giovedì 18 novembre 2010

La curiosità per la gente

Truman Capote non è di sicuro tra i miei autori preferiti. Possiedo solo uno dei suoi libri: l’Arpa d’Erba e non lo ritengo un capolavoro come sostiene una certa critica. Anzi, leggendolo, l’ho trovato parecchio noioso e la faccenda è alquanto divertente in vista di ciò che vi apprestate a leggere. Certo ho visto parecchie volte il film “Colazione da Tiffany, film tratto da un altro suo celebre romanzo (mai letto) e lì dentro recita uno dei miei autori preferiti: il gatto senza nome. Sotto certi punti di vista trovo adorabile anche la canzone che funge da leit motiv al film: “Moon River”. Ma ripeto, sebbene, l’autore  americano sia considerato un maestro dal talento indiscusso e un giornalista di rara bravura, io non avverto nei suoi confronti molta simpatia. 

Una simpatia letterale sia chiaro, al sottoscritto le descrizioni citate dalle sue biografie  che ce lo presentano  come un personaggio  amorale,  avvezzo al vizio e alla critica graffiante,  con una visione del mondo cinica e disincantata non fregano più di tanto. Tuttavia nonostante il gusto della provocazione e il sarcasmo che traspariva nei confronti del perbenismo, pare che l’autore provasse, anche  amore sincero  e un  interesse  nei confronti degli eccentrici,  della gente solo all’apparenza  comune e dei lati nascosti delle celebrità che amava privare di ogni orpello divino.

D’altronde,  come sosteneva Barbara Jill Walters, uno dei motivi per cui Truman Capote s'interessava tanto alla gente è che rifiutava di farsi annoiare dal prossimo. Se gli capitava di parlare con qualcuno che lo annoiava a morte, si domandava: «Perché questa persona mi fa sbadigliare? Perché non desta la mia curiosità.»

Così Capote cominciava a studiare le caratteristiche 
dell'interlocutore: i lineamenti, la pettinatura, il modo di parlare ecc. Cercava d'immaginare che cosa la persona noiosa pensava di sé stessa, quale poteva essere la  sua vita, quali fossero i suoi gusti e le sue abitudini. Per trovare risposta a questi interrogativi comincia a rivolgerle domande, e ben presto era talmente assorto in quest'indagine che non si annoiava più.

E voi come vi sentite tra la gente, vi annoiate? Avete qualche metodo particolare per non tediarvi? Vi ubriacate come faceva Ernest Hemingway o  preferite magari rifugiarvi nel mondo virtuale?

16 commenti:

  1. Io sono un asociale (nel mio blog c'é anche un tag con una serie di post sull'argomento), quindi mi accade il contrario: é la gente che si annoia stare con me :-)

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  2. @ Ariano: io vado da un estremo all'altro. Passo da periodi da orso ad altri dove mi sembra quasi di essere un attore talmente sono "brillante"
    Anche se il più delle volte tendo a essere come Hemingway:-)

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  3. Una volta forse la soluzione Hemingway l'avrei preferita. Oggi ho capito che comunque dopo la sbronza le uniche cose che restano sono il mal di testa e la cosa da cui volevo scappare. Io vado ad alti a bassi (il post che ho appena pubblicato ne è un esempio: guarda un po' le cose della vita!).
    Temistocle

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  4. La gente mi annoia a morte. Infatti conosco tante persone, ma ho pochissimi amici.
    Di solito, in quelle circostanze, quando si deve avere a che fare con molti individui, tendo a diventare sarcastico, ma in modo eccessivo.

    È anche questione di compagnia. Nel senso che i miei interessi sono poco comuni alle persone che frequento: film, telefilm, silver screen. E sono ancor meno argomenti di conversazione.
    Quando stai lì, tra la gente, e dopo neanche un quarto d'ora scatta il solito panegirico sulla politica destra-sinistra-centro sopra-e-sotto o sui lauti guadagni fatti con investimenti "oculati", divento isterico e comincio a sfottere chiunque mi capiti a tiro, su qualunque difetto riesca a notare.
    È l'unico modo per difendermi.

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  5. @ Tim: vado a fare un giro tra qualche minuto... io comunque uso ancora il metodo Hemingway, poi resto incavolato ore ed ore, ma almeno la "miseria umana" la tengo a bada.

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  6. @ Hell: l'incipit del tuo commento non ha bisogno di ulteriori precisazioni. Dovrei imparare e seguire il tuo esempio, sopratutto in questo periodo. Ho spesso a che fare con gente che non guadagna più i milioni di una volta e sai come mi piacerebbe avere un po' di stile e sfotterli, ma per il momento finisco sempre per litigare:-)

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  7. Anche io sono asociale, preferisco la solitudine o la compagnia degli animali. L'ubriacatura no, mai ubriacato in vita mia. Mi estraneo leggendo o standomene per i fatti miei, il che capita quasi sempre.

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  8. @ Daniele, la sensazione che l'asocialità sia un denominatore comune è sempre più una costante:-)

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  9. io sono un vero e proprio orso,per quanto molti mi dicano che sono uno che empatizza molto con gli altri.
    Si vede che mi conoscono poco.Ma questo credo dipenda dal fatto che vengo da una famiglia numerosa quindi ho coltivato molto la mia vita interiore.
    In genere quando incontro persone che mi annoiano mi astraggo,fingo di prestare interesse ma non ascolto.
    In genere non mi piacciono discorsi su macchine,sport,investimentiparlare
    male dei colleghi:I miei amici sono persone,che condividono anche parzialmente i miei interessi o che abbiano mente aperta.
    Per quanto sia di sinistra,ho anche amici di destra,l'uniche cosa che non accetterò mai è l'intolleranza e l'ignoranza.
    Truman Capote non mi piace come scrittore,però devo ammettere che si tratta di uno dei personaggi fondamentali del sottobosco culturale Usa.

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  10. Nick di Truman Capote penso la stessa cosa.
    Per il resto, in tutta sincerità - prendi comunque con le punze questo giudizio relativo - l'impressione che mi sono fatto di te è quella che hai descritto:-)

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  11. IO NON SONO UN TIPO "ORSO"...Mi piacciono gli "altri", lA GENTE SPESSO MI SORPRENDE POSITIVAMENTE, INSOMMA, LA PREFERISCO DI GRAN LUNGA AL VIRTUALE.cERTO NON SEMPRE è COSì E QUANDO MI ANNOIO A MORTE, PENSO AL MARE.sONO STRANA, LO SO DA ME.cIAOOOO.p:s:era premuto il maiuscolo ma non mi va di ricominciare,scusatemi.

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  12. ahhah, tranquilla, va benissimo anche in maiuscolo

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  13. mi annoio sempre, sto bene solo col gatto e con i miei libri :)

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  14. Dovresti leggere Colazione da Tiffany, non c'entra nulla col film. Capote è uno tra i miei preferiti, ho letto tutto. Penso tu ne abbia un'idea parziale (tenendo sempre presente il gusto personale, ci mancherebbe!)
    Io come sto tra le gente? Dipende dalla gente :P

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    1. Si non lo conosco affatto come autore.
      Grazie

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