domenica 18 luglio 2010

Julius Rodman e West Point

Tra la produzione letteraria di Edgar Allan Poe amo in maniera decisa “Il diario di Julius Rodman”, un racconto western che ho letto e riletto decine di volte. Si tratta di una storia narrata in prima persona sotto forma di diario e racconta il viaggio di un gruppo di avventurieri alla ricerca di un passaggio sulle Montagne Rocciose. 

Be’ è un racconto che consiglio a tutti gli amanti del western di frontiera. Non rimarrete delusi. L’azione è in pratica presente quasi in ogni pagina e le descrizioni sembrano tracciate dalla penna di un naturalista. La particolarità e l’enfasi con le quali illustra le caratteristiche delle tribù native che incontra durante il viaggio, per esempio, è realizzata con una cura degna di un esploratore, e la navigazione sul fiume, l’incontro con la natura circostante ricorda certi resoconti documentaristici. 

Non viene tralasciato neppure il risvolto tragico e drammatico evidenziato dalla morte di un compagno di viaggio causato dal morso di un serpente a sonagli e da altre circostanze sfortunate. E sebbene il racconto resta interrotto di netto, alla fine non vi rimane il disappunto di aver letto qualcosa di monco. Insomma vi troverete ad affrontare una lettura davvero piacevole e interessante.
Ora lo stile usato nella narrazione è quello tipico di Poe, ma in questo caso ad esserne esaltati, non sono il puro piacere estetico e lo spirito indagatore che contraddistingue la sua opera grottesca e poliziesca, ma un approccio storico quasi viscerale e una sete di avventura vissuta alla giornata.

D’altronde la vita di Poe è una vita vissuta alla giornata e forse la lettura e lo spirito di questo racconto giustificano ancora di più quella sua idiosincrasia alle regole e alla disciplina che condizionarono i suoi rapporti privati e pubblici, come la sua permanenza a West Point, da dove fu espulso a causa dei versi poetici che scriveva verso gli ufficiali e dalla innata disobbedienza deliberata verso le norme militari.

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