venerdì 20 agosto 2010

Libri che si leggono al buio

Nella mania che mi ha preso di stilare classifiche riguardo ai libri che posseggo, se seguite il blog vi sarete accorti di questo particolare, non poteva mancare una hit riferita a quei testi così per dire difficili. Sono sempre impegnato a mettere a posto la mia biblioteca e quindi quando mi capita tra le mani uno di questi, fare qualche riflessione che li riguarda mi è spontanea. Ora non vi vengo a dire che siano brutti o scadenti, tutt’altro, alcuni li considero dei veri e propri capolavori, però con alcuni di essi ho impiegato anni a capirli e assimilarli, mentre con altri non ho ancora cominciato il processo. Io li elenco e, se avete il coraggio, fate le vostre di considerazioni. Le mie, naturalmente, sono del tutto soggettive ed emotive.

1 - Finnegans Wake di James Joyce: per conto mio un libro impossibile, ne ho parlato anche in altro post. Ho letto al massimo qualche paragrafo qua è là, boh… Se qualcuno lo considera un capolavoro un motivo ci sarà, ma per me è il libro da leggere al buio per eccellenza.

2 - Ulisse di James Joyce: il contrario del precedente. Un libro incredibile, pieno di tecnica, stile e fantasia. Innovativo e sperimentale, ma colto. Un lavoro che mi ha instupidito: per anni mi sono comportato come Leopold Bloom facendo incavolare amici e conoscenti. Ho impiegato mesi a leggerlo ma alla fine ne sono rimasto soddisfatto.

3 - Le onde, di Virginia Woolf, Aperto il libro. Stop. Ho letto le prime pagine, stop. Poi sono saltato in mezzo al libro. Stop. Alla fine mi sono fermato. Stop. Mi sono chiesto se l’autrice era una matta. Stop. Chiuso il libro. Passo.

4 - L'urlo e il furore di William Faulkner: narra, utilizzando soprattutto le tecniche del dialogo e dello stream of consciousness, alcuni episodi nella vita dei membri di una dei membri di una vecchia famiglia del Sud, i Compson, una volta ricca e ora in decadenza. Diviso in quattro parti. Non mi è piaciuta la terza, ma le altre esaltano il libro come assistere a una carica di cavalleria dei carabinieri a Roma.

5 - L'autunno del patriarca di Gabriel García Márquez: narra la storia di un generale-dittatore di uno stato caraibico, con uno stile di scrittura particolare, innovativo per l'epoca. L’ho affrontato dopo aver letto “Cent’anni di solitudine” e quindi non è risultato semplice, tuttavia possiede un certo fascino.

A questi lavori potrei aggiungere certe opere filosofiche: “Il tramonto dell’occidente” di Osvald Spengler in primis. Ma anche libri in teoria più semplici, come il primo “Dune” (non ho letto gli altri per lo shock) e alcuni lavori di Dos Passos e di Baricco.

5 commenti:

  1. Alcuni, non necessariamente appartenenti al tuo elenco, sono semplicemente sopravvalutati.
    Mattoni indigeribili che occorre incesare all'infinito per darsi un tono.
    Ci vorrebbe il Fantozzi della situazione, che urli ai quattro venti: "il romanzo tal dei tali è una CAGATA PAZZESCA" :)

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  2. Un libro difficile?
    Ma forse L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE di Milan Kundera.
    Se poi approfittando del "gancio" del geniale Alex io direi che certi manuali incomprensibili scritti da molti baroni universitari italiani(chiamarli professori sarebbe troppo) ed imposti per forza agli studenti universitari pena la quasi bocciatura,quelli sì che sono UNA CAGATA PAZZESCA!!!
    Un Nick "sessantottino".

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  3. Egregio illustrissimo gran maestro di blog Alex Girola ed encomiabile gran commentator Nicola ci vorrebbe davvero un Fanzozzi pronto a dire la verità senza pudori...
    ma a parte le battute, questi sono libri che possiedo. Alcuni mi sono piaciuti, ma il primo e il terzo mi domando con che fegato siano stati pubblicati... ed io che me lo mangio il fegato visto che a volte mi tartassano per una semplice virgola.

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  4. Ma sì, alcuni "testi sacri" sono porcate immonde... Robe che se le proponessimo noi scribacchini senza pedigree, ce le tirerebbero dietro :)
    Concordo anche con Nick riguardo a certi manuali scritti da gente che abusa del titolo di docente universitario.

    E io che, come te Ferruccio, mi faccio mille problemi ogni volta che trovo un mio immancabile refuso...

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  5. Ed io che mi sentivo in colpa perchè non avevo ricontrollato il mio post precedente prima di postarlo ed era venuto sgrammaticato mi aggiungo alla lista di quelli che si sentono in colpa per ogni svarione!
    Lo sapevo ogni volta che si parla di Joyce mi succede...

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