domenica 22 agosto 2010

Espulso! Piantagrane.

Classificare Stanislaw Lem come un semplice autore di science fiction non è stato per nulla facile da parte della critica specializzata. Se questo sia dovuto al fatto che gli interrogativi di fondo che percorrono la sua opera siano di natura troppo filosofica e lontani da una semplice catalogazione di genere, o se il tutto dipende dalla sua natura estremamente critica nei confronti di una narrativa (specialmente quella Usa) che considerava dozzinale e sacrificata alle esigenze di un mercato quasi puerile, è difficile da valutare.
Sta di fatto, però, che Lem pensava gli autori americani fossero dei ciarlatani. Ciarlatani dai quali salvava solo Philip K. Dick, che Lem classificava come visionario.
In ogni caso la comunità americana accolse senza patemi l’autore polacco come confratello. Ma la fraternità e la complicità durò soltanto alcuni anni e si concluse quando Ursula Le Guin pubblicò il romanzo “La mano sinistra delle tenebre”; romanzo che vinse il premio Hugo.
Lem, dal piedistallo dei suoi valori etici, attaccò aspramente il libro su basi scientifiche definendolo poco credibile e il gruppo ristretto dello SFWA gli rispedì a casa la tessera onoraria. Persino Philip Dick votò contro di lui.
Lem però non si depresse e continuò con la sua opera, orientandosi maggiormente verso la saggistica, affrontando delle profonde riflessioni etiche e morali verso la società.

2 commenti:

  1. E' vero le polemiche tra Lem ed alcuni autori americani come Farmer sono rimaste nella storia della fantascienza.In quegli anni andava di moda in Usa un certo tipo di fantascienza che andava più verso il sociologico,Lem invece,da buon autore dell'est,univa la verosimiglianza scientifica alla metafisica,quest'ultimo particolare per aggirare le censure del regime.
    Lem negli ultimi anni era tornato alla fantascienza con libri come FIASCO,da noi IL PIANETA DEL SILENZIO un duro apologo sull'incomunicabilità tra le specie.
    Certo che quando il tuo mito ti vota contro...non deve essere stato un buon momento per Lem.

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  2. Lem è uno scrittore particolare, difficile a modo suo... è come prendere Dostoevskij e vedere i fratelli Karamazov su marte:-)

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