mercoledì 1 dicembre 2010

December 6, ovvero Tokio Station sul mio blog

Ho trovato questo romanzo sulla mensola nell’atrio d’entrata dell’appartamento di un mio amico. È capitato a fagiolo visto che sulle prime non sapevo che Tokio Station fosse la versione italiana di  December 6.  Ora qualcuno potrebbe dire che dovevo fare la recensione in  Inglese, ma è talmente ovvio che December è Dicembre che,  noi, facciamo finta di nulla. 
Il romanzo appartiene alla moglie del mio amico: donna appassionata di thriller e simili. Le ho chiesto se poteva prestarmelo perché mi serviva per fare una recensione sul mio blog per la serie "un calendario molto particolare" e me lo sono letto, ma prima ovviamente le ho domandato cosa ne pensava, non della mia recensione, del libro.
A lei era piaciuto e vi devo confessare che è piaciuto un pochino pure a me, anche se non si tratta  di un thriller e nemmeno di una spy story.
Dunque, il protagonista della storia è un certo Harry Niles, un trentenne che gestisce un night club a Tokyo. Harry è figlio di missionari Battisti, ma è cresciuto, con uno zio alcolizzato, come uno straniero in mezzo ai bambini giapponesi. Essendo un gaijin, Harry si è sempre sentito messo in disparte e questo fatto gli ha  insegnato non soltanto a sopravvivere,  ma soprattutto a resistere.
Il libro è ambientato nei giorni in cui il Giappone sta entrando in guerra contro gli Stati Uniti. Ora Niles, essendo americano, è quindi pericolosamente in bilico tra le due culture. Questo suo essere in bilico lo porterà ad essere visto come una spia e la sua vita tranquilla di gestore di night club subirà una svolta importante e pericolosa anche perché, sulle sue tracce, si mette un certo Ishigami.
Non manca l’amore nel romanzo e pure in questo caso Harry è diviso tra la bellissima Michiko e l'affascinante Alice.
Harry Niles è, in definitiva,  un personaggio diviso in due,  da due culture differenti e da due amori molto diversi tra loro.
Il libro è grazioso e scorrevole. In alcuni momenti anche  coinvolgente e intrigante e fa risaltare molto bene la dualità che contraddistingue il protagonista.
Insomma, Martin Cruz Smith ha scritto un romanzo divertente e sotto certi aspetti istruttivo, e vi trasporta e vi fa rivivere con precisione come era la vita nel centro di Tokyo del 6 dicembre 1941.
Aggiungo il link per trovare il libro e anche una supplica: segnalate i libri di febbraio, marzo, aprile... :-)

2 commenti:

  1. Non sono appassionata di questi autori più o meno noti con romanzi fra il giallo-thriller-romanticume sparso. Li vedo, li sfoglio, e poi li ripongo. Però, prendo nota, va là! :)

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  2. Neppure io divento matto, ma per dicembre non ho trovato null'altro:-)

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