domenica 31 ottobre 2010

Un’ora non mi basta

Ottobre è volato in un attimo. Neanche fosse stato un Gran Premio automobilistico. Il lavoro, i viaggi, i racconti da inviare ai concorsi, i romanzi da portare avanti, gli articoli per il blog… Se poi ci mettiamo qualche cena con gli amici, qualche ora di intimità, mi pare di aver soltanto sognato. Lo giuro!
Niente. Non l’ho visto. Un calendario che è girato al massimo. Sono al trentuno e non mi sono neppure accorto di averlo vissuto questo mese. Non che settembre sia girato al rallentatore, ma questo ottobre proprio mi ha succhiato l’anima.
E in più che succede? Mi danno il contentino. Si ritorna all’ora solare. Un’ora all’indietro.
Un’ora?
Ma siamo pazzi?
Non mi basta un’ora. Non mi basta per niente. Voglio qualcosa di più.
Ora non chiedo di rifare completamente il mese. Non chiedo neanche di rifare una settimana. Ma almeno un giorno lo rivoglio. In fondo non chiedo troppo.
Oggi si festeggia Halloween? Allora non credo sia difficile tramite qualche stregoneria fare in modo che stasera a mezzanotte si possa riportare indietro il calendario di un giorno e fare in modo che domani sia di nuovo il trentun  ottobre. Non per sempre, mica chiedo un eterno ritorno: voglio solo gli interessi di tempo che questo mese che ha bruciato.
Maledizione, ma non sembra anche a voi  che tutto vada troppo veloce?

sabato 30 ottobre 2010

Io non ho paura… insomma

Non ho mai subito il fascino di Halloween. Quando ero piccolo neanche sapevo neppure che esistesse una festa del genere.  Le creature fantastiche che vi ruotano attorno mi fanno più ridere che altro: streghe, fantasmi e compagnia varia possono entrare a far parte dei miei racconti ma non del mio reale dunque.  Ammetto che esistono dei mostri particolari che in qualche modo nel passato mi hanno turbato, ma una volta fatta la loro conoscenza il timore ha lasciato lo spazio a una divertita forma d’ironia.
Certo non tutti.
Verso il Chupacabra per esempio avverto ancora una certa deferenza. Lo stesso provo per lo Yeti o per certe cose sentite sugli Zombi. Ma sono soltanto delle sensazioni,  nulla di veramente terrificante in grado di togliermi il sonno.
Esiste però un'entità che ancora adesso mi crea un fastidio reale: il demonio.
La sua presenza, ora,  la sento soltanto in maniera inconscia ma il timore che provo verso la sua natura me la porto addosso da sempre. Mi è stata inculcata sino al midollo quando frequentavo il catechismo la domenica pomeriggio all’oratorio. Le storie bibliche che sentivo raccontare su Satana e altri demoni mi hanno letteralmente stravolto l’infanzia. Avevo una paura del Diavolo in poche parole. Lo giuro. Ero così terrorizzato dalla sua figura che non potevo rimanere al buio da solo. Era una tragedia anche spegnere la luce prima di andare a letto.
Poi, poco alla volta,  le cose sono andate meglio. Le esperienze di vita e le porcherie a cui ho assistito negli anni mi hanno rinsavito. Ora ne posso parlare e discorrere liberamente senza sognarmelo di notte. Tuttavia c'è una cosa che non riesco ancora a fare.
Non riesco a guardare l’Esorcista.
Ho paura a guardarlo. Una paura fisica e reale. Il film sta lì in mezzo a tutte le altre videocassette ancora incelofanato, ma proprio non riesco ad aprirlo. E dubito che potrò farlo domani notte, anche se si tratta di Halloween.  
Sono matto o anche per voi esiste qualcosa di fantastico o aleatorio che vi crea lo stesso imbarazzo?

venerdì 29 ottobre 2010

Se vince il tuo romanzo vinci un bel romanzo

Ancora due giorni: domani e domenica sino a mezzanotte, poi si chiude. Se non l’avete ancora fatto quindi postate un bel commento con il vostro podio ideale. Anzi invitate pure i vostri amici a farlo, purché non siano fasulli. Ma già da adesso vi ringrazio perché le segnalazioni giunte sono stati parecchie. Tanto parecchie che ho deciso di estendere il premio  ai tre romanzi che ottengono più punti.
Il tutto grazie anche alla sponsorizzazione di Edizioni XII.
Così il terzo classificato riceverà direttamente a casa sua questo libro.
Il secondo potrà scegliere tra Opera sei e Six Shots.
Il primo avrà invece una scelta ulteriore di ben tre romanzi: Neuromante, Melodia e La clessidra d’avorio.
Spero siano di vostro gradimento  e se volete parlarne con un commento ne sarei felice,  tengo tuttavia a precisare che i criteri dell’assegnazione dei premi sono dovuti al prezzo di copertina e non a parametri critici o valutativi.
Naturalmente in caso di parità verrà effettuato un ballottaggio.
È tutto e spero che vi siate divertiti e che seguiate l'andamento delle votazioni sino a domenica. Per Natale proporrò sicuramente qualcosa di ancor più allettante. J

giovedì 28 ottobre 2010

A, aa , abaca, abacista

Se c’è un libro, chiamiamolo libro, che ho sempre avuto a disposizione è il vocabolario. Mi ha sempre fatto sentire importante. Oltretutto è stato anche il primo pozzo di scienza in cui ho potuto attingere da ragazzino, anzi da bambino, i termini riferiti al sesso in maniera corretta. Magari non ero sveglio come gli altri nella realtà, ma quando chiedevo  se sapevano come si chiamava la f… in italiano o come erano identificati i  termini relativi a certe pratiche sessuali,  be’ facevo sempre una bella impressione.
In casa mia non è mai mancato insomma.
Mio padre ne aveva acquistato uno fenomenale acquistato da Selezione Reader's Digest  e per anni è stato un po’ il mio vangelo.
Adesso sono invece passato a un dizionario Rizzoli. Lo tengo poggiato sulla scrivania vicino al computer che uso per scrivere e da lì non si muove, se non per portarlo sul balcone nelle giornate di sole quando mi serve per apprendere qualche parola nuova: una pratica che non ho mai abbandonato.
Consta in tre volumi e mi è stato regalato qualche anno fa: un dizionario dei nomi comuni, un dizionario dei sinonimi e un volume che contiene in elenco citazioni greche e latine, le massime e i modi di dire.
Dispone anche di un dvd con filmati e vari link di collegamento a siti specifici, ma vi giuro che per il momento non l’ho ancora provato.
D’altronde credo che la mia narrativa con gli aiuti tecnologici abbia  avuto sì dei vantaggi per quanto riguarda la consultazione  e la documentazione su temi specifici, ma ritengo che mi abbia danneggiato quelle volte che ho usufruito dei sinonimi suggeriti da un programma di videoscrittura e peggio ancora quando mi sono servito della correzione ortografica e sintattica.  Non lo so, magari e soltanto una mia impressione, però mi piacerebbe sapere come la pensate.
Per me, comunque, per il momento, non c’è nulla che batte un bel vocabolario in aiuto alla mia narrativa J

