sabato 18 settembre 2010

Sconvolgente

Questo post non era previsto, perdonatemi. Avevo in mente di postare un altro articolo (che scivolerà a domani) ma l’ennesimo ingorgo dovuto al traffico e alla pioggia mi obbliga a pubblicare un lavoro improvvisato. Si tratta di uno sfogo, me ne rendo conto, tuttavia è meglio farlo attraverso la scrittura che non attraverso un mitra come quello del personaggio in foto.
Basta! Sono stufo! Anche oggi sono giunto a casa affamato e innervosito con un’ora di ritardo, e se, a questo ritardo, sommo il tempo standard di andata e ritorno dal posto di lavoro significa che mi sono bruciato tre ore. Quello che mi serve di norma per scrivere due buone  cartelle di un romanzo. Incredibile.
è normale a questo punto fare quattro conti, così solidarizzerete con il mio disappunto. Non è possibile che ogni giorno, mediamente, mi bruci due ore in macchina; le ore necessarie per scrivere una cartella.
Se poi calcolo che in un mese lavoro venti giorni; le cartelle sono venti: un racconto completo se funziona bene tutto. Ma se considero gli undici mesi che lavoro in un anno, sono 220: la lunghezza di un romanzo medio.
Faccio questa vita da venticinque anni; totale, venticinque romanzi.
Venticinque, vi rendete conto?
Vuol dire che mi sono bruciato in auto la possibilità di avere venticinque titoli in testa alla lista dei best sellers?
Che faccio?
Mi sparo o impazzisco?
Soltanto io vivo in questo modo?

6 commenti:

  1. Io ho la fortuna di lavorare a 5 minuti a piedi (o tre in bici) da casa e non ho il tuo problema. Ma capisco quello che dici. Forse potresti ovviare con un bel registratore o aggeggio di simil genere. E comunque pensa se il tempo perso era da dedicare ad ... altre cose!
    Temistocle

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  2. E' vero, un registratore non sarebbe male, appoggio l'ida geniale di TIM.

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  3. @ Tim : si certo, è un problrema che si può ovviare e risolvere senza dubbio. Ormai è una vita che vivo così e con un po' di filosofia. In fondo il post era un po' provocatorio, se volevo scrivere venti romanzi lo avrei fatto a dispetto dell'auto, ma essere costretti in una trabiccolo di plastica e lamiera a volte mi sembra una tortura:-)

    @ Tizyana: qualche sistema per sfruttare le ore morte lo troverò... devo trovarlo:-)

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  4. Bello abitare in Italia, vero?

    Comunque, Ferruccio, giusto per solidarizzare: pensa che io una volta ho impegato 4 ore e mezza (sottilineo 4 ore e mezza) per fare 20 km. Io e la mia ragazza abitiamo esattamente ai lati opposti di Napoli, e per arrivare da lei devo prendere la metropolitana e un pullman.

    Ecco. 4 ore e mezza. Per una metro. E un pullman.

    W l'Italia!

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  5. Cavolo.Mi ricordo quando vivevo a Napoli,Sommobuta è comunque fortunato ad avere la ragazza a Napoli città.Io con la mia leggendaria fortuna,tutte le volte che trovavo una pulzella interessata o era di qualche paesino dell'interland(quindi paesini caotici e distanti o di un altra provincia.
    Altro che traffico,corsi di sopravvivenza fisica e spirituale,altrochè...
    Però nonostante il traffico su tante altre cose Napoli mi manca.
    Appoggio l'idea del registratore.

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  6. @ Angeli: proprio bello, prima o poi me ne vado:-)

    @ Nick: A dire il vero in auto ho sempre qualche libro da leggere quando sono in colonna o altro, ma a volte non basta... ieri ero furioso. Un po' di pioggia e tutto era per aria:-(

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