lunedì 2 agosto 2010

Prima o terza persona per un premio nella notte di San Lorenzo?

Ho dei dubbi riguardo a un racconto. La mia intenzione è quello di sistemarlo a dovere e iscriverlo magari per il concorso “Nella Tela” tra qualche mese o postarlo nel forum di XII per l'Usam di settembre, soltanto che non ho ancora capito se sia migliore scritto in prima o sia più elegante scritto in terza persona. È un racconto che risale a qualche anno fa e da qualche parte, nella rete, deve esserci anche una vecchia versione. L’ho completamente rivisto e riscritto negli ultimi mesi e racconta di un tipo, mollato dalla ragazza e con il lavoro in crisi, che si trova a vincere il primo premio come terrestre più sfigato dell'anno. Per chi non lo sapesse si tratta un premio che gli alieni assegnano la notte di San Lorenzo al più benemerito.
Ovviamente non vi faccio leggere il racconto intero (sono una quindicina di cartelle), ma vi propongo i primi paragrafi nelle due versioni. Non chiedetemi come fa a finire. Quello che vi chiedo e soltanto di dirmi a pelle, se è possibile, quale narratore preferite: dovete seguire l’istinto o la forza (come direbbe Obi-Wan Kenobi).
Non vi dico neppure come si intitola, perché magari andate a cercarlo in rete. Che presunzione, eh :-))

Prima Persona
Se quella sera fossi andato al campo sportivo a giocare, sarebbe cambiato tutto. Eccome. Avrei preso a calci un pallone di cuoio con qualche amico e quasi di sicuro gli eventi sarebbero stati del tutto diversi. La disgrazia, però, è che al campo non ero voluto andare; avevo optato per rimanere in casa e quella scelta era stata l’inizio delle idiozie, perché dopo un po’ pensare a lei e piangermi addosso era stato del tutto naturale.
Alla fine la soluzione che avevo trovato era stata quella di prendere una bottiglia di vino che avevo in frigo e stapparla con un colpo secco; poi ero uscito fuori sul terrazzo – quello che dava sull’orto – a tracannarla in solitaria nel crepuscolo. Mi ero mezzo ubriacato, ma era stata una soluzione per modo di dire, perché, ci crediate o no, non servì a un bel niente.
Maledizione! Era trascorso solo un mese da quando mi aveva mollato e ancora non lo avevo accettato. Mi pareva la cosa più ingiusta della terra. Non lo so… Fossi stato una carogna o l’avessi tradita con qualche sua amica, avrei potuto comprenderlo e farmene magari una ragione. Ma ero sempre stato un uomo onesto e dabbene con lei e non meritavo, adesso, di essere lì a torturarmi come un cetaceo spiaggiato.

Terza persona
Se quella sera fosse andato al campo sportivo a giocare, sarebbe cambiato tutto. Avrebbe preso a calci un pallone di cuoio con qualche amico e quasi di sicuro gli eventi sarebbero stati del tutto diversi. La disgrazia, però, è che al campo non era voluto andare; aveva optato per rimanere in casa e quella scelta era stata l’inizio delle idiozie, perché dopo un po’ pensare a lei e piangersi addosso era stato del tutto naturale.
Alla fine la soluzione che aveva trovato era stata quella di prendere una bottiglia di vino che aveva in frigo e stapparla con un colpo secco; quindi era uscito fuori sul terrazzo – quello che dava sull’orto – a tracannarla in solitaria nel crepuscolo. Si era mezzo ubriacato, ma era stata una soluzione per modo di dire, perché non era cambiato nulla e lei viveva ancora ossessiva nella sua mente.
Non c'era niente da fare. Era trascorso soltanto un mese da quando lo aveva lasciato e lui non lo aveva ancora accettato. Gli sembrava la cosa più ingiusta della terra. Ora se fosse stato una carogna o l’avesse tradita con qualche sua amica, avrebbe potuto comprenderlo e farsene magari una ragione. Ma era sempre stato un uomo onesto e dabbene con lei e non meritava di essere lì a torturarsi come un cetaceo spiaggiato.

6 commenti:

  1. Dunque, io dico "prima".
    Però, bisogna considerare il brano che proponi di leggere. In effetti, mi pare spiccatamente adatto a una prima persona.
    Per il prosieguo, magari, potrebbe essere più adatta la terza.
    Cero, devi considerare una cosa: con la "prima" il coinvolgimento del lettore è sicuramente maggiore. La "terza" però ti può dare possibilità che la prima non dà, essendo troppo limitativa in certi casi.
    Spero d'esserti stato d'aiuto.
    Leggerò con piacere il resto su USAM...
    FtA

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  2. daniela contini ( eccozucca )2 agosto 2010 11:04

    sono d'accordo anche io con la prima persona..e scorrendo il testo credo proprio che sia più adatto ad una sorta di monologo interiore che ad una più "fredda" terza persona..

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  3. M accodo, prima persona.
    Credo sia meglio che l'uomo più sfigato della terra racconti direttamente perché lo è :)

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  4. @ FtA: nei tuoi commenti c'è sempre qualcosa di prezioso:)

    @ Daniela: Comincio a pensarla come te:-)

    @ Abo: tre su tre. Credo di non aver scelta... vedremo se arriveranno altri commenti:-)

    Un grossissimo grazie a tutti

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  5. Anche io penso che la prima persona suoni meglio... :D

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  6. Prima persona,assolutamente.
    Credo che così sia molto più convincente.

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