mercoledì 27 ottobre 2010

Non solo viaggi nel Giurassico

Di Michael Crichton ho letto, per intero, soltanto “Il terminale uomo”, un tascabile Garzanti che qualcuno mi aveva regalato all’inizio degli anni novanta. Non mi aveva entusiasmato. Magari la colpa era del traduttore ma  avevo  faticato tantissimo a terminarlo, e da allora non mi sono più interessato ai suoi romanzi. Di sicuro sono una rarità come lettore, visto che come autore Crichton ha venduto 150 milioni  di copie dei suoi libri.
Be’ devo ammettere che una volta in treno, avevo provato ad affrontare “Jurassic Park” mi ero però fermato una volta girato la prima pagina, anche se non ricordo per quale motivo.
Negli ultimi tempi, tuttavia, surfando in rete, alla ricerca di qualche curiosità che lo riguardasse, mi sono imbattuto in un libro un po’ diverso dai romanzi soliti: Viaggi
Ho così scoperto che il signor Crichton, oltre a scrivere, ha passato parecchio tempo della sua vita a girovagare in lungo e in largo per il mondo, toccando un po’ tutte le parti del pianeta e affrontando avventure di ogni genere. Avventure che sono poi state ispirazioni per i suoi romanzi.  
Mettendosi alla prova per superare i propri limiti e le proprie paure, Michael si è tuffato tra gli squali nelle acque attorno agli atolli corallini Tahitiani e si è inoltrato nelle giungle della Nuova Guinea per incontrare gli aborigeni. Dal centro caotico di Bangkok si è spostato nell’Africa Equatoriale per salire sino in cima al Kilimanjaro. Ma non vanno dimenticati gli incontri con le tartarughe della Malesia, le avventure solitarie nel deserto americano e i lenti passi percorsi sui maestosi ghiacciai dell’Antartide. Un autore dunque che ha vissuto un’esistenza  all’insegna di una curiosità insaziabile.
Ora, avendo a disposizione quella mole di denaro avuta con i diritti d’autore sui libri, sui film e sui serial televisivi, immagino che sarebbe un’esistenza che molti condividerebbero, ma ho la netta sensazione che qualche viaggio indimenticabile ognuno di noi lo abbia già messo da parte.
Posso sbagliarmi, ma se così non è vi prego di segnalare in un commento  il luogo della vostra metà J

martedì 26 ottobre 2010

I miei Oscar cinematografici in caso di blackout televisivo

Questo post non era previsto, come non era previsto che discorressi di cinema: ho già scritto in altri post che ci sono blog assai più esperti e preparati del sottoscritto in materia. Non mi vedo insomma in veste di critico. Complici, però, la neve che imbiancava i prati vicino a casa e soprattutto la notizia che il 2 novembre anche il mio paesino disperso tra le montagne passerà al digitale terrestre, nel pomeriggio di ieri mi sono visto costretto a fare un rapido catalogo dei film in mio possesso e metterli in scaletta per rivederli, nel caso rimanga qualche ora senza segnale televisivo.
Ora di film ne possiedo diverse centinaia e quindi non dovrei annoiarmi. Per la maggior  parte si tratta di film di fantascienza: film ed episodi di Star Trek, saghe Stellari… ma possiedo anche  western, gialli, horror, commedie di Terence Hill e Bud Spencer, qualche thriller, qualche bella avventura  e anche qualche bel Bond.
Insomma dovrei cavarmela anche se il decoder non mi arriva in tempo il giorno dello spegnimento dei canali analogici.
Tra tutti  i film che possiedo, però, quelli che preferisco sono i cinque che seguono in elenco. Forse li preferisco soltanto per ragioni emotive più che per vere motivazioni critiche, ma per me sono davvero delle chicche. Vi chiedo soltanto di dirmi se la pensate allo stesso modo o se ci sono altri film che devo assolutamente recuperare prima del 2 novembre. Potete stilare anche un elenco personale, se lo desiderate.

5 - Matrix: chi negli anni mi ha sentito elogiare Blade Runner mi ha sempre consigliato di recuperare il primo Matrix. E non sono pentito di averlo fatto. Un film per conto mio terribilmente affascinante e suggestivo, anche se tende ad essere un po’ fumettistico e banale nella seconda parte.

4 - Fuori Orario: il film che più si avvicina alla mia idea di “narrativa”. La prima volta che l’ho visto mi aveva davvero sconvolto: forse grazie a quella citazione  iniziale riferita a il “Tropico del Cancro” o forse grazie alla musica di Bach.  Non lo so. Mi prende tutte le volte che lo riguardo anche se non piace a Strumm J

3 - Blade Runner: ai tempi della sua uscita, l’immagina luciferina e quasi punk di Roy Batty mi dava fastidio; la fantascienza per me consisteva in battaglie stellari, astronavi e cose del genere. Mi sembrava uno spreco la storia di un androide angosciato e filosofico… Dio mio come mi sbagliavo.

2 - Il cacciatore: un film memorabile, commovente, tragico, creato con un cast d’eccezione e una colonna sonora memorabile.

