sabato 28 agosto 2010

Tornare al lavoro

Appena l’altro ieri, un romantico post venato di amarezza scritto da Alex Girola (post che vi invito ad andare a leggere) mi ha messo di fronte a un problema che si presenta tutte le volte che finiscono le vacanze.
In linea di massima mi considero un privilegiato, svolgo una professione accettabile, ma essere obbligato a guadagnare la michetta attraverso un’occupazione che fatalmente toglie energie e tempo alla scrittura (racconti, romanzi o post del blog che siano) a volte è associabile a una tortura. Certo,  uno potrebbe trovarsi a svolgere un lavoro peggiore, anzi molto peggiore. La tortura per qualche persona  potrebbe essere davvero reale.
Magari potrebbe capitare di svolgere un lavoro tale e quale al  protagonista  di questo semplicissimo racconto di fantascienza dalla sfumatura ironica. L'ho scritto per sdrammatizzare uno stato d'animo naturalmente e spero che ne cogliate il senso. Non ha neppure un titolo al momento, ma se volete potete suggerirmelo.

Ritornò sull’astronave nel tardo pomeriggio e, prima di togliersi la tuta, farsi una doccia fredda e spalmarsi il corpo con una crema rinfrescante, bevve una bella birra gelata al bar, sul ponte della nave adibito a svago. Si rilassò nell’aria condizionata dell’ambiente asettico pensando al racconto che voleva scrivere in serata, poi si guardò desolato il viso abbronzato nello specchio sistemato dietro il banco. Bestemmiò un paio di volte e alla fine, a voce alta, affinché gli altri lo sentissero, disse: «Col cavolo domani torno sul sole a lavorare!»

2 commenti:

  1. Ho letto quel post ieri.Condivido parte della sua amarezza.
    Credo che la cosa peggiore per un artista o una persona semplicemente più sensibile sia doversi confrontare ogni giorno con cose come mutui,lavori che possono anche non piacere,colleghi di lavoro che possono risultare amabili come Emilio Fede quando parla degli avversari del suo titolare.
    Alla fine è il prezzo che quello che una volta si chiamava sistema chiede ad ognuno di noi.
    Il trucco credo sia quello di riuscire a dedicare spazio alle proprie passioni e mantenerle qualsiasi esse siano.
    non è facile lo so ma alla fine si tratti di un libro,di un film,della musica o della buona tavola ma anche semplicemente quella donna che ti fa stare bene non bisogna imbruttirsi dentro.
    Nonostante le difficoltà credo che ci stiamo riuscendo...altrimenti blog come il tuo,quello di Alex,ma anche gli altri non esisterebbero.
    E badate bene

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  2. Sono in una situazione molto da diversa da Alex, ma lo capisco. L'entusiasmo e la passione, per ora (il blog in fondo è attivo soltanto da aprile) mi stanno sorreggendo in maniera egregia, lo stesso vale per le visite e per i commenti che aumentano, se non di giorno in giorno, di settimana in settimana.
    Devo imparare molto ancora e capire quale sia la strada migliore da seguire per avere un taglio il più possibile personale e quindi non seguo al momento "utopie".
    Però quando è parecchio che lavori nella blogosfera (vedi Alex), quando vedi una certa stima nei tuoi confronti credo sia del tutto normale "sfogarsi" e pretendere quel quid che possa realizzarci non soltanto metaforicamente.
    Si tratta di un augurio che faccio a lui, bensapendo che in fondo e ciò a cui aspiro anch'io. Poter vivere di letteratura e scrittura è un sogno non troppo celato... ma nel frattempo vado avanti con la passione ed il sostegno delle persone che ci fanno crescere con i loro commenti:-)
    grazie Nick

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