martedì 19 ottobre 2010

Hobby navali, una botta di fortuna e Ronald Reagan

All’inizio di questo mese nella recensione di “La  grande fuga dell’Ottobre Rosso” avevo accennato al fatto che Tom Clancy aveva suscitato parecchia  curiosità per la sua competenza e conoscenza delle tecnologie militare al momento della pubblicazione del romanzo, ma questo dettaglio è soltanto un aspetto di tutte le indiscrezioni che ruotano attorno all’autore.
Al tempo assicuratore, Tom Clancy coltivava l’hobby della strategia navale e per il suo romanzo si ispirò a un fatto realmente accaduto nel 1975, quando un cacciatorpediniere sovietico cercò una defezione.
Lo scrittore impiegò sette mesi per la stesura, senza tralasciare di fare ricerche e documentarsi, e fu proprio quando si rivolse per una consulenza finale al Naval Istitute Press che ottenne una vera botta di fortuna.
La casa editrice non si era mai occupata di narrativa e puntava prevalentemente su pubblicazioni di tecnica navale, ma rimase talmente impressionata dal lavoro di Clancy che decise, per la prima volta nella sua storia, di proporre il romanzo.
L’iniziativa fu ben ripagata perché il romanzo ottenne un successo strepitoso, sia in America sia nel resto del mondo.
Anche Ronald Reagan, allora presidente degli Stati Uniti, apprezzò il lavoro di Clancy tanto che lo volle ricevere alla Casa Bianca per un incontro formale. Un incontro che tuttavia non impressionò l’autore,  ai giornalisti che trovò ad aspettarlo disse, infatti, che si trattò soltanto di una bella esperienza.

Nessun commento:

Posta un commento