1 - La sottile linea rossa: sono cresciuto con i film di guerra, ma la sottile linea rossa non è soltanto un film di guerra. è il film che negli ultimi decenni mi ha colpito maggiormente… non smetterei di guardarlo. Un film con un’altra fenomenale colonna sonora.

lunedì 25 ottobre 2010

Il libro più letto al mondo

Vi siete magari chiesti quale sia il libro più letto al mondo? Bene, un suggerimento per  aiutarvi a risolvere questo semplice dilemma lo fornisce la Online Computer Library Center, un’associazione non profit diffusa in 96 paesi del mondo. L’organizzazione  ha infatti reso noto quali sono i libri più richiesti nelle biblioteche. La classifica relativa, per ora, è risalente all’anno 2005, ma appare come un esempio chiaro e indicativo sull’andamento della cultura del nostro tempo, sui gusti letterari più diffusi dai lettori e anche di quali siano le opere che ambiscono al ruolo di nuovi classici.
Si scopre così che il libro più letto al mondo è la “Sacra Bibbia”.
Certo, senza sollevare questioni religiose e sociologiche, credo che si tratta di una lettura quasi scontata ed una scoperta uguale a quella dell’acqua calda.  Io, per esempio ne possiedo tre copie diverse  a casa, e i libri del vecchio testamento li ho letti varie volte. Ho trovato delle copie dell’opera anche in diverse camere d’albergo in cui mi è capitato di soggiornare. D’altro canto immagino  che pure molti di voi l’abbiano, se non letta, sfogliata almeno una volta.
Non così scontati sono invece i titoli che la seguono in classifica. Classifica che vi linko in modo che la possiate consultare e commentare. Le sorprese sono davvero tanteJ

domenica 24 ottobre 2010

Il vero Carnevale, quest’anno, arriva il 31 ottobre.

Il 31 ottobre di quest'anno, per Edizioni XII, sarà il giorno di Carnevale, la nuova raccolta in uscita per la collana Camera Oscura, a cura di Daniele Bonfanti e David Riva.
Dodici racconti, di altrettanti autori, ambientati in una Venezia misteriosa e crepuscolare, ciascuno abbinato a una tavola, opera degli artisti di Diramazioni.
Dalle abitudini raggrinzite della realtà emerge ogni anno un nuovo disordine, insieme tradizione e sberleffo, travestimento e rivelazione, seduzione e raccapriccio. Il mondo si rovescia, le convenzioni svaporano: è l’apoteosi del paradosso, il trionfo dell’errore.

Carnevale.

Storie e maschere spogliate e rivestite dal tempo, attinte senza pudori dalle più vaste fonti, rispettando la sola regola che sia possibile applicare in un giorno simile: aspettati tutto.


In un turbinio di coriandoli insanguinati.
Gli autori: Michael Laimo, Riccardo Coltri, Samuel Marolla, Marica Petrolati, David Riva, Alberto Priora, Stefano Andrea Noventa, Davide Cassia, Simone Corà, J. Romano, Gabriele Lattanzio, Zefiro Mesvell. Nomi conosciuti, nomi in ascesa e nomi nuovi, tutti racchiusi in una cornice narrativa creata da Ian Delacroix e Mario Cella.
Il titolo è già disponibile in prevendita presso l'eshop di Edizioni XII.

venerdì 22 ottobre 2010

Andiamo a votare il nostro romanzo

Ecco il post necessario per completare il giochino letterario in questione e decretate un vincitore che riceverà un  libro in regalo. Di seguito ho inserito i titoli dei romanzi scelti con i commenti inseriti nel post riferito alla prima manche del concorso. Ho ordinato i titoli in ordine alfabetico, ma non ho aggiunto i nomi di chi li ha proposti, anche per non “favorire” gli amici e gli amici degli amici: tuttavia nei commenti a questo post ci sono le motivazioni della scelta e i nomi o nick di chi li ha proposti .
La votazione è libera e aperta a tutti i visitatori.
Come votare?
Bisogna scegliere i primi tre romanzi preferiti della lista e scriverli in un commento sotto il post. Il primo si prende cinque punti, il secondo due, e il terzo uno.
Chiudo le votazione  alla mezzanotte di domenica  31 ottobre 2010, il vincitore ovviamente è il romanzo che prende più punti.
Spero vi divertiate e aggiungo un grosso grazie a coloro che hanno partecipato al gioco.
Ringrazio in anticipo anche i votanti.  
Regalerei un libro a tutti a vostra scelta, ma non sono ancora così ricco. Chiudo dicendovi che domani e dopo sono ad Atene, ma spero di riuscire a seguire l’andamento delle votazioni. J

Alle montagne della follia, di H.P. Lovecraft.
Billy Bathgate, di E.L. Doctorow
Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez
Delitto e castigo, di Fedor Dostoevskij
Fahreneit 451, di Ray Bradbury.
Guida galattica degli autostoppisti, di Douglas Adams
It, di Stephen King
Lezioni Americane, di Italo Calvino
Misery di Stephen King di Stephen King.
Nome della Rosa (il) di Umberto Eco
Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austin
Pet Sematary, di Stephen King
Quaderni di Serafino Gubbio, di Luigi Pirandello
Richiamo della foresta (il), di Jack London
Soffocare, di Chuck Pulahniuk.
Trilogia della città di K, di Agota Kristof.
Ultima Luce, di Alan D. Altieri
Vangelo secondo Gesù (il), di José Saramago
Zia Mame, di Partick Tennis

giovedì 21 ottobre 2010

Ucronie Impure di Alessandro “McNab” Girola

Cosa ci vuole in più di un concorso letterario proposto da un blogger di classe indiscussa per terminare in bellezza l’anno? Niente, basta soltanto fare un salto nel suo blog a vedere e a leggere  il bando del suo concorso.  Semplice no. Se poi decidete di partecipare e avete un profilo in Face Book  potere  aggiungere la vostra partecipazione con un semplice click.
Io l’ho fatto, parteciperò, d’altra parte lo avevo scritto in un forum letterario all’inizio del 2010 che questo sarebbe stato un anno in cui la scrittura avrebbe preso un ruolo predominante nella mia vita e non soltanto un semplice passatempo.
Quindi eccomi qui a cimentarmi con l’ucronia. In tutta sincerità devo confessare che si tratta di un genere del tutto nuovo  e sebbene abbia qualche buona idea in mente sono del tutto inconsapevole del risultato che posso ottenere.
Ora sembra che il tempo sufficiente per preparare un buon lavoro ci sia, ma cercherò di improntare il tutto su una base umile e propositiva, augurandomi che parecchi di voi siano della partita J    

