domenica 18 aprile 2010

Tutta colpa del vulcano sul ghiacciaio Eyjafjallajökull


Potrei dire poco male; al termine, infatti, mi è rimasto più tempo per “lavorare” e visto che quello non manca, diamoci dentro. Ho la recensione de “La corsa selvatica” di Riccardo Coltri da completare e siccome ho intenzione di postarla sul blog a breve devo correggerla e sistemarla. Ho un paio di racconti a cui devo lucidare l’armatura prima di mandarli a morire nell’arena del Circo Massimo MMX di Edizioni XII. Ho anche alcune nuove storie da portare avanti. Insomma le cose da fare non sono poche… ripeto poco male in conclusione.
Però che barba queste calamità. Neanche fosse in arrivo davvero qualcosa di sinistro (il 2012 è qui). Già vi ho messo al corrente del fatto che all’inizio del mese una frana mi ha confinato in un paese alla fine del mondo, isolandomi come un derelitto. E adesso? Adesso questo vulcano che mi manda all’inferno una bella e romantica cena al lume di candela. Proprio una disdetta. Ero eccitato all’idea, perché la ragazza non la conoscevo. L’ho incontrata in chat, su FB: era rimasta incantata dal mio profilo da serpente. Mi ha tormentato più di una settimana per potermi incontrare. La cosa strana è che offriva lei addirittura: cena in un bel locale e chissà che altro. Come potevo rifiutare?.
Ho accettato. Ma ieri sera, mezz’ora prima di uscire, dopo che mi ero già inghingherato come un gigolò mittleuropeo, la sorpresa: il fumo di questo stronzo di vulcano ha avvolto l’atmosfera e cosa succede? La sua astronave non può passare e l’incontro, per ora, me lo devo soltanto immaginare.

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