giovedì 30 settembre 2010

Vorrei salvare Plinio il Vecchio

Plinio il Vecchio mi ha sempre affascinato. Capirne il motivo è alquanto difficile visto che in casa ho ben poca roba scritta da lui.  Sarà che nei vari saggi che posseggo sulla storia della Roma Antica non passa un paragrafo senza che venga segnalato. Oppure sarà che Borges nel suo Manuale di Zoologia Fantastica lo cita in continuazione con estrema deferenza. Magari dipende solo dal fatto  che la sua città di nascita è Como e quindi ne avverto quasi un’affinità geografica.  

Ma vi giuro che nei suoi confronti ho una vera e propria  venerazione. Lo considero quasi una sorta di Hemingway dell’antica Roma.  
Storico, scienziato, grammatico,  per qualcuno il più grande erudito dell'età imperiale,  Plinio fu educato a Roma ed entrò verso la metà del I sec. nella cavalleria dove comandò a lungo uno squadrone sul Reno. Tornato in Italia verso il 58, si dedicò agli studi retorici e grammaticali.  Ricoprì  quindi importanti funzioni pubbliche e divenne consigliere di Vespasiano e poi di Tito.

L’opera più importante che lo riguarda  è la “Naturalis Historia”, un lavoro che inizia con una dedica a Tito per poi continuare con dei trattati sull’astronomia e sulla geografia, sull’uomo e su gli altri animali, sulla botanica, sulla medicina,  per finire il tutto in descrizioni sui metalli, sulle pietre e sui loro usi in medicina, sull’arte e sull’architettura.

Scritto con uno stile che la critica definisce manierato e a volte virtuoso, Plinio ci fornisce, mescolando il tutto con esperienze personali e testimonianze di fonti antiche, preziose notizie sulle conoscenze scientifiche e letterarie di quel tempo. Un esempio forse unico del profondo umanesimo e della vastità di interessi della cultura latina a quei tempi.

Un personaggio unico e leggendario insomma;  morto poco più che cinquantenne, forse soffocato, per colpa della sua estrema curiosità in occasione dell'eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. 


Ed è questo ultimo particolare che ha suscitato in me questo strano desiderio.  Vorrei, se fosse possibile ovviamente, poter utilizzare una macchina del tempo e tornare indietro per avvisarlo sui rischi che corre se si imbarca con le sue galee. 


Certo il tutto senza far imbestialire il dottor Emmett Brown, che come un pazzo mi urlerebbe dietro che sto per creare un paradosso spazio/temporale (così mi ha suggerito Angelo Sommobuta), ma farei di tutto pur di non lasciarlo partire… 


Anche se, suppongo, che  con la possibilità di usufruire di una  macchina del tempo dire anche a Custer di non andare sul Little Big Horn (non perché mi sia simpatico, eh), forse direi a Cesare di non presentarsi al  Senato e magari chiederei a voi chi invece vorreste salvare…


16 commenti:

  1. Poveri indiani. Se salvassi Custer, toglieresti ai simpatici pellerossa lo sfizio di sfogarsi sul 7° Cavalleggeri. Perchè privarli di quella stupenda soddisfazione contro l'uomo bianco che li ha portati allo sterminio? :P

    Ribadisco: io non salvo nessuno. Chi lo sente, poi, a Doc? XD

    RispondiElimina
  2. Beh, nell'ultimo film della saga, Doc afferma chiaramente un "Macchissenefrega!" quando mostra la lettera strappata e reincollata che Marty gli aveva dato nel secondo episodio. Quindi... siamo liberi di fare ciò che vogliamo.

    Io, però, non salverei nessuno, perché ciò porterebbe a condannare qualcun altro che attualmente non conosciamo e, magari, potrebbe mancarci di più.
    Cosa potrebbe accasere se, salvando Plinio, si attivasse un ciclo di concatenamenti tale da uccidere l'inventore della pennicillina prima che la inventi?

    RispondiElimina
  3. @ Angelo: Io non sopporto Custer, ma sia Cavallo Pazzo sia Toro Seduto hanno pagato a dismisura quella vittoria. Leggendaria per la storia ma in effetti una vittoria di Pirro.

    @ Glauco: constatazione più che lecita la tua. Devo confessarti che questo voleva soltanto essere un post a metà tra il giochino e la provocazione. Ma è un po' che mi gura nella testa, anche perché sto lavorando a un racconto lungo che possiede queste caratteristiche.
    Mi manca il personaggio da salvare e spero che qualche lettore del blog me lo suggerisca:-)

    RispondiElimina
  4. ..Il figlio di Maria Antonietta?
    Morto dentro la Bastiglia in circostanze misteriose dopo la morte dei genitori.
    Perfino i popolani rivoluzionari furono sconvolti dalla sua morte tanto da aprire una inchiesta ante-litteram.