Bando del concorso
Aggiornamenti

mercoledì 20 ottobre 2010

Presto una legge su misura per il mio blog

Settimana scorsa, a Edimburgo, non ho dormito molto. Un po’ la differenza di luce durante la giornata, un po’ la nebbia che quotidianamente ha dominato la scena inumidendo riflessi e cervello; fatto sta che, quando la sera mi mettevo a letto, c’era sempre qualche problema a prendere sonno. Non mi sono preoccupato più di tanto a dire il vero. Sapevo che una volta a casa tutto sarebbe rientrato nella norma visto che non soffro d’insonnia, però farsi vedere per Princess Street o nella Old Town con la faccia stravolta e occhiaie che toccavano terra non è stata una bella esperienza, almeno per chi ha interagito con me.
Tuttavia ciò che più mi ha turbato sono stati gli incubi che nelle diverse ore della notte hanno bussato alla mia porta. Fantasmi indemoniati che uscivano da vicoli cupi, esperienze in cattedrali lugubri e sconsacrate. Insomma non c’è stato risveglio senza il ricordo di qualche brutto sogno. Per fortuna il tenore dei sogni non sempre ha avuto un registro simile. Ho sognato pure delle cose assai particolare e non sempre a sfondo orrorifico.
Ricordo per esempio di aver sognato per la prima volta in vita mia un politico. Io non mi sono mai occupato di politica, neppure ci capisco molto e dunque la faccenda e molto molto strana, ma questo sogno merita di essere raccontato.
Mi trovavo all’interno del castello di Edimburgo, nonostante avesse più le sembianze del castello Sforzesco di Milano. Adesso non so come si è sviluppato tutta la faccenda, ma ricordo che a un certo punto nel bel mezzo di una visita al museo militare sono stato interrotto da un  personaggio molto importante sulla nostra scena politica  nazionale. Che sia stata la mia faccia o la mia espressione a suscitare l'interesse di questo personaggio non lo so, ma sembrava piuttosto preoccupato per il mio stato d’animo e a un certo punto mi ha chiesto il motivo di tale preoccupazione.
Non so se in maniera peristaltica, ma gli ho risposto che temevo per le visite del blog e lui pronto, in modo simpatico e brillante, mi ha dapprima tranquillizzato e poi mi ha assicurato che presto presenterà la proposta per una legge in cui il mio blog dovrà assolutamente essere visitato una volta al giorno da tutti coloro che hanno a disposizione una connessione.
Ora mi chiedo: i politici fanno davvero queste cose?
Datemi lumi, almeno non mi metto in testa idee balorde, però se supponete che il sogno possa avverarsi, potete aggiungere nei commenti anche un link o il nome del vostro blog. Caso mai si avveri davvero, sarebbe il momento in cui si cambia  la vita.

martedì 19 ottobre 2010

Hobby navali, una botta di fortuna e Ronald Reagan

All’inizio di questo mese nella recensione di “La  grande fuga dell’Ottobre Rosso” avevo accennato al fatto che Tom Clancy aveva suscitato parecchia  curiosità per la sua competenza e conoscenza delle tecnologie militare al momento della pubblicazione del romanzo, ma questo dettaglio è soltanto un aspetto di tutte le indiscrezioni che ruotano attorno all’autore.
Al tempo assicuratore, Tom Clancy coltivava l’hobby della strategia navale e per il suo romanzo si ispirò a un fatto realmente accaduto nel 1975, quando un cacciatorpediniere sovietico cercò una defezione.
Lo scrittore impiegò sette mesi per la stesura, senza tralasciare di fare ricerche e documentarsi, e fu proprio quando si rivolse per una consulenza finale al Naval Istitute Press che ottenne una vera botta di fortuna.
La casa editrice non si era mai occupata di narrativa e puntava prevalentemente su pubblicazioni di tecnica navale, ma rimase talmente impressionata dal lavoro di Clancy che decise, per la prima volta nella sua storia, di proporre il romanzo.
L’iniziativa fu ben ripagata perché il romanzo ottenne un successo strepitoso, sia in America sia nel resto del mondo.
Anche Ronald Reagan, allora presidente degli Stati Uniti, apprezzò il lavoro di Clancy tanto che lo volle ricevere alla Casa Bianca per un incontro formale. Un incontro che tuttavia non impressionò l’autore,  ai giornalisti che trovò ad aspettarlo disse, infatti, che si trattò soltanto di una bella esperienza.

lunedì 18 ottobre 2010

Il libro più grande del mondo

Se mi regalassero un libro del genere sarebbe un bel problema. Non solo non saprei dove metterlo in casa, ma soprattutto non saprei come farlo entrare… in casa. Dovrei abbattere le porte credo, ma dubito che basterebbe, non entrerebbe lo stesso. Non potrei neppure farlo passare dal terrazzo dopo averlo scaricato da un elicottero immagino. Fatica sprecata. Un librone di tre metri e zero sette per tre metri e quarantadue,  con un peso di tre quintali e mezzo è un’enormità per chiunque.  Il tutto addirittura realizzato per presentare la Mazda Verisa.  
Il libro, giapponese chiaramente, è composto di sedici pagine rigorosamente cartacee e necessita di almeno due persone per poterlo sfogliare. Al suo interno sono raffigurate immagine della natura e richiami al modello di auto sopra citato. È stato realizzato nel 2004 al momento non si sa di preciso che fine abbia fatto. è probabile che sia ben custodito in qualche palazzo o museo dove ben poche persone posso osservarlo e, perché no, sfogliarlo.
Be’ in realtà, per la precisione, ci sarebbe un “libro” ancora più grande, ma in questo caso si tratterebbe più che altro di una costruzione fatta con fogli di marmo e non di carta e quindi non so se è giusto classificarlo in questa serie di primati.
In ogni caso, il tempio libro si trova in Birmania e si tratta del Kuthodaw.

