sabato 21 agosto 2010

Tex e un certo Lucio Lucertola mangiato dai topi

Ieri pomeriggio sul tardi, dopo aver fatto merenda, ancora in colpa per aver mangiato e bevuto troppo, mi sono recato presso un maggengo dove la mia mamma possiede una baita. Nulla di particolare: l’interno è spartano, abitabile secondo certi crismi di stampo montanaro, ma di sicuro insufficiente a soddisfare chi desidera lusso e qualità. Insomma una baita nel vero senso della parola (nella foto è l’ultima sulla destra, riconoscibile con il tetto marrone, vicino al prato).
Non ci vado spesso, ma non ci rinuncio quando posso e quando non vedo troppa gente nei dintorni. In fondo dista dal paese un mezz’oretta a piedi e non costa fatica.
Una volta sul posto, faccio un giro nelle boscaglie vicino al torrente, oppure ne approfitto per leggere qualche albo di Tex Willer. Niente, ne prendo qualche numero dalla scansia sistemata nell’unica camera da letto e vado a sedermi su qualche scalino in pietra disposto tra le baite all’ombra, e così via per un po’ di tempo con la mente in viaggio coi Navajo e compagnia bella. Se ho fame arrostisco una salsiccia sulla brace del camino e se sento sete bevo una bella birra fresca. Cose semplici.
Ieri però ero curioso.
Sarà che il posto, come dice un’etichetta del post o come dice il lancio dell’articolo in Face book, è già stato immortalato in alcuni miei racconti e quindi ogni volta mi mette davanti agli occhi qualche nuovo particolare. Oppure dipenderà dal fatto che ieri, forse troppo gonfio dal cibo e dal vino, avevo lo spirito indagatore dello scrittore al massimo. Così, visto che la baita non ha il solaio, mi sono messo a curiosare nella stalla.
Stalla una volta, da anni non ci stanno più animali, almeno quelli domestici (ratti e biacchi dal mio punto di vista ci sguazzano), tuttavia mantiene intatta la struttura di un tempo. Chiaramente è piena di cianfrusaglie e ieri mi sono permesso di aprire una vecchia cassapanca. Era piena di riviste e giornaletti degli anni ottanta e novanta, Monelli e Intrepidi, Oggi, Donna Moderna (roba di mia sorella), ma la sorpresa maggiore è stata quella di trovare un romanzo senza copertina e senza le pagine iniziali, inumidito e con parecchie pagine che parevano rosicchiate dai topi. Ho provato a sfogliarlo, ma niente. In poche parole non sono riuscito a risalire al titolo e neanche all’autore. Lo so che basterebbe fare una semplice ricerca in rete per trovare la soluzione, ma non mi divertirei. Per questo lo chiedo a voi, magari qualcuno lo conosce e sa dirmi di che libro si tratta.
Parte con un preludio a pagina undici:

“Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi. Riteneva questo un fondamentale segreto della vita: svegliarsi e addormentarsi un numero di volte esattamente uguale”.

e finisce di netto a pag. 195 con la parola “l’Elefante”

Che dite, lo conoscete? È un libro che devo comprare in edizione integrale? O trovate più gradevole il posto in foto? A voi l’ardua sentenza!

6 commenti:

  1. Certo che lo conosco...si tratta di "Comici spaventati guerrieri " di Stefano Benni !!!

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  2. Sei un grande Stefano - no, non è Stefano Benni, tranquilli:-)

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  3. Non so che darei per vivere nei posti immortalati in quella foto, tra prati, boschetti, ruscelli, valli e baite... Se salgo su vengo a farti visita, Ferruccio :)

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    1. Bello sì, ma stanno scomparendo come la frontiera

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