domenica 16 gennaio 2011

On the road again

16  Gennaio 2016 - Da ieri pomeriggio ho lasciato il sicuro rifugio tra le miniere sotto il Pizzo dei Tre Signori. Era inutile restare lì: invecchiavo, abbruttivo, diventavo inutilmente cattivo e stupido. Per qualche mese è stato la mia casa: ci ho mangiato, ci ho dormito, ci ho creato un cesso. Ho sognato di farci l’amore un paio di volte con un paio di donne senza volto e in più ci ho pianto e ci ho riso da ubriaco marcio. Ma alla fine ho deciso di andarmene, forse sollecitato dai commenti letti nei vari post da blogger che mi chiedono di mettermi in contatto - sempre che siano veramente degli esseri umani. D’altro canto mi sembrava di essere un naufrago rinchiuso in quella fogna umida e buia.
Così mi sono fatto coraggio. Ha raccolto le cose più importanti, il notebook e il necessario per farlo funzionare, un pacco di pile alcaline che utilizzo per un vecchio sony e via.
Sono tranquillo riguardo al freddo. Sotto delle braghe da sci, ho indossato una calzamaglia di lana nera, poi un pile e a coprire tutto una cerata marrone con stampata sulla schiena la mappa del Kakadù Australiano. Ritengo che, oltre a ripararmi dal freddo, possa servirmi anche da corazza protettiva in caso di attacco con armi da taglio, visto che con il grasso che contiene e rigida e spessa come una lastra di alluminio. Ah, la testa me la sono coperta con un passamontagna giallo: lo so che potrebbe far ridere se ci aggiungete un pizzico d’ironia, ma se ci pensate bene, fa ridere mica tanto.
Insomma sono partito dal rifugio verso le cinque, prima che facesse buio e ho risalito il sentiero sino alla sella in cresta. Non è stato semplice per via della neve e del sentiero ghiacciato; grazie al cielo mi ero attrezzato con dei ramponi da legare ai piedi, ma ho dovuto affrontare delle difficoltà impreviste e vi giuro che in un paio di occasioni  mi sono visto con la testa spappolata come un pomodoro in fondo alla valle. Paradossalmente è stato più semplice scendere dopo in Val Biandino. Una volta disceso i primi ripidi tornanti del sentiero, infatti, mi sono seduto sulla neve e mi sono fiondato a valle neanche avessi una slitta al posto del culo.
Poi, una volta a valle ho cercato un rifugio in qualche vecchia baita dei malgari, ma ho trovato tutto rovinato e alla fine non mi è rimasto altro da fare che spaccare un vetro della chiesetta alpina e ripararmi lì dentro, rannicchiato dentro un confessionale. Per cena ho mangiato una scatola di carne in scatola e mezzo panettone. Poi mi sono messo a nanna e ho dormito come un cammello.
Stamattina però ho avuto la sorpresa. Sarà stato per il buio, ma ieri sera non avevo visto e sentito nulla e non è stato piacevole scoprire tutti quei cadaveri ammucchiati vicino all’altare della cappella. Ho contato almeno una ventina di crani, piccoli e grandi. E poi ossa e corpi non ancora putrefatti del tutto. La mia supposizione mi porta a credere che debba esserci stata qualche strage lì dentro e, poi chi l’ha compiuta deve avere usato la chiesa come una fossa comune. Non so se si tratta di gialli uccisi da sani, o sani uccisi dai gialli, o gente sana uccisa da gente sana perché credevano di avere a che fare con gente sana infettata dai gialli. In fondo non mi frega niente di questo girotondo di situazioni. Domani partirò per Milano e tanti saluti ai bricchi innevati. Magari cercherò di rintracciare Nick e con lui proverò a cercare quella torre di cui parla Alex. Magari ruberò un elicottero e volerò in Inghilterra da Hell.
Mica mi frega qualcosa se mi abbattono, mica ho paura di crepare. Anzi forse se mi ammazzano mi fanno un piacere. Però è incredibile il fatto di non avere sentito la puzza di una persona in putrefazione. Non riesco a spiegarmi questo fatto, se non accettare la possibilità di essere marcio e insensibile sino al midollo.

14 commenti:

  1. Le streghe scherzano, a volte...

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  2. Ben tornato nel mondo, Ferru. Fa schifo, è pericoloso come un crotalo nella biancheria, ma è meglio che impazzire da soli o morire lentamente ancor prima di diventare freddi. E come al solito, in bocca al lupo.

    OFF: grande, voglio proprio vedere cos'hai in serbo per noi. :)

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  3. (personaggio Off)
    Ok Ferru.
    Complimenti per il tuo racconto.Domani posterò il seguito del crossover tra i nostri alter ego sul blog di Alex..L'idea raggiungere il nostro comune amico è ancora valida?

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  4. @ Giuda: Crepi, non vedo l'ora di mangiare un po' di nebbia:-)

    @ Nick: l'idea c'è sempre, ma dipende dagli eventi:-)

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  5. Bravo.
    Mi sa che qui ci ripasso più spesso.

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  6. Le parti più belle di questo racconto sono state le tue avventure nell'impresa di creare un cesso e di ridere in questo rifugio da "ubriaco marcio". Alla fine anche in una situazione difficile,fredda e con mille intemperie te la sei saputa cavare più che discretamente.
    Però non puoi pensare che ti abbattono perchè rubi un aereo per andare in Inghilterra...e poi la tua morte..sinceramente parlando...a quanti farebbe piacere (oltre a te..) ? Penso nessuno... :-)
    Giacomo

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  7. (personaggio off) bel pezzo, essenziale ma allo stesso tempo pieno di umanità, forse un po' stanca e scazzata, ma di umanità vera.
    (personaggio on) rivedere gente, di qualsiasi tipo e capacità di rapportarsi, è sempre positivo. Tira su il morale e ridà vita, voglia di lottare. Per me è stato lo stesso con Carlo.
    Temistocle

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  8. @ Giacomo, grazie:-)

    @Tim, mi manca la gente:-)

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  9. Off: carino anche questo. E buon viaggio, sto per partire anch'io ;)

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  10. @ Daniele, porta qualcosa di buono da Roma:-))

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  11. La cosa che più mi ha lasciato perplesso è l'accostamento scatoletta di carne panettone...;-)

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  12. @Mark: l'accostamento dovrebbe disturbare per far capire come è disturbato il personaggio:-)

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