sabato 1 maggio 2010

Voie de fan, soltem adoss


Oggi è così. Non ho voglia di fare nulla e non vorrei fare nulla. Non vorrei nemmeno pensare. Vorrei comportarmi come si comportava il mio povero gatto (quello della foto). Quello sì che faceva la bella vita; si limitava a entrare in casa dopo una notte di bagordi con le sue micie e poi via a dormire sul mio letto. Si svegliava solo per mangiare e bere, per ascoltare la musica di Michael Nyman o per graffiare il fondo della poltrona se non eri pronto a servirlo. Una vita a cinque stelle, come quella di Jay Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Certo, Mic è morto per una insufficienza renale e non investito dalla macchina di un marito tradito, però non gli mancava nulla e se glielo avessi offerto avrebbe bevuto anche champagne da un flute.
Ecco, oggi vorrei vivere come viveva il mio gatto. Nada impegni e nada problemi, ma è un’utopia.
Scrivere devo scrivere: i racconti vogliono uscire e i romanzi hanno bisogno di una revisione continua.
Leggere devo leggere, perché dalla “concorrenza” si impara. E non mi posso limitare a guardare le figure o il lampadario. No, nonostante sia il primo Maggio, dobbiamo lavorare lo stesso.

2 commenti:

  1. Io ho già scritto un post, e ne sto preparando altri. E poi sta festa non m'è mai piaciuta.

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  2. Be' questo comunque è un post dell'anno scorso:-)

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