sabato 12 giugno 2010

Volevo soltanto imparare la lingua Sioux.

Quando all’inizio degli anni novanta uscì nelle sale cinematografiche il film "Balla coi lupi" ero talmente infatuato dall’interesse per i nativi americani che andai a vedere il film sei volte di seguito. 

Ovviamente, rimasi impressionato dalle scene tutte e sei le volte che assistetti alle proiezioni. Mi piacque tutto allora: la storia, i costumi, l’ambientazione, i dialoghi, la musica che accompagnava le scene. Ma credo che l’emozione maggiore fu suscitata dal sentire dei nativi americani parlare nella loro lingua in maniera così preponderante.


Fu uno shock e mi diedi subito alla ricerca di libri che mi permettessero di approfondire un tale linguaggio. Volevo assolutamente apprendere l’idioma dei Lakota. Girai in tutte le librerie della provincia. Mi recai, su consiglio di un amico, anche presso un grosso centro a Milano. Ma non ci fu nulla da fare: se volevo imparare la lingua Sioux dovevo andarmene a vivere presso una loro riserva nel nordamerica.

Sì, in realtà, dei libri con qualche termine lo trovavo, ma io volevo imparare a contare, volevo essere in grado di pronunciare una vera frase. Volevo farmi capire. Insomma cose del genere.
Poi, per caso, trovai in uno scaffale di una libreria di Calolzio Corte il romanzo di Michael Blake. Sussultai di gioia e acquistai il libro a scatola chiusa. Pensavo di aver risolto tutti i problemi.
Fu una delusione tremenda. Nel libro, non c’era una parola scritta nella lingua dei nativi. E c’era di peggio. Non c’erano nemmeno i Lakota, sostituiti da una tribù di Comanche.

Ma quel libro mi costrinse anche a  fare una revisione del film e adesso posso tranquillamente dire che non riesco più a vederlo.
Quasi lo odio, come (quasi) odio il libro. L'infatuazione non mi aveva permesso di notare che i nativi erano sempre buoni  e perfetti (i Sioux nel film e i Comanche nel libro) e lottavano sempre contro indiani cattivi, sporchi e figli di... (i Pawnee di Wes Studi). Non mi ero accorto che l'ufficiale non sbagliava mai nulla, mentre le giubbe blu che affrontava erano un'accozzaglia di imbecilli. Per non citare la storia d’amore tra il tenente e la neanche tanto bella bianca trovata in seno alla tribù: nulla di  più fasullo e razzista.

E allora?
Allora salviamoci con la musica e salviamo John Barry. Le sue colonne sonore almeno reggono il tempo (ascoltate anche questa) e continuano a girarmi nella testa senza mai morire. Almeno con me.

26 commenti:

  1. A me era piaciuto soprattutto da un punto di vista visivo. Panorami, costumi e tutto, erano spettacolari. La trama era semplice e accattivante, ma come te all’epoca la trovai piacevole, solo in seguito notai le pecche che hai sollevato. La lingua lakota ha intrigato anche me, ma non quanto quella pawnee – ti giuro che ancora oggi non so il perché – ma poi non sono andato a documentarmi come hai fatto tu, o meglio ci ho provato, ma alla fine mi sono dedicato più alle tradizioni delle varie nazioni indiane che alle lingue, più difficili da reperire e studiare. Però tutto sommato non odio quel film proprio perché mi ha regalato questo interesse.

    P.S. A tema western dal punto di vista indiano mi è piaciuto di più Piccolo Grande Uomo (Little Big Man, 1970), che se per caso te lo sei perso ti consiglio vivamente. :)

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    1. Visto, amo troppo il west

      recupera Manto Nero se non lo conosci:-)
      il più affascinante di tutti

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    2. dimenticavo la lingua Pawnee è incredibile, ricorda quella Klingon:-)

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  2. posso chiederti perchè devi odiare questo film? in fin dei conti è 'appunto' un film.. usanze e tradizioni ci sono. perchè deve dare fastidio la guerra tra tribù? alla fine è il solito discorso di 'buoni contro cattivi', non per questo uno deve per forza pensare che i Sioux fossero buoni al contrario dei Pawnee. E' un film sulla ricerca di se stessi: Dumbar si dimostra pronto al cambiamento e accetta i nuovi amici e il loro vivere. Ovviamente di grnade rilevanza l'arrivo dei bianchi che devono uccidere e occupare tutto ciò che capita a tiro.