domenica 17 ottobre 2010

Alla faccia del turismo

Nei giorni passati, come immagino sappiate se non è la prima volta che visitate il blog, sono stato a Edimburgo per lavoro. Ero pessimista prima di partire per via delle innumerevoli cose che avevo in cantiere. O forse, più sinceramente, non avevo il desiderio di andare per pigrizia.  Invece, al di là della Manica, è andato meglio del previsto. Sono stati giorni di esperienze ed emozioni che sicuramente mi torneranno utili nel prossimo periodo sia per offrire nuovi contenuti al blog sia per quanto riguarda lo stimolo a nuovi racconti.
Già durante il volo di andata, infatti, si è presentata una situazione degna di un racconto di nota: in pieno volo mi è capitato di sentir chiedere dalla voce del comandante, per la prima volta in vita mia,  se c’era qualche dottore a bordo, e questo ha creato un po’ di panico incontrollato tra i passeggeri.
Ma anche una volta giunto in città le situazioni piacevoli si sono susseguite senza soluzione di continuità. Luoghi d’arte incantevoli, location cinematografiche, paesaggi naturalistici impressionanti, senza escludere la visita dei vicoli bui della Old Town in compagna del fantasma di Adam Lyal e il malinconico suono di una cornamusa vicino alla statua di Hume.
Non ho potuto utilizzare il computer (tranne per la posta) per motivi di tempo, ma ho notato che il blog è stato seguito lo stesso e di questo vi ringrazio (a proposito mancano ancora alcune lettere per completare il giochino, partecipate se ancora non lo avete fatto).
Tuttavia, ciò che più mi ha colpito è stata la cortesia e il tatto degli abitanti. Mai colto un atto di maleducazione e di insofferenza nei miei confronti  e sì che non sono un tipo facile. Insomma un popolo davvero meraviglioso dal mio punto di vista che sicuramente tornerò a incontrare.
Anche perché a controbilanciare il tutto c’è stato un rientro caratterizzato da situazioni di stress e nervosismo al limite.
All’arrivo all’aeroporto di *  ho dovuto aspettare un’ora e venti minuti il bagaglio (il volo è durato due ore e dieci minuti), poi ho impiegato quasi due ore di bus privato per compiere i cinquanta chilometri che separano l’aeroporto dalla mia sede di lavoro dove avevo lasciato l’auto. Il tutto tra gente sclerata e tesa come una corda di violino. Se a questo aggiungiamo che qualche minuto prima di giungere a destinazione vengo avvisato tramite cellulare che il centro della città è bloccato per la presenza di una decina di ministri impegnati a mangiare e che per questo motivo mi devo fare un chilometro a piedi con il trolley capirete il disagio che ho provato.
Ma non è tutto, perché una volta sceso dal bus ed essermi avviato a piedi cercando di fare la strada più breve, vengo bloccato dalla polizia  appena mi trovo a imboccare un vicolo. Questi dapprima mi fanno aprire il bagaglio per un controllo (notare che non mi era successo all’imbarco), poi mi obbligano a fare retromarcia e a compiere un giro quasi doppio per non intralciare questi magna magna che sono impegnati, quasi non ci credo, in una conferenza sullo sviluppo del turismo nella zona.
Naturalmente ho inveito ed ho insultato i poliziotti presenti e soltanto grazie all’intervento di una persona che mi accompagnava che ha stemperato la situazione ho evitato guai peggiori e una bella denuncia che si prospettava a mio carico.
Insomma… bentornato in Italia Ferruccio.

sabato 16 ottobre 2010

Il libro con il titolo più lungo del mondo

Dopo un libro sugli uccelli americano, una biblioteca americana, un romanzo storico francese, finalmente un primato di questa strana e particolare serie di post spetta pure a noi italiani. Sì, perché il libro con il titolo più lungo del mondo, entrato a far aperte dei Guinnes dei Primati, è opera di Davide Ciliberti, un giovane pubblicitario esperto di comunicazione.
Il libro è uscito nel 2007, e ha un titolo composto da 1433 caratteri:
“Per favore dite a mia madre che faccio il pubblicitario lei pensa che sono un pierre e che quindi regalo manciate di free entry e consumazioni gratis a chi mi pare, rido coi vips, i calciatori le veline e le giornaliste, leggo Novella e mi fotografano i paparazzi, entro neI privé saltando la coda, bevo senza pagare, sono ghiotto di tartine e gin tonic, ho la casa piena di oggetti di design, conosco Paris Hilton, Tom Ford ed Emilio”.
Ah, per la precisione si tratta di un libro prodotto soltanto in edizione tascabile.

domenica 10 ottobre 2010

Alla ricerca del romanzo più amato

Via. Via. Per qualche settimana potrei essere assente. Non so infatti come sarà domani e dopo. In ogni caso,  se lo desiderate, potete partecipare a questo gioco che prende il via in questo momento. Nel post di stamattina ho cercato di spiegarvi il funzionamento. Spero sia stato chiaro, anche perché adesso si comincia con la prima manche.
Nulla di difficile e impegnativo. Non dovete fare altro che aggiungere in un commento il romanzo da voi scelto, tenendo presente che non potete sceglierne uno che comincia con la stessa lettera dell’alfabeto scelta da qualcun altro prima di voi. Cercate di scegliere un romanzo forte, perché in un secondo tempo, potreste addirittura vincere il libro che metto in palio.
Nel commento usate questa sintassi:  
Lettera dell’alfabeto = Titolo romanzo, Nome Cognome autore, Nome Cognome o Nickname del Commentatore (nel caso non sia in testa al commento), facoltativamente potete aggiungere i punti di forza del romanzo.
es. 
A = American Psyco, Bret Easton Ellis, Gianola Ferruccio: bla bla bla
C’è tutto il tempo che volete, dobbiamo coprire l’intero alfabeto dopotutto e se avrò l’occasione cercherò di apparire ogni tanto.
Ah, l’articolo viene dopo naturalmente, non è considerato nel titolo del romanzo e non è obbligatorio seguire l'ordine delle lettere, basta che non ci siamo doppioni J
Buon divertimento intanto e grazie

