giovedì 28 ottobre 2010

A, aa , abaca, abacista

Se c’è un libro, chiamiamolo libro, che ho sempre avuto a disposizione è il vocabolario. Mi ha sempre fatto sentire importante. 

Oltretutto è stato anche il primo pozzo di scienza in cui ho potuto attingere da ragazzino, anzi da bambino, i termini riferiti al sesso in maniera corretta. Magari non ero sveglio come gli altri nella realtà, ma quando chiedevo  se sapevano come si chiamava la f… in italiano o come erano identificati i  termini relativi a certe pratiche sessuali,  be’ facevo sempre una bella impressione.
In casa mia non è mai mancato insomma.

Mio padre ne aveva acquistato uno fenomenale acquistato da Selezione Reader's Digest  e per anni è stato un po’ il mio vangelo.
Adesso sono invece passato a un dizionario Rizzoli. Lo tengo poggiato sulla scrivania vicino al computer che uso per scrivere e da lì non si muove, se non per portarlo sul balcone nelle giornate di sole quando mi serve per apprendere qualche parola nuova: una pratica che non ho mai abbandonato.
Consta in tre volumi e mi è stato regalato qualche anno fa: un dizionario dei nomi comuni, un dizionario dei sinonimi e un volume che contiene in elenco citazioni greche e latine, le massime e i modi di dire.

Dispone anche di un dvd con filmati e vari link di collegamento a siti specifici, ma vi giuro che per il momento non l’ho ancora provato.

D’altronde credo che la mia narrativa con gli aiuti tecnologici abbia  avuto sì dei vantaggi per quanto riguarda la consultazione  e la documentazione su temi specifici, ma ritengo che mi abbia danneggiato quelle volte che ho usufruito dei sinonimi suggeriti da un programma di videoscrittura e peggio ancora quando mi sono servito della correzione ortografica e sintattica.  Non lo so, magari e soltanto una mia impressione, però mi piacerebbe sapere come la pensate.


11 commenti:

  1. Di vocabolari ne ho molti in casa. Un vecchio Garzanti grosso quanto due "Signore degli anelli" messi assieme, e diversi dedicati alla lingua inglese (una lingua che adoro). Ho pure un sinonimi e contrari, che forse uso più del vocabolario vero e proprio. E ogni tanto consulto persino un piccolo libricino (rispetto ai precedenti) in cui sono indicate le origini dei vari termini in uso oggi.

    Quando scrivo non uso il vocabolario. Lo uso in seguito, durante l'editing, quando voglio modificare una forma espressiva, oppure quando cerco il sinonimo più corretto. Ammetto però che mi affido anche al correttore montato a bordo del mio Mac (Già! Su Mac il vocabolario è integrato nel sistema operativo e ogni programma lo può utilizzare, al contrario di Windows... dove ogni applicazione pensa per sé). Lo trovo molto più corretto e furbo (meno invasivo) di quello che avevo sperimentato con MS Word.

    Diciamo che alla prima sgrossatura mi concentro sulle segnalazioni fatte dal computer; poi segue un secondo editing che scava in profondità, libri alla mano etc etc.

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  2. @ Glauco: commento esemplare, Più o meno anch'io uso questo metodo di lavoro. La sgrossatura la faccio fare dai correttori, anche perché quel rosso sul video tra le parole editate è un pugno nell'occhio. Però ho avuto delle soprese mica male. Un verbo con i tempi sbagliati che mi ha stroncato un racconto non potrò mai dimenticarlo.

    grazie:-)

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  3. Io ho un vecchio Zingarelli del '65. Non ha certi "neologismi" e non è aggiornato, ma ha delle illustrazioni fantastiche e fa ancora la sua figura.

    Poi ho un paio di vocabolari "nuovi" della Zanichelli. Niente male, ma se devo dire la verità, preferisco di gran lunga lo Zingarelli di cui sopra.

