sabato 29 gennaio 2011

Il miglior sistema per scrivere


Più volte mi sono chiesto se il sistema che utilizzo per scrivere è corretto o deve essere rivisto e indirizzato verso un metodo più redditizio. 
Mi spiego: io scrivo molto, già in altre occasioni ho evidenziato che in media dedico alla scrittura quattro ore giornaliere: il problema consiste nel fatto che non si tratta di una scrittura mirata, dal mio punto di vista. 
Può capitare, per esempio, che per qualche settimana lavoro a un romanzo, poi succede che, tra capo e collo, capita un racconto da finire per quel particolare concorso letterario e cambia completamente l’ottica di lavoro, così passo da una storia ad ampio respiro a un concentrato di poche cartelle relativo a un tema specifico. Senza escludere, da tutto questo, qualche articolo su richiesta e i post del blog che, di solito, concentro in un paio di sere alla settimana, ma sovente si infilano tra le cartelle di un romanzo o di un racconto come un virus.
Insomma, mi chiedo io: ci sono dei meccanismi precisi per scrivere o basta seguire l’istinto e il buon senso?
Voi, per esempio, con che metodologia scrivete?
Quando siete impegnati nella stesura di un romanzo non pensate ad altro finché l’avete completata o siete capacissimi di cambiare rotta e dedicarvi ad altro nella maniera più naturale possibile?

13 commenti:

  1. Per me è difficile interrompere e riprendere, infatti ho lasciato da parte quello che scrivevo.

    Forse non sono scrittore nel senso più tradizionale

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  2. Vedremo di fare qualche considerazione alla fine, in base ai commenti:-)

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  3. Io non faccio testo come 'scrittore', ma il mio metodo è semplice: lavoro solo quando ho qualcosa in testa e, normalmente, a una cosa sola. Anche se mi è capitato di avere due-tre cose per le mani, alla fine ne ho abbandonato due per concentrarmi sul resto. Non riesco ad usare contemporanemante stili diversi per lavori diversi. Mi sarebbe anche impensabile lavorare quattro ore al giorno come fai tu; però usando normalmente carta e penna per la prima stesura e avendo sempre appresso una vecchia agendina da tasca, riesco a scrivere dove mi capita.
    Temistocle

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  4. Applico lo stesso metodo che impiego per tutto il resto: caos e ispirazione del momento. Non ho mai scritto qualcosa di più lungo di un racconto, anche perché non ho la disciplina mentale e il senso organizzativo per portare avanti un discorso lungo come può essere quello del romanzo, e anche il blog soffre dello stesso problema. Scrivo quando ho l’ispirazione o l’idea giusta, e in quel caso vado avanti finché non mi fanno male le mani e mi si seccano gli occhi (o nel caso di Minuti Contati, quando ho uno stimolo preciso), anche perché so bene che se mi fermo tutto è perduto. Non avrò mai più quel momento né la volontà di andare avanti con quella storia dopo che l’istante se n’è andato. Quindi scrivo come un dannato, e in un secondo tempo, a mente più fredda e analitica (diciamo così, dai), penso alla correzione e tutto quanto. Certo, perché scrivere tutto d’un fiato sotto la spinta di una musa che poga come un punk è di sicuro il massimo, però una bella revisione non si nega nemmeno alle amiche di Apollo. Questo però funziona (sebbene sia certamente perfezionabile, tipo alzare il mio culo pesante qualche volta in più), per me. In generale credo invece che il metodo vada trovato in modo indipendente da ognuno di noi e applicato alle proprie necessità, perché così come si hanno stili e tempi diversi, anche il metodo cambia da persona a persona.

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  5. @ Tim: io ormai scrivo solo con il computer, ho provato a portarmi in giro un notes, ma se passa troppo tempo difficilmente riesco a decifrare la mia calligrafia. Ricordo ne ho parlato anche in post:
    http://ferrucciogianola.blogspot.com/2010/09/sto-disimparando-scrivere.html

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  6. @ Giuda: forse la risposta me la sono data da solo con la domanda che ho messo nel post, poi i tuoi minuti contati funzionano alla grande e quindi credo che il tuo metodo sia perfetto. Io per quanto riguarda l'ispirazione è meglio che non mi pronunci. Da un paio d'ore sto rivoluzionando un racconto per il Grand Prix scritto domenica sotto ispirazione, mi sta venendo tutto diverso dall'idea di partenza:-)

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  7. Lavoro a più cose contemporaneamente. Racconti, romanzi, post per il blog, testi di canzoni e poesie.
    Del resto credo lo sappiate già come scrivo, visto che ne parlo spesso sul mio blog :)

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  8. @ Glauco: oh, sì ormai ci manca solo di conoscere i tuoi miracoli e siamo a cavallo :D
    Però solo molto contento di seguire un sistema di scrittura come il tuo:-)

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  9. Anch'io passo di palo in frasca, lasciando cose in sospeso, iniziandone altre e lavorando a due cose contemporaneamente. Come vedi siamo in tanti :-)

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  10. @ Ariano: si vede che l'attività delle scrittore richiede molta fantasia e spirito di adattamento:-))

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  11. ogni giorno mi confronto con almeno tre stili di scrittura diversi: lavoro, blog Virgilio e blog personale, condito con spot di racconti e un romanzo che non riesce proprio a decollare.

    uno scrittore (con qualche libro pubblicato alle spalle) mi ha detto che per scrivere un romanzo ci vuole rigore e metodo: bisogna dedicare lo stesso numero di ore ogni giorno, come se si timbrasse un cartellino. e lì ho capito che il mio primo romanzo credo non vedrà mai la luce. sono troppo discontinua.

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    1. Pazienza Marlene, occorre pazienza le cose arrivano da sole:-)

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  12. Io non scrivo in modo continuo ma quando mi viene l'estro nessuno mi può fermare..

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