Scegli il tuo romanzo e spingilo sul podio

Come annunciato nel post di venerdì eccomi ora a proporre un giochino letterario utile a tener vivo il blog nei prossimi giorni di latitanza. Magari non cambia nulla. Magari all’estero potrò usare il computer e la rete senza limitazioni e potrebbe risultare superfluo. Ma nella vita ho imparato a mettere le mani avanti e quindi lasciarvi la possibilità di interagire anche nelle prossime ore con un semplice passatempo mi sembra il minimo che, per rispetto nei vostri confronti, possa fare.
In realtà si tratta di un giochino molto semplice, sviluppato in due manche.
Nella prima manche il partecipante  dovrà inserire come commento nel post che aprirò da questa sera alle otto, il titolo di un romanzo edito rispettando una lettera dell’alfabeto italiano.
Es:
A = American Psyco di Ellis
B =  Borgo (Il) di Faulkner
C = Cent’anni di solitudine di Marquez
Semplice no? In fondo basterebbe guardare l'archivio on line di qualche grossa casa editrice per risolvere il problema,  vero?
Ma qui  sta il trucco. Come ho detto questo è soltanto il primo passo. Perché il gioco duro comincia una volta completato l’intero alfabeto. A questo punto un altro post presenterà in un elenco tutti i romanzi  inseriti nei commenti e ogni visitatore potrà votare  un podio scegliendo i suoi tre romanzi preferiti. Naturalmente il romanzo che ottiene più punti vince un libro che metterò in palio.
Chiaro no?
Alcune regole da seguire:
1 - Ogni commentatore potrà inserire il titolo di un solo romanzo.
2 - Non ci dovranno essere romanzi con la stessa iniziale  (quindi chi tardi arriva male alloggia)
3 - Nel commento, dopo il titolo del romanzo, il nome dell’autore, il nome del commentatore, si potrà mettere anche i punti di forza del romanzo per aumentare la possibilità di finire sul podio.

Naturalmente se ci sono altre richieste di chiarimento, questo post serve a proposito. :-)

sabato 9 ottobre 2010

Un tuffo nel passato

Sono in quattro. Sono lì, fermi e immobili sulla piazza del sagrato. Non so cosa stanno facendo e non so chi stanno aspettando. Fumano. Stanno zitti e hanno dei fiaschi di vino in mano. Sembrano usciti da un film ambientato nel milleottocento con quegli strani vestiti addosso. Mi guardano mentre attraverso la piazza piano con l’auto. Vedo che portano con sé falci e seghe. Mi fanno paura con la presenza di questa nebbiolina autunnale e temo di essere finito in una storia dell’orrore. Farò una brutta fine?
Poi mi ricordo. Sono io a essere fuori luogo. Loro stanno solo facendo il loro dovere e la loro parte. Una parte da portare avanti oggi e domani nella rivitazione storica che il paese da anni propone. Ed io mi sono addirittura dimenticato di segnalarlo. Certo in mio un romanzo di cui ho  parlato qualche mese fa ci sono degli episodi che riguardano questa manifestazione, ma oggi si sta svolgendo in tempo reale e mi spiace davvero non averlo comunicato prima sul blog J  

  

venerdì 8 ottobre 2010

Edimburgo, Atene e un Pit Stop al GP di La Tela Nera

Lunedì mi devo recare a Edimburgo per lavoro e rimarrò in Scozia per tutta la settimana. Prospettiva eccitante e allettante sotto certi punti di vista, ma senza preavviso è stato un fulmine a ciel sereno. Mi adeguerò, troverò le motivazioni per fare al meglio il mio dovere, tuttavia devo ammettere che una trasferta del genere mi obbliga a ripiegare su un piano b (vero Alex?): racconti in fase di sviluppo, concorsi a cui sono iscritto, sono alcune delle cose che devono avere una brusca virata.
In linea di massima non sono uno sprovveduto. Ho imparato a non aspettare l’ultimo minuto, però tre o quattro giorni in più di riletture e revisioni non sarebbero stati inutili. Vorrà dire che farò buon viso a cattiva sorte ed entro domenica invierò i due racconti scritti per il concorso “Nella Tela” e la fiaba che ho Riraccontato per il forum di Edizioni XII.
Però c’è anche un altro problema che incombe. Sono preoccupato per il blog. Mi rendo conto che stare una settimana senza postare può essere deleterio, ma al momento non ho le idee chiare sulla disponibilità di una rete per lavorare. Insomma ho gli articoli pronti per settimana prossima, ma non posso postarli tutti in un giorno solo.  Se sarà possibile cercherò di essere regolare nelle pubblicazioni, ma come di punto di partenza ho già ideato un post con un giochino letterario che intento postare domenica, un giochetto che potrebbe coprirmi alcuni giorni di black out (nel caso accadesse aiutatemi nella condivisione sui Social Network, se vi è possibile e se vi accorgete che sono assente.)
Purtroppo devo fare un Pit Stop immediato anche con il nuovo concorso ideato da Alessio Valsecchi sul forum de La Tela Nera. Edimburgo infatti non è la sola trasferta del mese. Il penultimo weekend di Ottobre dovrò recarmi ad Atene per motivi di altro genere, anche loro irrinunciabili, e quindi il mondo virtuale è più che mai aleatorio.
Scriverò e leggerò a più non posso, ma sopravvivrò senza i vostri commenti?

giovedì 7 ottobre 2010

Modesto ma sicuro del suo valore

Ken Follett ha pubblicato ventisei libri,  vendendone centoventi milioni di copie nel mondo, tredici delle quali in Italia. Forse, già questo dettaglio potrebbe essere una curiosità non da poco. Tuttavia potremmo aggiungere che prima di  arrivare al successo con il romanzo “La cruna dell’ago”, lo scrittore si è allenato al grande balzo scrivendo romanzi, nei fine settimana e alla sera,  con l’utilizzo di vari pseudonimi: Simon Myles, Bernard L. Ross, Zachary Stone e Martin Martinsen.  Altre curiosità potrebbero essere quelle che per qualche anno ha lavorato come giornalista dell’Evening News e che adora Shakespeare, tanto che è possibile incontrarlo alle rappresentazioni tenute dalla Royal Shakespeare Company di Londra.  Scriviamo inoltre che adora la musica e che suona il basso in una band dal nome “Damn Right I Got the Blues”.
Potremmo segnalare che ha abitato nel Surrey, ma anche in Costa Azzurra  e che adesso privilegia Londra e lo Hertfordshire,
In più mettiamo che si è sposato diverse volte e che al momento vive con Barbara Broer, deputato del Parlamento nelle file dei laburisti.
Insomma uno scrittore  al top delle vendite e pieno di particolari curiosi, dotato tuttavia di una notevole modestia. Ai tempi del successo de “La cruna dell’ago” affermò di essere piuttosto rozzo e grezzo nello stile  della sua narrativa troppo giornalistica e che doveva migliorare parecchio. Comunque, la sicurezza in sé non ha mai latitato perché già allora  aveva l’ambizioso progetto di pubblicare un best seller all’anno.
Che dite c’è riuscito o è sopravvalutato? E il suo stile lo trovate giornalistico? J.

