venerdì 3 settembre 2010

Stand up, Ernesto

Ieri sera, mentre tornavo a casa dal lavoro, ho ascoltato all'autoradio un tipo che leggeva "Grande fiume dai due cuori" di Ernest Hemingway: per me, uno dei migliori racconti dell'autore americano. Ne sono rimasto affascinato. La voce dello speaker era calda e avvolgente, e in alcuni momenti mi accorgevo di seguire la lettura in modo partecipe, pronunciando delle frasi e delle battute che ricordavo a memoria.
Così, nonostante abbia da parte degli articoli relativi ad altri autori, oggi ritorno a postare un lavoro che lo riguarda, visto che non è la prima volta che posto una sua curiosità.
D’altra parte, posso tranquillamente affermare che l'idea di creare simili schede sia scaturita in seguito ai "mi piace" e ai commenti correlati di uno stato collegato al Maestro che avevo messo in FB l’inverno scorso.
In realtà, le curiosità che interessano il nobel americano sono innumerevoli, tanto che si potrebbe quasi creare un blog dedicato ed è probabile che si ripresenterà l’occasione di un altro articolo prossimamente, magari per discutere del numero di libri e di riviste che Hemingway possedeva.
Oggi, però, preferisco mettervi al corrente del metodo di lavoro che utilizzava, specialmente negli anni vissuti alla Finca Vigia, davvero inusuale e unico.
Una delle sue mogli aveva fatto costruire una torretta distaccata dall’abitazione vera e propria, come studio di lavoro, affinché Papa potesse lavorare in pace. Lui, però, non la utilizzò mai e preferì continuare a lavorare rimanendo nella sua camera, battendo, in piedi vicino al letto, i tasti della sua adorata macchina da scrivere: una Royal.
Be’ io uso un metodo assai più pratico. Per la scrittura ho una stanzetta dedicata, silenziosa e lontana dalla strada. Scrivo usando un portatile, ma sulla scrivania ho sempre presente un vocabolario in lingua italiana. Durante la scrittura non ci sono distrazioni di sorta. Tutto è bandito. Ogni tanto mi alzo e girò come un matto per la stanza, tuttavia non è escluso che con il passare del tempo possa pensare a una soluzione estrema come ho appena descritto, tanto per non ingrassare, s’intende!
Voi invece? Continuate a lavorare in un modo normale o c’è qualcosa che stuzzica il vostro cervello sul metodo di lavoro?

5 commenti:

  1. io scrivo di getto, non mi curo degli errori, siano essi di ortografia o grammaticali... scrivo senza pause fino alla fine del pensiero che mi ha catturato e, solo alla fine faccio correzioni.

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  2. Grazie Nino p., il tuo blog l'ho visto, ci farò spesso qualche salto, ciao

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  3. Anche Philip Roth scrive in piedi, principalmente per problemi alla schiena :P (doc: Philip Roth rivelato, trasmesso da Rai5)

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