venerdì 16 luglio 2010

In due si uccide meglio sul mio blog.

Ho acquistato questo libro di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi presso l’Eshop in linea di Edizioni XII con lo stesso spirito di Diario Pulp, Six Shots e La corsa selvatica. Insomma, credevo di trovarmi di fronte un lavoro sulla stessa falsariga dei precedenti e la sorpresa, quando ho notato che si trattava di un saggio, è stata grande. Non che non legga saggi, tutt’altro, ma è ben difficile che li acquisti a scatola chiusa. Sulle prime, quindi, è inutile che neghi di aver provato un certo sgomento.
Poi, considerando gli autori, considerando il fatto che uno dei due mi è capitato spesso di incrociarlo in qualche forum di letteratura o in FB, mi sono sentito in dovere di leggerlo e mi sono messo d’impegno.
Be’ se non l’avessi fatto sarei stato uno stupido.
“In due si uccide meglio” è un libro che intriga e che bisogna leggere: mostra dei profili di Serial Killer con un’ottica nuova e diversa. In questo caso, per esempio, a essere analizzati in maniera superba sono i casi dove i SK hanno agito lavorando in coppia. Le descrizioni assumono perciò tutte le varianti possibili e si passa dalle coppie assassine composte da due uomini a quelle composte da un uomo o di una donna. Si giostra dalle coppie di due donne a quelle di sadici o di gente di casa nostra, in un susseguirsi incalzante di storie e avvenimenti. Una tale complessità di variabili e di soggetti, comunque, non genera dubbi o confusione, e non esula mai da una narrazione che consiste nel fornire un quadro psicologico e casistico il più possibile preciso, pertinente ed omogeneo.
Il risultato è che la lettura ne trae vantaggio. Il linguaggio usato dai due autori è semplice, chiaro e professionale e appassiona al pari di un romanzo. Lo stile, a tratti quasi di cronaca nel presentare i profili, incatena e suscita emozioni e riflessioni a getto continuo, senza scadere nel ritmo e provocare noia e disinteresse. Quasi fosse un vero thriller dunque.
Ma non c’è finzione o fantasia alla base. Per niente! Qui si tratta di un libro reale, realizzato con studio e passione. Le coppie sono esistete veramente, le malefatte non sono immaginarie e i due autori ne hanno realizzato un quadro superlativo ed eccelso.
D’altronde il primo a rimarcare questo fattore e Ruben De Luca nella sua prefazione: un maestro, in conclusione, che certifica la qualità e la buona riuscita del progetto.
Ecco, tutti qui, adesso non trovo il bisogno di aggiungere altro se non due dettagli.
Uno: la nostalgica postfazione di Alessio Valsecchi, Master di La Tela Nera e direttore della collana Mezzanotte, collana a cui appartiene il libro.
Due, una speranza riguardo agli autori. Più che una speranza un augurio, ironico naturalmente. Mi auguro che l’immedesimazione, la cura, la ricerca con le quali è stato realizzato questo libro non li porti a comportarsi allo stesso modo. Già: due simili scrittori in veste di killer sarebbero fenomenali, specialmente se lavorano in coppia.


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