mercoledì 6 ottobre 2010

Questione di poteri

Non ho mai amato in maniera particolare i supereroi. Passi per Superman e l’Uomo Ragno, ma gli altri li ho trovati quasi antipatici. Batman non l’ho mai sopportato e sui  Fantastici Quattro è meglio che non mi pronunci. Come è meglio che eviti di parlare di Hulk.
Con questo mica voglio dire che non mi piacerebbe avere qualche potere. Sarei uno spudorato bugiardo, anche perché inconsciamente un certo fascino suppongo di averlo subito visto che, ultimamente,  ho scritto anche dei racconti con dei personaggi dotati di super poteri, sebbene i poteri in questo caso siano usati in modo maldestro e comico.
Ma c’è dell’altro.         
Da ragazzino, quando ho cominciato ad avvertire una certa attrazione verso l’altro sesso, più di una volta avrei voluto avere una vista a raggi x per poter vedere attraverso le mutandine delle ragazze.
In seguito avrei voluto possedere la facoltà di spostarmi nello spazio per non perdere tempo nelle sale d’aspetto delle ferrovie e dei terminal aeroportuali (facoltà che vorrei possedere ancora adesso).
Forse avrei voluto anche possedere una sorta di traduttore di lingue incorporato per poter parlare con chiunque senza problemi.
Poteri inseguiti inutilmente
Ma credo che il vero potere che vorrei possedere ora non abbia nulla a che vedere con quello che identifica certi supereroi. Ora come ora, vorrei avere la facoltà di poter mettere su carta realmente ciò che mi passa nella testa. Lo vorrei fare in maniera empatica  e sicura, non attraverso revisioni e correzioni che a volte mi lasciano la sensazione di non aver neppure trasmesso ciò che desidero comunicare per davvero.   

martedì 5 ottobre 2010

Ho perso la testa per loro

Non so se sia successo pure a voi, ma leggendo romanzi mi è capitato più volte di immedesimarmi talmente tanto in un racconto da farmi condizionare dalla presenza di certi personaggi femminili. Non voglio dire che mi sono innamorato però mi sono piaciuti davvero tanto. Alcuni me li sono portati addosso per qualche anno. Per altri l’infatuazione è durata soltanto qualche mese, ma per qualche tempo mi hanno davvero assillato.
A volte me li sono sognati di notte. A volte li ho confusi con la ragazza reale che avevo al momento: ha qualcosa di romanzesco, me ne rendo conto, ma non posso fare a mano di segnalare i tre che mi hanno maggiormente condizionato.

1 - Remedios la bella: personaggio di “ Cent’anni di Solitudine”. Una ragazza dalla  bellezza inquietante, capace di far impazzire d’amore ogni uomo e causa del suo epiteto. Completamente priva di malizia, girava per casa nuda, inconsapevole del suo effetto sugli uomini. Fino all’età di 20 anni non fu in grado di leggere, di  scrivere, di  vestirsi da sola, di  pulirsi o di  controllare il suo corpo.  La soluzione che trova l’autore del romanzo è quella  di chiudere la giovane Remedios in convento. Un giorno però, dopo anni di clausura, Remedios ascende miracolosamente in cielo sotto lo sguardo allibito delle monache.

2 - Daisy Fay: personaggio de “Il grande Gatsby”. L’ereditiera di cui è innamorato anche Jay Gatbsy. Un amore che l’uomo vuole riconquistare una volta tornato dalla guerra. Ma i sogni più sono belli e meno hanno possibilità di avverarsi.  Gatbsy non soltanto non riuscirà a strappare la donna a Tom Buchanan, ma finirà addirittura sotto i colpi di un marito tradito messo sulle tracce, per vendetta, dal perfido rivale.

3 - Alejandra: personaggio di “Cavalli Selvaggi”. Ho poco da dire. Vi invito solamente a leggere il libro a pagina 140. Vi innamorerete anche voi. Per me, uno dei personaggi femminili più belli in assoluto e poco importa che, anche in questo libro, sia protagonista di una storia sbagliata.

Potrei aggiungere anche la prostituta de “Il giovane Holden” o la “Prudence” del Nick Adams di  Hemingway, ma aggiungerei stronze a stronze. Che dire,  mi innamoro sempre di donne così.
Ditemi che è capitato pure a voi :-)

lunedì 4 ottobre 2010

Il romanzo più lungo del mondo

Cercare di stabilire quale sia il romanzo più lungo non è affatto semplice. Le variabili sono diverse. Tuttavia prenderemo in considerazione i lavori pubblicati in latino o cirillico. In conformità a questi criteri, le ricerche in rete (le fonti Wikipedia soprattutto, con degli estrapolati tratti dai Guinnes dei primati) sembravano indicare come il romanzo più lungo mai stato scritto “Alla ricerca del tempo perduto”.
Ora l’opera di  Marcel Proust, scritta tra il 1909 e il 1922,  pubblicata in sette volumi tra il 1913 e il 1927, considerata tra i massimi capolavori della letteratura universale per vari motivi e composta da circa un milione e mezzo di parole; quindi potrebbe fregiarsi giustamente di questo titolo. Tuttavia  esiste un romanzo, sempre francese, ancora più lungo. Il lavoro, di carattere storico, s’intitola “Artaméne” ed è stato scritto dai fratelli Madaleine e Georges de Scudèry. È stato pubblicato in dieci volumi tra il  1649 e il 1653 ed  è composto da più di 2 milioni di parole. Un vero romanzo infinito.
Le statistiche non prendono, però, in considerazioni casi di auto-pubblicazione composti  da decine di milioni di parole.

domenica 3 ottobre 2010

IL meglio della primavera estate

Il mio blog è stato aperto a novembre del 2009, più che altro per la necessità di avere un profilo utile nel postare commenti nei blog degli amici. Per alcuni mesi dunque non avevo intenzione di lanciarmi in questa avventura. Poi è scattato qualcosa. Forse la necessità di scrivere sempre e comunque anche a dispetto di blocchi dello scrittore. Non lo so. Fatto sta che da aprile del 2010 ho cominciato a postare con regolarità articoli. Sempre ad aprile ho inserito un contatore, più per curiosità che per un reale bisogno. Però, quando ho notato che i risultati, giorno per giorno, erano sempre più positivi, mi sono impegnato a fare sempre meglio.
Ora sono molto soddisfatto. Il mese di settembre ho avuto una media di settanta visitatori ogni giorno (tre volte ho passato i cento) e la tendenza è sempre in crescita. Certo, a volte sbaglio l’articolo postato, ma di alcuni sono molto soddisfatto e li ripresento. Non è comunque una classifica di merito.


