giovedì 6 gennaio 2011

Onorificenze militari e olio di ricino

Non sono un fan di Gabriele D’annunzio. Confesso che non mi è molto simpatico. Da ragazzo avevo qualche amico che ne esaltava la figura, ma un po’ la scuola, che me lo ha sempre imposto come fonte di studio, un po’ l’esuberanza che lo caratterizzava mi hanno sempre fatto tenere le distanze nei suoi confronti. Certo uno non può fare finta che non esiste e D’annunzio è esistito. è esistito e la sua vita è piena di curiosità come la gerla della befana, tanto per rimanere in tema con la giornata di oggi.
Non voglio parlare della Duse e nemmeno di Liala, neanche del Vittoriale o dell’occupazione di Fiume: persone, cose e fatti presenti nell’immaginario collettivo suppongo.
Però non so se tutti sanno che D’annunzio è stato presidente onorario della SIAE per quasi vent’anni, ed è a lui che si deve l’invenzione di utilizzare l’olio di ricino come strumento di tortura.
Ma soprattutto mi ha colpito la lunga serie di onorificenze per lo più militari che il Vate si è guadagnato nella sua carriera.
Ora in conclusione dico che se potrei invidiare la sua opera artistica (ma non l’invidio), della sua statura militare e politica però me ne faccio un baffo.
Io riguardo alle guerre mi associo all’Hemingway di Addio alle armi: “ero sempre imbarazzato dalle parole sacro glorioso e sacrificio”, d’altra parte il mio servizio militare (parlatemi del vostro in un commento oppure ditemi che non lo avete fatto, raccomando) è stato un’avventura. Un mese a Pesaro, uno a Treviso e il resto a Roma.
Dovevo fare il meccanico dei mezzi corazzati, ma ho passato l’anno nella banda musicale a suonare il sassofono durante i cambi della guardia al Quirinale,  ho fatto l’aiuto dentista e pure un paio di mesi di convalescenza per deperimento organico.
Un anno buttato via ma ho un aneddoto quasi simile alla storia di Lucia del Manzoni.
Mi sono congedato a Treviso e quando mi sono presentato presso quella caserma  le ultime settimane di leva,  non avevo l’aspetto curato di un vero militare. Portavo la divisa ancora con le stellette da spina e in più avevo i capelli più lunghi del solito.
Così, succede che la prima mattina durante l’adunata, il tenente colonnello che comanda la caserma mi coglie immediatamente. Si avvicina, mi guarda e mi chiede marziale: “Lei, da dove viene?”
Io rimango perplesso, un po’ intimorito osservò l’alto ufficiale e pensò dentro di me, ma guarda che gentile si preoccupa pure della mia provenienza. Be’ non ci pensai molto, siccome arrivavo da Roma, gli risposi” da Roma”.
Non l’avessi mai fatto, fui trascinato dal barbiere e rapato a zero J

33 commenti:

  1. Per essere sincero io ho combattuto per fare l'obiettore di coscienza.Sono sempre stato un antimilitarista anche se diversi amici miei sono poliziotti,militari di carriera o carabinieri.
    Ci sfottiamo un poco per le nostre reciproche filosofie di vita ma finisce lì.Comunque,il servizio l'ho fatto in un paesino in provincia di Firenze ,all'inizio in ufficio a fare le fotocopie e i lavori che gli impiegati non volevano fare (in più hanno cercato di farmi rilasciare i tesserini dei Cacciatori,i soliti nonsensi ItaGliani,a me che sono ambientalista ed Obiettore oltre tutto)e allora ricombatti di nuovo ed eccomi assegnato alla cura di due bambini uno distrofico e l'altro autistico.
    Alla fine non ho sprecato il mio anno e quando me ne sono andato molti piangevano.
    Di tanto in tanto ritorno in quel paese.

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  2. Io sono di quelli che il militare l'ha rimandato causa scuola e primo anno di università, e che poi ha usufruito dell'unico provvedimento serio e utile in quindici anni di dittatur...ahem, di governo di "Quello là" (sebbene metà legge fosse opera del centrosinistra), ovvero dell'abolizione della leva obbligatoria. :P

    Comunque queste curiosità dannunziane le conoscevo pure io. Anche a me l'opera del vate non m'ha mai stuzzicato più di tanto, anche se apprezzo molto "La pioggia nel pineto".

