venerdì 23 luglio 2010

Il male tra gli ontani


Volevo rispondere ad Alex Girola, che chiedeva lumi su un mio romanzo, direttamente con un commento sotto il post di ieri, ma ho verificato che il commento sarebbe stato più lungo del post stesso e quindi preferisco, facendo slittare altri articoli che avevo in mente, postare una scheda con la sinossi e l’incipit del romanzo stesso.
Il romanzo è finito, tuttavia ci sono alcuni punti tecnici (dovrei entrare in contatto con qualche agente del Corpo Forestale per chiarirmi questi dubbi) e la fase di editing che non mi convincono del tutto. Suppongo che soltanto verso Natale il lavoro possa definirsi concluso.
Si intitola: Il male tra gli ontani.

Sinossi.

Manuel Cattelan è un erpetologo di Treviso, durante un’edizione di Reptilia conosce Mario Longhi, responsabile di un parco naturalistico appena istituito nelle alpi Orobie. Sembra un incontro destinato a finire nel dimenticatoio, ma circa un anno dopo, mentre è in Africa con una troupe documentaristica, Manuel riceve da Mario una mail piuttosto strana: nel parco sta succedendo qualcosa di strano; i rettili locali abbandonano l’areale di distribuzione naturale e migrano verso il paese vicino come in preda a una forma di pazzia.
A cosa è dovuto questo atteggiamento? Che sia il caldo torrido dovuto a un’estate ai limiti?
Attraverso una serie di colpi di scena i due riusciranno a scoprire che i responsabili di questo sconvolgimento naturale sono una coppia di serpenti Australiani ofiofaghi abbandonati nell’area anni prima.
Ma quanti sono diventati adesso? E perché la natura li ha resi così aggressivi?
La faccenda è tremendamente seria, ma le autorità non vogliono prenderla in considerazione, forse è soltanto il frutto delle considerazioni del guardiano di un parco che pochi volevano istituite e la situazione viene trascurata.
Finché la morte di un bambino dapprima, in seguito quella di diversi corridori di una skyrace attaccati durante una prova mondiale sembrano fare chiarezza sulla realtà.
Ma ormai è tardi. Gli habitat naturali del luogo sono sconvolti. La fauna locale reagisce con furia e ferocia allo sconvolgimento. Una ferocia che contagerà anche la popolazione.
Bande di ragazzi, spesso ubriachi e drogati, scorazzano nei boschi con lo scopo di ammazzare serpenti e qualsiasi essere si muova. Cacciatori pronti a tutto scendono in pista armati come guerriglieri. Televisioni e giornalisti che, fiutato lo scoop, invadono il paese come mosche aumentando il fastidio della gente.
Come se non bastasse anche il siero antiveleno richiesto in Australia tarda ad arrivare e aumenta il malessere.
Un malessere che non risparmia neppure Manuel e Mario che entrano in competizione pure per la stessa donna. Una guerra senza frontiera dunque. Tutti contro tutti, con una tensione che sale e che sembra irreversibile ed un finale… che ovviamente non svelo.

Incipit

Quando partecipavo a qualche rassegna mi divertivo un mondo a intimidire i bambini che visitavano il mio stand. Era un godimento. Gli raccontavo storie mirabolanti sui serpenti che esponevo e non immaginate che piacere provavo nel vederli farsela addosso per il terrore. Doveva essere un qualcosa di innato nella mia intima natura un simile atteggiamento, perché lo facevo sempre. Così anche quella volta, in fiera a Milano, durante un’edizione di Reptilia, non avevo affatto intenzione di comportarmi diversamente.
Allora mostravo una Vipera del Gabon e aspettavo un ragazzino a cui turbare i sogni con ansia. Il guaio è che di bambini non ce n’erano. Non sapevo per quale motivo, ma in giro non se ne scorgevano affatto. Pensai perfino che fosse dovuto a un limite d’età imposto davanti alla biglietteria questa assenza. Pareva quasi che ci fosse solo gente del settore e non è che la situazione mi rendesse in verità felice. Insomma, già avevo attrezzato una piazzola controvoglia, obbligato dai vincoli professionali con una società tedesca con la quale collaboravo più che da un reale interesse, se ora mi toglievano anche questo piccolo e innocuo passatempo, a cui spesso mi attaccavo, c’era poco di cui gioire.
Infatti, il primo giorno fu una vera noia. Ebbi solo una visita e vi giuro…

3 commenti:

  1. Grazie per avermi risposto addirittura con un post intero!
    Il romanzo promette bene. Mi ricorda tanto certi vecchi horror degli anni '80 in cui la natura si ribellava contro l'uomo (anche se ovviamente ci sarà anche dell'altro, come è giusto che sia).
    Tra l'altro l'ambientazione è di quelle veramente suggestive. Altro che New York o L.A. :)

    Non so che cosa vuoi farne del manoscritto (spedirlo a un editore, affidarlo a un'agenzia letteraria...). Il mio consiglio, non richiesto, è di trasformarlo in ebook per vedere che effetto fa su dei potenziali lettori.

    Comunque sia, in bocca al lupo e complimenti!

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  2. Ferruccio, "questo" lo voglio assolutamente leggere. Quando, come e in che forma vedi tu, posso aspettare quanto ti pare, ma prima di morire lo voglio leggere.

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