Be’, a dire il vero, anche  i sondaggi sono funzionati bene, come i giochini letterari e qualche curiosità riferita agli scrittori celebri. Quindi mi ritengo soddisfatto, ma se volete tirarmi le orecchie per qualche motivo che mi sfugge non dovete fare altro che scriverlo. J

sabato 2 ottobre 2010

Parla come mangi

Anche oggi, come qualche sabato fa, posto un articolo, frutto di considerazioni del tutto improvvise, suscitato da un episodio che mi è successo stamattina. Dovete sapere che io abito in un paesino di montagna e stamani all’alba mentre mi recavo al lavoro una mancata precedenza ha provocato una bella discussione. Non conoscevo l’interlocutore e mi sono rivolto a lui in lingua italiana per spiegarmi, al che, costui, inviperito, immagino che sapesse chi fossi, mi ha ribattuto in dialetto: “parle come te maiet” (parla come mangi).
La faccenda si è poi risolta positivamente, ma la frase non mi è uscita di mente e mi ha fatto riflettere qualche ora.
Dunque io per mangiare devo parlare la lingua italiana, non c’è dialetto che tenga, ma c’è un però: sino a quattordici anni ho sempre parlato dialetto, a parte a scuola ovviamente e qualche piccola cadenza e inflessione, nonostante lo studio e la pazienza, mi è rimasta addosso. Qualche limite dovuto a questo background culturale risulta anche nella mia narrativa (più di una volta mi è stata sottolineata la presenza di qualche termine troppo partigiano) tuttavia mi sforzo e se non sono sotto pressione difficilmente nel parlare in italiano si evidenzia la mia origine orobica a parte qualche originalità nella pronuncia di vocaboli come pizza e facebook.
Insomma potrei quasi fare il doppiatore J.
Be', non vengo certo a chiedervi se parlate come mangiate a questo punto. Le risposte che noto dai vostri commenti non hanno bisogno di certe precisazioni: si coglie cultura, preparazione e intelligenza. Ma devo confessare che più di una volta, leggendo i vostri commenti,  mi sono chiesto come siete realmente. Ora se un’idea dell’aspetto fisico, per la maggior parte di voi,  me la sono fatta attraverso i vostri avatar, attraverso qualche vostra foto intravista in rete o attraverso la lettura di qualche post di stampo personale, la curiosità verrebbe appagata ulteriormente conoscendo se attorno alla vostra voce ruota qualche  cadenza o qualche inflessione particolare. Sapere insomma se qualcuno di voi parla come Alberto Sordi o Amendola, come Peppino de Filippo o  Ferry Botte, se possiede l’inflessione romagnola del povero Marco Pantani o quella emiliana di Guccini non ha prezzo. Certo, se possedete la dizione perfetta di  Luca Ward non dovete che dirlo.
Ma sono sicuro che alla fine mi servirà per farmi ancora un'idea più precisa di questi generosi e originali amici virtuali. Caso mai un giorno, me lo auguro, debba incontrarvi dal vero, non rimarrò sorpreso.

venerdì 1 ottobre 2010

La grande fuga dell’Ottobre Rosso sul mio blog

L’Ottobre Rosso, come immagino tutti sappiano, è un sottomarino nucleare Sovietico armato di missili che fila silenzioso e a tutta velocità nelle gelide profondità dell’atlantico verso le coste americane. Lo comanda Marko Ramius, un uomo abile e intelligente, che sta finalmente mettendo in atto un piano da tempo architettato: riparare negli Stati Uniti e attuare la sua vendetta contro il regime che è la causa di un suo cocente dolore personale.
Ora mentre i sovietici allertano la propria flotta con l’ordine di intercettare e distruggere il sottomarino, anche gli americani, guidati da Jack Ryan (un brillante analista della Cia) e dalle geniali intuizioni di un giovane operatore sonar del sommergibile Dallas fanno di tutto per non lasciarsi sfuggire il prezioso battello. La caccia in questo modo si protrae per diciotto giorni sino a concludersi con un’appassionate battaglia sotto i mari.
Il tutto raccontato, in maniera esemplare, attraverso seicento pagine serrate di scrittura brillante e senza fronzoli. Dialoghi incisivi e un certo qual modo realistici. Una scrittura che a volte sembra quasi fisica, facendoti avvertire il senso di disagio che esiste nello stare a lungo rinchiuso in un sommergibile nelle profondità marine. Dal mio punto di vista esiste qualche pesantezza nelle descrizioni degli armamenti e di altri particolari strettamente militari, ma in questo caso si tratta ovviamente di considerazioni del tutto soggettive, perché il romanzo scivola via velocemente senza stancare.
Qualche anno fa, infatti, lo avevo letto in pochi giorni e l’ho ripreso soltanto per rinfrescarmi un po’ lo stile e la forma usata da Tom Clancy.
Insomma un libro che non crea fastidi. Magari non possiede particolari risvolti artistici che lo rendono memorabile ma ritengo che non sia  lo scopo del romanzo. Forse si tratta soltanto di un lavoro realizzato soltanto per divertire e portare un po’ di relax, non per darsi arie sfoggiandolo nella libreria di casa.
Leggerlo dunque non è un peccato e neppure una perdita di tempo e alla fine vi trovate tra le manie l’esempio perfetto di un techno thriller.
Non mi resta che aggiungere due cosettine per chiudere. Una riguarda l’autore Tom Clancy: si dice che quando uscì il romanzo attorno al romanziere si creò parecchia curiosità per l’estrema competenza con cui trattava le tecnologie militari sia Americane sia Sovietiche (ma questo potrebbe essere un argomento da curiosità di scrittori celebri).
La seconda riguarda invece il calendario a cui appartiene questo articolo. Continuate, per favore a suggerire titolo per i prossimi mesi.
Accidenti, non credevo fosse così complicato trovarli J

Scheda libro