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  3. Neanche io sapevo di quella curiosità e neanche io mi sono avvicinato mai a D'Annunzio, non ha scritto generi che mi stuzzicano.

    La sua carriera militare va però ammirata, nel suo preciso contesto storico.

    Riguardo al mio servizio militare, io invece ero militarista incallito. Ho tentato di fare il pilota e ho superato alcune prove all'Accademia Aeronautica.

    Poi sono riuscito a entrare come ufficiale in Artiglieria, deciso a intraprendere la carriera militare, il posto di lavoro peggiore al mondo, come mi resi subito conto.

    Ma non avendo gli agganci giusti mi dovetti accontentare dei 15 mesi previsti e poi a casa.

    Di anedotti ne potrei citare una valanga e magari un giorno li tirerò fuori sottoforma di racconti.

    La mia posizione attuale riguardo ai soldatini è che non sopporto più chi indossa una divisa, che sia militare o appartenente alle forze dell'ordine. Ho un rifiuto totale.

    Non sono un pacifista e non lo sarò mai, ma non ho mai accolto con favore la partecipazione italiana nelle missioni all'estero.

    Ma qui mi fermo, o finirei per cadere nelle mie solite polemiche :)

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  4. @ Nick, esperienza interessante la tua:-))

    @ Angelo: beato te, io ho proprio buttato l'anno, di piacevole ho soltanto il ricordo di tre splindide città:-))

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  5. @ Daniele, sei un ex ufficiale? Complimenti... be' sì avanti con i racconti:-))

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  6. Se ti può consolare, Ferruccio, eravamo trattati peggio di voi di leva :)

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  7. Niente militare, io sono un Cappellaio.

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  8. @ Daniele, poi ti sfogavi con le reclute, racconta la verità? :D

    @ Giuda: mi spieghi cosa è un Cappellaio?

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  9. Io non ho fatto il militare, rinviato per motivi di studio e poi scansato per l'abolizione della leva obbligatoria.
    E per fortuna, dicono che serva a farti crescere, ma io sono cresciuto lo stesso, e penso che stare lontano dall'ambiente militare mi abbia fatto crescere anche meglio.

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  10. @ Sekhemty: alla fine non aveva più senso la leva obbligatoria e per conto mio non hai perso nulla:-)

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  11. @Ferruccio: no, mai abusato della mia divisa ;)

    Quando sei venuto a Roma?

    @Sekhemty: così com'era stato concepito, il servizio militare era veramente un anno buttato. Non solo, ma i soldati oltre a essere obbligati a buttare il loro tempo, erano anche sottopagati.

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  12. Azz... io quell'anno ero alla maturità :P
    Il militare l'ho fatto tardi, a 27 anni, sfruttando fino alla fine il rinvio per studi :)

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  13. Sì, ma a Roma ci vado tutti gli anni... nel 2010 sono andato il mese di Marzo. Quest'anno non ho ancora deciso quando:-)

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  14. io il militare non l'ho fatto sono stata riformata per l'altezza...eheheheh...scherzo, ovviamente, all'epoca il militare per le donne non c'era...posso dire che a tratti sno stata affascinata da certi tipi di lavoro (ho tentato2 volte il concorso in polizia) ma solo perchè nella mia capoccetta pensavo di farlo con scopi veramente umanitari...mi rendo conto che non sarebbe stato così..che, militare o poliziotto, o impiegato c'è sempre qualcuno a cui dover dire sissignore...e io detesto questa cosa.
    per fortuna , "essere grandi" significa anche potersi permettere cose (che non mi sono mai lesinata di dire neanche "da piccola" del resto, pagandone personalmente le conseguenze)...quindi difficile che io dica sissignore ad un qualunqe superiore o dirigente.....per la divisa, sono stata "appagata" ei primi anni del mio lavoro (non militare ce alte forme del genere) in cui comunque ho dovuto indossare una divisa.::D

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  15. oi...oi...dimenticavo...Il Vater..mi è sempre stato (neanche tanto cordialmnete) sugli zebedei...poi ora che ho scoperto 'sta cosa, anche di più..:D

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  16. Esonerato causa problemi al ginocchio.
    Riguardo D'Annunzio, non piace neanche a me.