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    1. non è odio infatti ho messo quasi
      ma guarda che se conosci la storia degli indiani d'america capiresti che si tratta di un film falso una volta che ci togli la vene romantica


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    2. Balla coi Lupi è un film che ho rivalutato negli anni.
      Certo, è basato su fatti storicamente accaduti, non è un documentario storico...
      Ma lo scopo del film (e di Costner), al di là del fattore 'storia', è stato quello del percorso personale e del ritrovo di se stesso da parte del protagonista attraverso un 'qualcosa' (le usanze degli indiani,per l'appunto) che sembrava (e sembra tuttora a volte) non avere nulla di civile: dafatti i Sioux e le altre popolazioni erano ritenute selvagge e ignoranti, come ben saprai.
      C'è da dire che alcuni degli attori che interpretano i Sioux all'interno del film (non chiedermi quali, perchè non lo ricordo) sono stati d'aiuto a Costner stesso per la lingua lakota e usi e tradizioni di quella gente.
      Io mi sono stupita di sentire quel linguaggio per la prima volta!
      Per quanto riguarda poi l'amore tra il bianco e la bianca: mi sarebbe piaciuto vedere uno sviluppo migliore della storia (addirittura avrei tolto del tutto questo fattore), anche perchè l'interpretazione della Mcdonnell fa pietà: è un personaggio che stona all'interno della pellicola.

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    3. Ti prego firma con un nome specialmente quando porti avanti commenti validi. Sui fatti storici la guerra tra tribù vicine era una norma nelle pianure, e la ricostruzione è validissima non lo metto in dubbio tuttavia i sioux non erano così buoni come appare nel film - i pawnee che fanno la parte dei cattivi sono stati massacrati dai sioux stessi

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    4. Sono d'accordo: i Pawnee non erano così cattivi come nel film.. così i Sioux erano tutt'altro che pacifici(vedi gli agguati alle donne Pawnee).
      La mia analisi si riferiva ad usi e costumi: che poi Costner abbia preferito 'fare amicizia' con i Sioux è un'altra faccenda.. probabilmente nessuno avrebbe ricordato facilmente il nome Pawnee al contrario di Sioux, più conosciuto.. con questo intendo dire che è stata più una scelta cinematografica, proprio perchè il film non è un documentario

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    6. Certo certo, credo che molto del successo del film dipenda dall'uso della lingua Lakota,
      grazie Chiara:-)

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  3. Scusa la bianca se non era una gnocca pazzesca non poteva destare l'amore di un uomo?? e poi parli di razzismo..bha

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    1. Pensaci è un film razzista, io volevo vedere la storia con la donna nativa LOL
      la prossima volta metti il tuo nome, grazie

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    2. scusa se mi intrometto credo che tu non abbia capito molto del film, anche io l'ho visto e rivisto e penso che tu non abbia afferrato il messaggio,

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    3. Può darsi che non capisca le cose. Dimmi qual è il messaggio. Se è lo sterminio di una razza e o la fine di una cultura si poteva trasmettere meglio. ci sono un sacco di libri e anche diversi film che trattano il tema senza tanta falsità romantica

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  4. il messaggio detto in parole povere è che i veri selvaggi siamo noi bianchi,

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    1. Fin lì ci siamo benissimo, mettici una bella storia d'amore fasulla se vuoi farla rendere al meglio

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  5. non capisco cosa intedi x storia d'amore fasulla

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    1. Voglio dire che Dumbar in teoria si poteva benissimo innamorare di una squaw :-)

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  6. Se ci pensi bene...no. Primo xkè serviva un ponte linguistico tra Costner e i sioux... E poi xkè se si fosse innamorato di una squaw, avrebbero potuto pensare ke lui li aiutava solo x quello...., ma in realtà lui :), ed ho pianto, non x la soria d'amore ma, x la morte di White Socks :(

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    1. L'ho rivisto l'altra sera, le prime volte che lo vedi commuove, ma qundo lo hai visto diverse volte lo scetticismo monta: poi tutte le ipotesi sono possibili

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  7. bell'articolo e soprattutto bellissimo film grz

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  8. Be'... è un film hollywoodiano, con tutti gli stereotipi conseguenti XD Questa tipologia di film è vergognosamente divertente, dà la misura di molte cose, dal mio punto di vista non troppo positive.
    Il punto è che non c'è alcuna ricostruzione su base storica, nessuna volontà di rappresentare in modo verosimile. E molti non si accorgono. Penso sia un bel prodotto, ecco, godibile se visto senza aspettative.

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    1. Io sono un patito dei nativi americani e al primo impatto il film mi aveva attratto in maniera patologica, C'ero dentro in pieno. Poi però valutato a freddo scopri tutti i cliché possibile e non puoi considerarlo un capolavoro, almeno dal punto di vista antropoligico.

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    2. Se capita lo rivedo volentieri, non sono "snob" ;) Solo che... certe tipologie di film sono pensate a monte per un impatto emotivo (o di coinvolgimento, insomma), e per conseguirlo... si sacrifica altro :P

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    3. l'unico flim sulla cultura indiana e un uomo chimato cavallo

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    4. Visto e rivisto, ce ne sono diversi, non essere tassativo e magari lascia un nome

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