mercoledì 14 luglio 2010

The winner is…

Li avevo scelti difficili questa volta. Lo so. Il guaio e che la scernita la faccio fare all’istinto e non so mai che libri vado a prendere. Riordino gli armadi e gli scaffali e a volte trovo romanzi che neppure sapevo di possedere. Non è il caso di questi tre che avevo proposto però, ricordo bene quando li ho acquistati ed il motivo per cui lo avevo fatto. In ogni caso, data la difficoltà, temevo che avreste rinunciato, ma grazie a Daniela Contini (ecco le recensioni di Marlowe ti amo, Repetita e L’ipotetica assenza delle ombre scritte da lei per Corpi freddi – Itinerari Noir) non è andati così. È lei la vincitrice del "Indovina i romanzi dagli incipit 3". Ancora una volta i titoli dei romanzi sono stati individuati.

Eccoli illustrati in una breve scheda:

1) – L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera.
Un libro acquistato per causa di Nietzsche e del suo eterno ritorno all’inizio degli anni novanta. Un libro divorato in pochi giorni. Mi aveva fatto sentire colto e intelligente. Ora a distanza di anni non mi fa più quell’effetto, tuttavia la qualità di questo romanzo, per conto mio, è rimasta intatta nel tempo. Filosofia, psicologia e storia. Amore ed erotismo. Sarcasmo e disincanto. Un briciolo di humour. Insomma un insieme di elementi che scorrono e si uniscono in un libro che passa da una narrativa elementare a pagine dense di un lirismo sopraffino. Da leggere.

2) - Sotto il segno della pecora di Haruki Murakami.
Ero al bar e sfogliando un quotidiano mi trovai davanti un articolo che presentava questo autore. Tra le righe lessi che era il traduttore di Carver e di Fiztgerald e senza pensarci due volte il giorno dopo andai a ordinare il romanzo. Si intitolava “Sotto il segno della pecora”. Lo lessi con gusto. Si trattava di un opera assai differente dal genere di Banana Yashimoto, la sua connazionale molto in moda durante quel periodo e mi piacque parecchio. Amori e personaggi fantastici, uomini in grado di telefonare a Dio, hotel, squillo e montagne freddissime. Un Giappone diverso da quello stereotipato di altre storie. Un romanzo incantevole, che stupisce e mai annoia.

3) – Natura morta con picchio di Tom Robbins.
Un libro strano, divertente, potenzialmente bello, ma che lascia un po’ d’amaro in bocca per l’inconcludenza, nonostante le belle battute e i periodi spassosi e divertenti che lo contraddistinguono. Troppo caotico. Racconta di criminali e fuorilegge visti in maniera originale e di amori verso principesse viziate. Il tutto in una società utopistica e assurda. Un romanzo che scorre e di facile lettura, ma non rientra tra i miei romanzi preferiti.

È tutto. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato anche questa volta. Riproporrò degli incipit a dicembre, sperando che Babbo Natale sia generoso nel regalarmi libri.

1 commento:

  1. daniela contini ( eccozucca )14 luglio 2010 16:07

    obbligata Ferruccio ..thanks :))

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