martedì 29 giugno 2010

Perso nel mare d’erba della prateria

Io sono un appassionato di western; lo sono sempre stato, sin da bambino. Che si tratti di libri, fumetti, film o quant’altro, be’ non fa differenza. 

Posseggo collezioni sterminate di album dedicati a Tex Willer e Zagor (800), ma posseggo pure una miriade di saggi e di romanzi che spaziano dal resoconto storico sulla battaglia di Little Bighorn al racconto di Elmore Leonard, sino al Weird Western contaminato di Lansdale e ai lavori sorprendenti dei nostrani Alfredo Mogavero e Stefano Jacurti.

Insomma mi spiace soltanto non essere nato in qualche ranch del Montana o in qualche villaggio dimenticato da Dio del Texas.
Comunque, appena riesco a mettere da parte qualche soldo e trovare qualche gancio al di là dell’oceano, state certi che un viaggio in quelle terre mitiche lo faccio. Magari ripercorro a cavallo il tragitto di Lewis e Clark

Già! A costo di perdermi nella prateria come successe a Luis L’Amour, forse il più famoso e popolare scrittore del genere. D’altra parte duecentosessanta milioni di copie stampate in venti lingue rendono bene l’idea. Uno scrittore diventato una miniera d’oro per il cinema.
Alcuni esempi? Hondo, Le colline bruciano, Catlow.

Il suo destino comunque cambiò radicalmente quando a quindici anni si perse nella prateria durante la traversata che la sua famiglia intraprese tra il North Dakota e il Southwest. Da allora la sua vita e una serie di vagabondaggi e lavori di ogni genere: un mucchio di esperienze saltuarie che faranno da sfondo alle avventure eroiche e disperate dei suoi pistoleri romantici.

2 commenti:

  1. ehi
    dimmi un nome adatto a una pistolera
    tu che ti piace il western!

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  2. @Ferru: anche a me piace tantissimo. Ho parecchi Tex anche io, anche se di romanzi solo 3 di Salgari e un volume di racconti di L'Amour.

    @Gelo: io avevo inventato un personaggio dei fumetti, si chiamava Dynamite Bra, il reggiseno più veloce del West :P

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