venerdì 14 gennaio 2011

Born to write

Avete presente “Il tredicesimo guerriero”? Si tratta di un film, a metà tra l’horror e l’avventura, tratto dal romanzo “Mangiatori di morte” di Crichton,  che ha tra gli interpreti principali Antonio Banderas. Un film grazioso, ma non è della pellicola in sé che voglio parlarvi. E neppure del romanzo. Però un particolare della storia lo voglio segnalare: nel film Banderas interpreta la parte di un principe, poeta e colto, esiliato e mandato a fare l’ambasciatore sul Volga. Incontrerà una banda di  Vichinghi e diventerà il tredicesimo guerriero nel titolo del film,  e tra le varie cose insegnerà a scrivere al loro capo Buliwyf.
Confesso che la voglia di apprendere a scrivere che caratterizza il Vichingo (il classico eroe tragico) hanno suscitato in me un qualcosa di poetico ed estremamente romantico, tanto che ora mi chiedo cosa sarebbe la mia vita se non avessi imparato a scrivere.
Non voglio dire che sono nato per scrivere come dal titolo, (lo penso, però) ma è innegabile che ritenga questa capacità forse una delle doti migliori in mio possesso.  In realtà non so neppure come e quando ho imparato di preciso a farlo. Con un po’ di fantasia riesco a vedermi seduto in un banco di prima elementare, con il grembiulino nero addosso, già autosufficiente. Ma proprio non ho in mente il punto di primo contatto vero e proprio con la scrittura. Sono convinto, tuttavia, che molti di voi sanno come e quando hanno cominciato a scrivere e muoio dalla curiosità di conoscere le vostre storie.

20 commenti:

  1. Eh, bella domanda … e non lo dico solo per temporeggiare perché così su due piedi non mi viene in mente nulla, ma perché è una domanda bella e tosta davvero. Oddio, se penso alla scrittura, la prima cosa che mi viene in mente è la macchina da scrivere meccanica ereditata da mio cugino, e sulla quale ho imbrattato le mie prime pagine con quella che voleva essere una pretenziosa epopea fantasy senza capo né coda. Sì, però quanti anni avevo? Boh, andavo alle medie (credo). E perché m’era venuta voglia di farlo? Suppongo fosse la naturale evoluzione del mio inesausto desiderio d’immaginare cose, dar loro forma e corpo per tradurle in realtà o quasi. Ecco, sì, credo fosse pura fantastico-dipendenza. Già prima di scrivere disegnavo, disegnavo parecchio. Chimere d’ogni tipo, soprattutto. Così, come il disegno, lo scritto è diventato forma di espressione non solo di quelle immagini che nascevano dalla quantità imponente di documentari e libri sugli animali che leggevo, ma anche delle mie riflessioni e dei pensieri che pian piano si evolvevano negli anni, acquistando nuovi colori e forme più complesse, maturando la forma narrativa e abbandonando certe artificiosità per un tono più colloquiale che però non vuole essere sciatto, ma autentico. Quando leggo quei “manierismi” in cui inciampano alcuni ragazzini (e qualche autore pubblicato) mi viene la pelle d’oca, e so che succede perché in quelle rughe rivedo il me stesso di un tempo, e allora ecco, vorrei solo essere lì a darmi delle legnate per la roba che scrivevo. Questo spiega anche perché ho lasciato la poesia con l’adolescenza, l’avevo maltrattata abbastanza e lei – giustamente – ha chiesto l’ingiunzione affinché non l’avvicinassi a più di cento metri. Beh, un paio di scappatelle le abbiamo avute comunque, ma si tratta di brevi interludi che non hanno avuto seguito e dei quali tutto sommato non mi vergogno neanche tanto. Ecco, ma prima di scrivere l’ennesimo papiro che sembra più un post che un commento, chiudo qui. Sì, scrivo per portare all’esterno un mondo che altrimenti rimarrebbe sepolto in me, d’altra parte sono più bravo a scrivere che a condividere o raccontare in prima persona.

    RispondiElimina
  2. I rudimenti lo ho appresi pian piano. Posso dire che già quando avevo circa 9 - 10 anni mi mettevo a scrivere racconti con la vecchia Olivetti di mio padre, che in teoria serviva per la corrispondenza commerciale del negozio, ma in pratica era diventata un mio giocattolo spreca-carta.
    Più o meno come faccio ancora oggi, però grazie a word e agli ebook non spreco più risme di fogli A4.

    RispondiElimina
  3. @ Giuda: una meraviglia di commento, che cavolo. Cosa si può desiderare di più. In ogni caso si tratta di un mondo meraviglioso che chiunque ne fa uso basta a sé stesso.:-))

    @ Ariano: non ho mai usato la macchina da scrivere. Sono passato direttamente da matite e gomma al computer:-)

    RispondiElimina
  4. Scrivevo moltissimo anni fa, soprattutto storie brevi, le mie preferite. Era una naturale conseguenza delle mie letture beat, scrittura spontanea, di getto, "vomitavo parole" con le mani che a fatica riuscivano a stare dietro ai pensieri... Ora scrivo ancora ma è una scrittura più "utile", indirizzata al raggiungimento di qualcosa di concreto, come postare frequentemente sul mio blog, scrivere i miei ebook di educazione sessuale e... far chiarezza dentro me stessa mettendo su carta le mie emozioni ed i sogni che faccio la notte. Penso che non potrei mai rinunciare alla scrittura, per me è un bisogno dell'anima!