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  17. Condivido l'antipatia per il Vate.

    Milite assolto presso il 53° Stormo Caccia.
    Già, ero nell'Aeronatica Militare.
    Proprio nel post che ho inm programma per domani ci è civolato un aneddoto della mia leva.
    A riguardo della quale ho sentimenti contrastanti: a parte gli sprechi e la stupidità rampante, ho conosciuto persone straordinarie e imparato un sacco di cose.
    Ma ne avrei fatto volentieri a meno.

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  18. @ Chica: un'idiosincrasia per le gerarchie è quasi naturale, ti capisco benissimo.:-)

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  19. Ferruccio.
    Un Cappellaio Matto, nello specifico. Ho risposto a quel ridicolo test che facevano allora, dopodiché mi hanno mandato a colloquio dall’analista dove, tra le altre cose, hanno trovato strano che mi piacessero i fiori ma non volessi diventare fioraio. Insomma, una cazzata. Io comunque non mi sono tirato indietro, visto che l’idea era quella ci ho marciato un po’ dentro, ho fatto un secondo colloquio e quando hanno detto «Vada, vada» sono andato, ma non prima di aver ritirato l’Oscar. Che poi, glielo dicevo e ripetevo: guardate che un’arma il mano non la voglio, andrei nel panico e chissà che combino, ecc. quando poi ci hanno chiesto in quale arma preferivamo servire, ho risposto obiettori. Che io ricordi, non avevano un gran senso dell’umorismo. Ah sì, quando ho detto di aver frequentato l’Istituto d’Arte hanno fatto facce strane.

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  20. @ Ariano: è un plebiscito contro D'annunzio:-)


    @ Davide: la miseria un Top Gun? Sei pieno di sorprese...
    Sulle persone, hai ragioni anch'io ne ho incontrate di uniche, ma quell'anno ho cercato di fare troppo il furbo per trarne qualche vantaggio morale

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  21. @ Giuda: non lo ricordavo quel test, il tuo commento come al solito e degno di nota.
    Ah, proposito con il post di domani ti tirò ancora in ballo visto che ogni tanto mi infili qualche bella citazione classica:-)

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  22. Quel piccolo, misero omuncolo.

    @Giuda: grande...:D (Senso dell'umorismo? presuppone cervelli funzionanti... vana speranza trovarne in quell'ambiente).

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  23. Aggiungo alla vostra anche la mia di "non simpatia" per il Vate.
    Forse ha compiuto delle guasconate nella sua vita, ma per il resto mi sembra francamente sopravvalutato.
    Sul servizio di leva vorrei aggiungere che per come era stato impostato nel nostro paese ,francamente e senza nessun scopo polemico ,mi sembrava organizzato solo in modo da rompere le scatole ai giovani e fargli perdere un anno.
    Altra cosa sono le persone che volontariamente scelgono di fare la vita militare ,per passione ,e lì anche se non corrisponde alla MIA di filosofia di vita ,li rispetto tutti.

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  24. @Nick
    Io credo che l'anno di leva sia stata una grande occasione mancata della nostra povera repubblichetta.
    La cosa che mi ha colpito di più, nel mio anno da militare, è stata la quantità di ragazzi analfabeti - e che noi eravamo l'Aeronatica, il "corpo tecnico" per antonomasia delle Forze Armate. E c'era un quindici/venti per cento di analfabeti o semianalfabeti.
    Sarebbe stata una buona occasione per insegnare loro qualcosa.
    E come a loro a tutti gli altri.
    Organizzare corsi, produrre competenze.
    Invece, venivano... diavolo, venivamo tenuti parcheggiati come idioti, per un anno, a fare lavori inutili, a sentirci dire (citoa memoria) "noi di voi non sappiamo cosa farcene, ma per un anno dobbiamo tenervi qui".

