domenica 16 maggio 2010

Non girare di notte con la bicicletta in città


Di Ray Bradbury ho già parlato in qualche post precedente. Che sia un tipo originale e fuori discussione. Il suo modo di scrivere melanconico e introspettivo mi ha sempre affascinato e sebbene la faccenda mi dia fastidio, ricevere commenti che "paragonano" (tra virgolette) qualche mio racconto ai suoi scritti mi inorgoglisce. 

D’altra parte la visione fantascientifica che possiedo e simile alla sua. La mia fantascienza è soltanto il frutto dell’esasperazione della vita di tutti i giorni: un pullman di linea può diventare un’astronave che orbita attorno ai satelliti di Giove e la luce nella hall di un albergo può servire per provare facoltà telecinetiche.

Dopotutto anch’io, come lui, odio le macchine e la tecnologia; e anch’io, come lui, preferisco girare le città a piedi se non in bicicletta a qualsiasi ora della notte

Certo, per ora non sono mai stato fermato e arrestato dalla polizia o dai carabinieri a notte fonda perché giro nelle strade felice come un’allodola fregandomene altamente di codici stradali, dei delinquenti e di altre baggianate, ma in tutta sincerità permettetemi di scrivere che se una simile esperienza potesse far nascere nella mia testa un capolavoro al livello dei suoi racconti potrei anche accettare una notte in guardina come è successo a lui.

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