lunedì 16 agosto 2010

Basta droga

Gli aneddoti, le curiosità che ruotano attorno a William Burroughs sono innumerevoli. Ideatore della teoria del fattualismo (una sorta di realismo documentaristico), nei suoi lavori, specialmente nel suo capolavoro “Il pasto nudo”, attraverso una narrativa picaresca condita da elementi orripilanti e fantascientifici, tratta tutta una serie di problematiche. Bourroghs tocca temi come il totalitarismo, il capitalismo, il razzismo omosessuale, la tirannia psichiatrica, la guerra nucleare e il lavaggio mentale. Li descrive in modo agghiacciante, anche perché in realtà sono problematiche che ha vissuto in prima persona.
Appartenente a una famiglia Wasp, Burroughs è già in rivolta contro di essa in maniera precoce e all’età di trent’anni si ritrovò morfinomane. Entrò a far parte dei cosiddetti hipsters e sarà in questa sorta di gruppo esistenzialista che svilupperà la sua arte a metà tra genio e esperienza vissuta. Un’esperienza vissuta che lo porta a zonzo per il mondo: dal Texas a New York, da New York al Mississippi, sino al Messico dove in un terribile incidente uccise con un colpo di revolver sua moglie.
Messico che lasciò per sempre per finire dapprima a Tangeri e poi in Sudamerica da dove tornò a New York con una valigia piena di yage per legarsi strettamente a Ginsberg.
L’uso di sostanze psicotiche dopotutto è stato una costante nella vita dello scrittore; l’abuso di eroina, morfina, oppio, nembutal, codeina, benzedrina, peyotl, oltre a ogni tipo di alcol lo ha sempre accompagnato e soltanto una cura a base di apomorfina lo liberarono per sempre, dopo sei tentativi, da una schiavitù che lo aveva tenuto imprigionato per quindici anni.

5 commenti:

  1. Proprio l'altro giorno mi ero riletto NOVA EXPRESS,la mitica rivista di fumetti degli anni novanta che aveva una vera e propria adorazione per Burroghs.
    Lì infatti ho scoperto quella meravigliosa poesia che risponde al nome di AN AMERICAN PRAYER.Un aneddoto vuole che Burroghs stesso abbia fatto un video in cui la rileggeva per polemizzare contro la prima guerra del Golfo.
    Comunque un autore tra i fondamentali del '900.
    Ciao

    RispondiElimina
  2. Si, Bourroghs può piacere o no ma fa sicuramente parte del bagaglio culturale che il 900 ci ha lasciato:-)

    RispondiElimina
  3. Io lo adoro! Fra i beat è sicuramente il mio preferito. Ho letto "La scimmia sulla schiena", "La morbida macchina" e "Strade morte"... quest'ultimo mi ha procurato qualche mal di testa, ho faticato a finirlo a causa del suo modo di scrivere cut-up, ma non potevo fermarmi, ero come posseduta e alla fine del libro tutto ha avuto senso e la storia si è chiusa. E poi che dire di Blade runner? La prima sceneggiatura è proprio sua, di William Burroughs. Un grande uomo, un artista come pochi, che ha lasciato un importante segno nella mia vita e nel mio cuore!

    RispondiElimina
  4. Dimeticavo "Il pasto nudo", "Nova Express", "La scrittura creativa" e "Il biglietto che è esploso"... li ho letti una ventina d'anni fa e purtroppo non li ho più nella mia libreria... probabilmente il periodo è quello in cui ho preso la decisione di non prestare mai più i miei libri... saggia decisione che mantengo tutt'ora! Per me "I libri so pezzi e core" :-)

    RispondiElimina
  5. @Eva. Hai ragione su tutto, un autore tosto e fondamentale:-)

    RispondiElimina