    Oltre ad un vocabolario inglese, conservo ancora il buon vecchio "IL", vocabolario Italiano-Latino/Latino-Italiano, e il mitologico Rocci, il vocabolario Greco Antico-Italiano, che quando lo si consulta, serve per forza di cose una lente d'ingrandimento...

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  4. @ Angelo: di vocabolari Inglesi ne possiedo un paio o anche una specie di minivocabolario spagnolo e un vocabolario arabo avuto in regalo da un distributore di benzina. Ora che ci penso sarà per via del petrolio?

    grazie:-)

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  5. daniela contini ( eccozucca )28 ottobre 2010 14:04

    come diceva uno degli ometti blu di un leggendario cartone animato..io odio tesaurus..nome altisonante per un "correttore di ortografia" che "imbrocca" la parola corretta mezza volta si e dodici no..ti viene voglia ( almeno a me ) di prendere per il collo il pc e quello che l'ha integrato nella suite di office con buona pace di Bill..o di apostrofarlo a mò di scaricatore di porto quando ti accorgi dell'esiguo numero di vocaboli che deve avere per non riconoscere come valide parole quasi comuni anche al volgo dei promessi sposi..e quello sghiribizzo rosso con cui ti sottolinea lo scritto neanche fosse la tua vecchia maestra delle elementari..una tragedia..ben venga invece il bel augusto tomo dello zingarelli, da consultare con una certa malinconica felicità a dubbio sovvenuto nello scrivere o subito al termine ..con quelle pagine che sembrano ali di pergamena ed il cui odore di buono non si è ancora perso..

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  6. @ Daniela: già l'odore, anche quello come il peso, ha il suo valore:-)

    Grazie

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  7. Anche per me il dizionario della lingua italiana è uno strumento utilissimo. E come te anche io da bambino lo usavo spesso, ce l'ho ancora anzi, un piccolo dizionario ora quasi a pezzi, usato alle scuole elememtari, dove anche io come te (ma so' tutti uguali l'omini? :P ) ci cercavo i termini proibiti...

    Per parecchio tempo ho usato un dizionatio Zingarelli preso per la maturità classica, ma due anni fa ho voluto prendere con un'offerta vantaggiosa l'ultimo Zingarelli uscito, che consulto spesso, tirandolo fuori dalla sua scatola di cartone.

    Il programma di scrittura, io uso Open Office, non può sostituire l'uomo e ovviamente sbaglia spesso. Va bene appunto per una veloce scrematura, ma poi serve la lettura umana e la rilettura.

    Per i sinonimi uso un sito, invece, e mi trovo bene. Anche perché l'elenco è fatto da mano umana.

    E anche questo tuo post mi ha ispirato un post ;)

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  8. @ Daniele: con i termini proibiti appresi dal vocabolario però posso fare lezione anche adesso:-)

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  9. Io uso più l'enciclopedia, nel senso che mi piace cercare nomi di personaggi poco noti per scoprire in base a quale merito sono stati inseriti nell'enciclopedia...
    Il dizionario lo consulto quasi esclusivamente per le parole che non conosco o per la sezione sinonimi/contrari.

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  10. Nell'ordine: Zingarelli 1970; Campanini e Carboni (latino; da sempre in lotta con il Devoto-Oli nella memoria scolastica -nella mia classe c'erano proprio due fazioni, altro che Juve Inter!); il mitico Rocci di greco (capisco Sommabuta; però l'odore di quelle parole e di quei segni batte tutto!). Anch'io passavo i miei pomeriggi d'estate e non solo sul balcone a leggere il vocabolario, anche se non mi fermavo ai vocaboli tanto amati da Ferru (io sono sempre stato obsoletamente pudico). Adesso uso molto di più il dizionario dei sinonimi e dei contrari (un semplicissimo De Agostini) e qualche volta ricorro a qualche sito su internet. E lo Zingarelli primevo è stato sostituito da uno uno po', ma non molto, più nuovo.
    Temistocle

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  11. @ Ariano: sì anch'io trovo che le enciclopedie abbiano una parte fondamentale:-


    @Tim: interessante anche il tuo rapporto:-)

    Grzie:-)

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