    Sarebbe stata un'occasione eccellente per quel "fare gli italani" di cavouriana memoria.
    Invece, era solo una formalità - si era deciso di farlo fare, ma senza pensare a come farlo fare.

    Io venni duramente redarguito dai sottufficiali, più volte, perché nei momenti di libertà leggevo invece di fumare o giocare a flipper.
    E quando coi miei commilitoni mettemmo in piedi una biblioteca circolante di vecchi gialli mondadori e urania, ce la fecero smantellare d'autorità (noi naturalmente ci limitammo a farne un'attività clandestina).

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  25. Mi aggrego ai giudizi su d'annunzio (alla fine è come parlare di un alfonso signorini o un sandro mayer di adesso: sono il simbolo del potere). Io non ho fatto il militare per una malattia del sangue diffusa nel meridione (la talassemia), ma i tre giorni della visita mi sono più che bastati: ho visitato masserie dove gli animali venivano trattati molto meglio!
    Temistocle

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  26. @ Nick: anch'io condivido le scelte di vita, militari o no, su quello non ci piove.

    @ Davide: quello che scrivi è esemplare: avere a disposizione un anno per offrire istruzione e cultura gratuitamente e non considerarla un utopia, cavolo come sarebbe etico. Invece. Ho conosciuto dei ragazzi che facevano il corso sottufficiali e quindi si arruolavano a sedici anni se non sbaglio, che sapevano a malapena fare la loro firma e che spesso andavano nei pressi della stazione termini a fare marchette.
    Certo che l'idea di mettere in piedi una biblioteca deve aver fatto venire il fumo agli occhi conoscendo il "carattere" di certi militari:-)

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  27. @ Tim: al cattivo di qualche mio prossimo racconto darò il nome di D'annunzio a questo punto:-))

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  28. D'Annunzio ha lasciato qualche buona pagina, troppo poche comunque per avere il ruolo che comunemente gli viene riservato nella letteratura italiana.
    Le guasconate della sua carriera paramilitare erano per lo più mosse di grande propaganda, in questo lo si può ritenere un precursore.

    Per la naja, io sono stato in Aeronautica (ruolo VAM) nel periodo 1989-1990 e devo dire che non mi è dispiaciuto del tutto. Lavoravo già, ci ho rimesso un tot di soldi per questo, era comunque una cambiale da pagare allo Stato. Non sono un militarista tout court anche se vorrei che nel nostro paese chi fa parte delle FFAA avesse uno status diverso, più simile a quello inglese.

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  29. @ Angelo: Non conosco per nulla lo status delle forze armate per scivere qualcosa di intelligente:-)

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  30. Il servizio militare l'ho saltato a piè pari grazie al decreto sulla sua sospensione.
    Pensate che io ad esempio seguo l'università all'Accademia Navale di Livorno, ma da civile. Mio padre è anche un militare e pure mio nonno, ma temo d'aver valutato più la mia libertà personale che la..."tradizione militare di famiglia".

    E di aneddoti di cavolate viste,sentite ce ne sono così tanta da riempire un libro direi. Specialmente sulla mancata conoscenza dell'italiano...ma anche di molto altro!

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  31. Ha conquistato un città praticamente da solo tenendo i vincitori di una guerra mondiale in scacco per un anno. Hanno dovuto cacciarlo a cannonate, altrimenti chi lo schiodava. Sul militarismo sono un seguace di Clausewitz che ci insegna che la guerra è da prendere in considerazione solo ed esclusivamente come estrema ratio. :-)

    Di D'Annunzio scrittore ho letto solo Il Piacere e mi è piaciuto molto, prima o poi (ma mi sa piu' poi...) approfondiro' altre sue opere.

    Il militare l'ho fatto, come volontario, e sono felice di averlo fatto. Una delle migliori esperienze fatte in vita mia.

    E poi nell'italietta del primo novecento ci voleva uno come lui, nell'italietta in cui era "sconveniente" che le fanciulle mostrassero le caviglie uno che si faceva fotografare nudo in spiaggia era qualcosa di rivoluzionario.

    Auguri Comandante.

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