capitarmi, e non c’è della retorica in ciò che scrivo.
Non avere il tempo utile per mandare avanti le storie che ho in mente, studiare e proporre qualche nuovo post originale, interagire nei forum, leggere e commentare gli articoli degli amici, partecipare a una bella macelleria letteraria on line e rispondere ai commenti che voi fate a questi post, mi mette a disagio terribilmente.
A volte mi viene la voglia di mollare tutto e rintanarmi sotto un ponte a scrivere, in compagnia di un paio di gatti. D’altra parte che senso ha la carriera se poi non si può vivere come si desidera?
Anche con la lettura non va meglio: il solo momento che ho a disposizione per un libro e quando vado in bagno; e il computer, per come lo uso in questi giorni, suppongo mi consideri un virus.
Finirà, certo, non sono un mollaccione: tra poco più di una settimana finirà e riprenderò a vivere come meglio desidero, ma, porca miseria, cosa bisogna fare per guadagnarsi la michetta. 

16 commenti:

  1. Coraggio Ferru...
    Dai che poi passa :)

    Hai letto "Non buttiamoci giù" di Hornby?
    A un certo punto uno dei personaggi discute con un infermiere, e gli dice: "Tu credi che questo sia difficile? Ora ti dico io cosa è difficile! Difficile è..."
    E lì si blocca come un coglione, perché lui di cose difficili in vita sua non ne ha fatte mai.

    Ecco, questo a te non succederà :)
    (Dovrebbe essere una consolazione, se non si è capito).

    Dai resisti, faccio il tifo per te :)

    RispondiElimina
  2. Pensa al fatto che senza soldi non potresti comprare libri o pagare la connessione...
    Magari ti aiuta

    RispondiElimina
  3. Quanto ti capisco...
    quanto ho desiderato avere giornate di 48 ore per poter fare tutto...
    l'unica cosa che possiamo fare è ottimizzare i tempi e, come dice Vadim Zeland "darci in affitto" quando ci tocca fare le cose pallose ma necessarie, che tutti dobbiamo portare avanti.
    Mi permetto di darti un utile consiglio: armati di un piccolo registratore da portare sempre con te (se non lo hai nel telefonino), così puoi registrare le storie che ti passano per la testa senza lasciartele scappare di mente e poi trascriverle al pc quando puoi.
    Io da qualche anno, per avere più tempo ho eliminato quasi del tutto la tv ... non mi manca per niente e in effetti è stata una scelta proficua.
    Vedrai che passerà, tutto è trasformazione e poi ...
    sei uno scrittore e nessuno può andar contro il suo destino, no? ;-)

    RispondiElimina
  4. Non sapevo che i cavalli erano stressati, sapevo che si dopassero con enormi siringoni, prova anche tu magari potresti trovar giovamento.
    ...come scrissi tempo fa, sia schiavi di noi stessi...
    Buon lavoro...;-)

    RispondiElimina
  5. Spero che dentro alla michetta riuscirai a mettere qualcosa, magari una bella fetta di mortadella coi pistacchi! Sennò che vale la pena lavorare a fare?
    Temistcle

    RispondiElimina
  6. @ Michela, Michela... sei un tesoro, la tua vicinanza virtuale mi solleva:-)

    @ PalleQuadre: be' sì ma a volte ti chiedono troppo:-)

    RispondiElimina
  7. @Eva: è proprio la mancanza di sedermi davanti al computer e scrivere che mi manca. Il tuo suggerimento è buono ma non posso perdere il ritmo della scrittura:-)

    RispondiElimina
  8. @ Mark: i cavalli mi danno proprio la sensazione di animali stressati, si spaventano con niente:-)

    @ Tim: oh, sì, non solo pane:-)

    RispondiElimina
  9. Condivido lo stesso stato d'animo.
    Per attitudine sto mantenendo un lavoro con zero prospettive di "carriera" e che dà soddisfazioni davvero minime, ma che mi consente di avere diverse ore di tempo libero, diciamo dalle 17 in poi, tutti i giorni.
    Poi salta fuori il periodo incasinato e mi accorgo che anche quello è troppo, e che in un paese più ambizioso ed evoluto una persona dotata di un minimo di talento e di passione dovrebbe avere più possibilità per seguire la sua indole.
    Peccato che quel paese si chiami Utopia, o comunque non "Italia" :-(

    RispondiElimina
  10. @ Alex: mamma mia quanto ti quoto, per fortuna tra qualche settimana le cose miglioreranno, ma in questo periodo mi sento proprio in trappola... non è giusto:-)

    RispondiElimina
  11. A chi lo dici caro Ferruccio... in questo periodo di esami è tanto se trovo il tempo per scrivere qualche verso o qualche post su argomenti a caso, ma niente di riflessivo, niente che assomigli ad un racconto.
    Quanto mi manca la scrittura...

    E.

    RispondiElimina
  12. Never surrender, Ferru.

    Ok, sono ancora in fase UK. Difficile scrollarsela di dosso.

    ;)

    RispondiElimina
  13. Non mi arrendo Hell, con gente come te alle spalle non si può.
    Però, cavolo, sai che fatica accettare il fatto che dall'altra parte ti stanno sfruttando:-)

    RispondiElimina
  14. @ Emanuele: quanto ti sono solidale:-)

    RispondiElimina
  15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  16. Alex è un privilegiato. ;)
    Io esco di casa alle 8.30 e rincaso alle 20.30.
    12 ore fuori casa con un'ora di pausa dove riesco a malapena a pranzare, sistemare due cazzate sul blog e rispondere a qualche commento.
    E le energie, a sera fatta, che mi piaccia o meno, si sono ridotte per qualsiasi attività, fossero pure quelle che mi piacciono.
    C'è solo una speranza: la pensione.
    E dire che c'è gente che quando va in pensione, si lascia morire di noia.
    Incredibile.

    RispondiElimina