    RispondiElimina
  5. @ Nick: indagherò sulla sua vita tanto per rendermi conto della sua potenzialità come personaggio di un racconto:-)

    RispondiElimina
  6. Personalmente non ho mai pensato di cambiare questa linea temporale, ma vorrei visitarne o osservarne altre. Due cose che mi sono sempre chiesto sono: “come sarebbe il mondo se non ci fosse mai stato il cristianesimo?” e “come sarebbe il mondo se i dinosauri non si fossero mai estinti?”, nel primo caso sospetto che comunque un culto alternativo ne avrebbe preso il posto, ma vorrei osservare gli effetti sullo sviluppo sociale in assenza delle autorità religiose come le abbiamo conosciute noi, nell’altro vorrei osservare l’evoluzione di quelle specie verso – chi lo sa – esseri senzienti in grado di edificare civiltà e culture (?), o comunque vedere il progredire di quel mondo alieno che resterebbe comunque la Terra.

    RispondiElimina
  7. @ Giuda: il primo quesito me lo sono posto anch'io certe volte, La tentazione di coinvolgere un capostipide religioso in un racconto con un personaggio del futuro che mette al corrente l'ideatore di tale religione delle nefandezze che i suoi dogmi hanno provocato è molto forte. Ma sono sicuro che si correrebbe il rischio di essere visti come "Blasfemi".
    Anche la seconda ipotesi è accattivante: se non ricordo male avevo visto un documentario forse della BBC (chi altro dopotutto) che sfruttava l'evoluzione vista attraverso i rettili: la conclusione era un umano con le squame e i sensi tipici dei serpenti:-)

    grazie
    sviluppato in seguito i e credo

    RispondiElimina
  8. Io mi porterei appresso un luminare della medicina e monitorerei di continuo la salute di Camillo Benso Conte di Cavour: ha fatto l'Italia ma l'ha potuta governare per soli tre mesi, se avesse avuto a disposizione quindici anni e qualche informazione di straforo sul "lontano futuro", forse oggi l'Italia sarebbe un paese diverso.

    RispondiElimina
  9. @ Ariano: altra teoria affascinante. Più passa il tempo, più me rendo conto che un blog è una miniera di consigli e una fonte continua di ispirazione per una persona che vive la scrittura in modo viscerale.
    grazie:-)

    RispondiElimina
  10. Carlo I, ultimo imperatore d'Austria-Ungheria. Morto senza corona, di polmonite, giovanissimo. Se fosse sopravvissuto qualche anno i filo-monarchici sarebbero riusciti a metterlo sul trono, e un certo ex caporale baffetto di Vienna non avrebbe costruito la "Grande Germania" che, da lì a breve, avrebbe messo a ferro e fuoco l'Europa.

    RispondiElimina
  11. @ Alex: le tue passioni si fanno sempre sentire:-)

    RispondiElimina
  12. Ferruccio, la mia idea era un po’ più radicale – spesso, messi di fronte a tali prove, i profeti le prendono come una tentazione e vanno avanti comunque, magari ricaricati da più “sacro fuoco” – io pensavo proprio di dare una pillola del giorno dopo a Elisabetta, madre di Maria. .__.'

    … oppure monitorare una linea temporale alternativa, dove Gesù non è mai nato.

    Viaggiare a ritroso nel tempo per cambiare qualcosa è impossibile, il paradosso ci dice che se è stato fatto i risultati sono quelli che viviamo oggi. È più probabile che ogni scelta o gesto conduca a diverse possibilità (tipo il lancio di una moneta), e che quindi ci siano linee temporali alternative dove le cose sono andate diversamente. Quello che mi piacerebbe un sacco è sbirciare tutte queste possibilità che ci siamo persi, tipo canali tematici in TV.

    Ho presente a quale documentario ti riferisci e sembra anche a me che fosse della BBC. Il postulato era che il Troodon (un piccolo parente del Velociraptor), avendo tempo a disposizione, si sarebbe potuto evolvere in una forma di vita umanoide, o quanto meno dotata di ragionamento (quella creatura credo sia stata chiamata Homosauro), ma il tutto si basava sul fatto che il Troodon aveva un cervello di dimensioni superiori ai suoi contemporanei e la visione binoculare, invece servirebbero altre cose, per esempio una manualità di precisione (per questo noi abbiamo unghie e non artigli), ecc. ma la pianto qui, prima che la sigla di Quark m’interrompa.

    RispondiElimina
  13. @ Giuda:
    "io pensavo proprio di dare una pillola del giorno dopo a Elisabetta, madre di Maria. .__.'"
    questa è fenomenale:-)

    devi scusarmi ma ho preso la palla al balzo, perché il tuo commento precedente preso più grossolanamente mi ha dato lo spunto per un racconto. Un viaggiatore del tempo che tona indietro a raccontare a Gesù Cristo come la "religione" ha falsato i suoi insegnamenti. Chissà se finirebbe ancora sulla croce.

    RispondiElimina
  14. Finalmente scopro un altro blog interessante. :)
    Complimenti

    RispondiElimina