martedì 14 settembre 2010

Il mestiere dello scrittore di John Gardner sul mio blog

Ricordo che all’età di vent’anni quando confidavo a qualcuno che scrivevo, questo si metteva a ridere e mi guardava con commiserazione. Io avrei voluto parlare dei miei racconti soltanto per capire se si poteva ravvisare qualche capacità in merito e questo rideva, neanche fossi matto. Non mi sono arreso naturalmente e ho continuato a scrivere imperterrito, chiedendomi sempre, però, se stavo facendo la cosa giusta o stavo soltanto sperperando il mio tempo.
Poi, un giorno, una mia  amica mi ha regalato “Il mestiere dello scrittore” di John Gardner e studiandolo, più che leggendolo, ho trovato parte delle risposte che mi facevo riguardo al talento.
Il mestiere dello scrittore è l’opera adatta per imparare ad affrontare i problemi legati alla difficile arte della scrittura e alle sue nevrosi quotidiane, con esempi e citazioni, spiegate in un modo che soltanto un maestro della scrittura creativa è in grado di offrire. Nel libro non c’è supponenza, pagina dopo pagina ti accorgi di avere a che fare con una persona  che pur non regalandoti nulla ti stimola e ti infonde fiducia. è scritto in maniera elegante e, pur essendo di carattere tecnico, si legge come un romanzo. L’autore tocca temi che riguardano il tirocinio e l’istruzione che un aspirante scrittore dovrebbe avere. Fornisce consigli su come farsi pubblicare e su come sopravvivere con una professione così difficile e anche su come alimentare il proprio ego e la fiducia in se stessi.
Certo, non è che alla fine del libro sei uno scrittore fatto e finito, però hai la sensazione di aver letto e assimilato i consigli di una persona che ha affrontato i tuoi stessi problemi e che lavorando sodo alla fine ha realizzato se stesso.
Un libro a cui non manca nulla insomma, anche se dal mio modesto punto di vista ciò che lo rende speciale, unico e forse irraggiungibile sono i capitoli nei quali Gardner analizza le peculiarità del carattere di uno scrittore.
Io, apprendendole, ho trovato il modo di darmi una risposta alla questione che ho sollevato nella prima parte del post. Le elenco affinché possiate rendervi conto di quali siano e constatare, in questo modo, se il talento è dalla vostra parte:   
1 – Sensibilità verbale (da non confondere con i voti che si prendevano a scuola).
2 – Precisione nella scelta dei dettagli
3 – Originalità del colpo d’occhio.
4 – Arguzia e inclinazione a fare delle associazioni irriverenti.
5 – Testardaggine e tendenza ad essere villani.
6 – Mancanza di un serio scopo nella vita
7 – Passione per le bugie gratuite
8 -  Malignità e propensione a piangere per un nonnulla.
9 – Fissazione orale ed anale (quella orale attestata dallo smodato mangiare, quella anale dalla mania dell’ordine.)
10 – Memoria visiva
11 – Dipendenza da racconti e romanzi
12-  Imposizione ossessiva dovuta a traumi giovanili (fisici e psicologici).
Naturalmente se non possedete nessuna di queste caratteristiche non imponetevele, potreste essere lo stesso dai grandi scrittori in erba… forse l’importante e fare con passione soltanto ciò che si desidera.

Ps. Credo sia quasi introvabile questo libro, per questo non ho l'immagine della cover. Mi auguro comunque che la copia in mio possesso, ingiallita e stanca, resista J

18 commenti:

  1. Mi è venuta voglia di acquistarlo :)

    E sono (quasi) riuscito a trovarlo. Questo mese esce una nuova ristampa ;)

    Io mi diletto a scrivere da quando avevo 14 anni. Ricordo ancora certa robaccia che buttavo giù... ma serve anche quella, perché più scrivi e più migliori (se vuoi migliorare).

    Poi ripresi dopo i 20 anni, scrivendo una serie di racconti horror e strani, che facevo leggere alla mia fidanzata del tempo. Da allora non ho smesso.

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  2. Spero che la mia copia continui a resistere, ormai ci sono affezzionato. Non voglio che mi lasci ma è ridotta male:-)

    Ah, non smettere di scrivere, ma suppongo non serva dirtelo:-)

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  3. Ottimo, ho 7 punti e ½ di quelli indicati... ma soprattutto, visto che ne parli con tale trasporto, penso che cercherò di scovarlo in giro.

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  4. Complimenti Giuda, sei sulla strada giusta:-)
    No, a parte le battute, è un libro da prendere, se ne hai la possibilità, qualcosa ti trasmette di sicuro:-)

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  5. Mi hai fatto venire voglia di leggerlo. E ho parecchi dei punti elencati ;)
    P.S.: grazie per avermi inserito fra i link, ricambio subito.

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  6. Io ho solo due punti al mio attivo, ma continuerò a scrivere ugualmente finchè ci saranno un pezzo di carta e una matita a disposizione.
    Temistocle

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  7. Non conoscevo questo libro, mi pare interessante. Soerando ti faccia piacere, mi aggiungo al tuo gruppo amici. Sei il benvenuto anche dalle mie parti.

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  8. @ Ariano: molto bene, un libro meritevole. Difficile da trovare, ma ne vale la pena:-)

    @ Tim: esatto, fregatene, in fondo anche Gardner dice di non inventarseli addosso se non li abbiamo, magari siamo scrittori migliori:-)

    @Tizyana: grazie del commento e della visita, benvenuta. visiterò sicuramente il tuo blog:-)

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  9. Cacchio, non ne ho neanche una! Da stasera si gioca a Briscola!

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  10. @ Strumm: la tua risposta le contempla tutte:-)

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  11. Su un punto soltanto vado sul sicuro: il 6...

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  12. @ Matthew: bella, il talento non ti manca allora:-)

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  13. Con questo post mi hai dato un ottimo spunto, non avevo mai pensato di cercare un libro che mi dia delle dritte su come migliorare il mio modo di scrivere, interessante grazie!

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  14. @ Stefano: per me si tratta di un libro fenomenale:-)

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  15. Il mestiere dello scrittore si trova tuttora. La mia copia la comprai direttamente in libreria. C'è invece un altro libro di Gardner introvabile: Diventare scrittore. Mi hanno detto che è addirittura migliore di questo. L'ho cercato anche in ebook ma l'ho trovato solo in inglese. Sigh...

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  16. "The art of fiction" devo ancora leggerlo, ma ho adorato "On becoming a novelist" (sì, li ho presi in lingu originale perchè quando li ho cercati non mi risultavano ancora ristampati in italiano).

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