    RispondiElimina
  5. @ Eva: anche per me è un bisogno al quale non posso assolutamente rinunciare, come mangiare e bere:-))

    RispondiElimina
  6. Ecco, come al solito i tuoi post mi fanno venire in mente di scriverne altri. Ora preparo il mio "Quando ho iniziato a scrivere" :D

    Comunque dovrei pensarci, ma di sicuro ero molto piccolo, facevo le medie mi pare. E conservo tuttora quello che ho prodotto :P

    RispondiElimina
  7. ho solo la seconda elementare non ho mai scritto in vita mia
    sono ormai vecchio con tanti rimpianti
    per non avere seguito il mio istinto vergognandomi della mia ignoranza
    essendo oramai data l'età prossimo alla diparita
    vincendo le mie paure
    ho dato ascolto alla mia ANIMA. VITTORIO
    (PS) questo è il risultato.

    Anime sospese
    le ho viste aggirarsi in tutte le stazioni
    in cerca della loro identità perduta .
    vita vissuta ai margini della dignità imposta da una società malata.
    Priva di amore verso i più umili che stanchi di lottare si sono arresi.
    assistendo impassibili alla vita che non gli appartiene più.
    Vita ricercata nella folla frettolosa schiava del tempo che passa veloce.
    come fossero automi taluni offrono una moneta.
    tenendo in vita queste anime sospese condannate a fare daspecchio a tutta l’umanità. ( vittorio )

    RispondiElimina
  8. Ottimo film il 13esimo guerriero.

    Io non sono scrittore, anche se il piacere di comunicare le proprie idee a molte persone sul web non me lo tolgo.
    Comunque scrivevo quando avevo 12 anni, storielle, trame per film (che poi giravo pure, roba poco seria comunque) fumetti...

    RispondiElimina
  9. @ Pallequadre: credo pure io che sia un piacere irrinuncianbile:-)

    RispondiElimina
  10. Ho cominciato a scrivere che avevo 8-9 anni. Erano poesie, come le può scrivere un bambino di quell'età (ora che ci penso iil mio 'Carlo' del SB ha la stessa età!). La cosa più importante era la rima. Poi ho ripreso alle scuole superiori e qui l'esistenzialismo era dappertutto (erano gli inizi anni '70). Ho "prodotto" alcuni quaderni di cose che chiamavo 'poesie' e che penso di aver buttato qualche anno fa. Il primo racconto serio è stato quello che ho messo ultimamente in rete ("Poster"). Qualche altra cosa in seguito, ma solo negli ultimi 15 anni mi sono dato da fare seriamente. Se non avessi imparato a leggere e scrivere, probabilmente una parte di me si sarebbe persa nei meandri della mia vita e non avrei conoscienza di me come ho adesso.
    Temistocle

    RispondiElimina
  11. @ Tim: molto bene e grazie, sempre preciso nei tuoi commenti:-)

    RispondiElimina
  12. Uhm, no, da bambina e ragazzina e giovincella, il mio mondo e i miei pensieri li dipingevo. La passione per la scrittura è giunta da *grande* per metter un pò d'ordine nei pensieri, nelle fantasie, nei fatti...d'altronde verba volant, scripta manent (un'altra citazione!!!)

    RispondiElimina
  13. Charlie anche la pittura è un'arte estremamente invidiabile... vale lo stesso, credo:-)

    RispondiElimina
  14. devo ammettere di non conoscere né romanzo né film tratto da esso..
    anche io amo scrivere, non storie, non romanzi, ma poesie.... Mi colpisce molto il commento di Vittorio.. e mi fa molto riflettere sulla mia "timidezza" nel condividere ciò che scrivo.....

    RispondiElimina
  15. Come te, sono dell'opinione che scrivere è una facoltà speciale! Scrivendo si comunica e si conosce! La scrittura è un modo dolce e poco invasivo di aprirsi con gli altri, di raccontarsi e denudare i pensieri più intimi. Può servire per far sorridere, per emozionare, per far ridere qualcuno a crepapelle e così via! Scrivere: poterlo fare liberamente è un dono speciale!

    RispondiElimina
  16. Non conoscevo il film , ma lo cercherò su internet per documentarmi meglio!

    RispondiElimina
  17. c'è chi nasce per scrivere come dici...sono doti

    RispondiElimina
  18. Avrei voluto scrivere che ..."fin da piccola io amavo scrivere", ma non è così.Ho sempre scritto moltissimo, ma mai storie.La mia passione era il disegno. La scrittura, la voglia di inventare storie, nasce per caso. Il fatto poi che sia piaciuta a chi l'ha letta è una piccola soddisfazione.
    Il film l'ho visto...non eccezionale,ma come hai scritto c'è quel non so che di poetico in Banderas...

    RispondiElimina